lunedì 18 gennaio 2010

AVATAR film

"Avatar", film 3d diretto dal redivivo James Cameron dopo 15 anni di attesa, ci presenta il vero cinema 3d, rappresentato dal pianeta Pandora e da simbolismi e metafore comunicative visive ed emotive. Recensione del film in 3d e 2d.

avatarFilm: Avatar
Titolo originale: Avatar
Nazionalità: USA
Anno: 2009
Durata: 162 minuti
Genere: fantascienza, azione, avventura
Regia: James Cameron
Sceneggiatura: James Cameron
Fotografia: Mauro Fiore
Musiche: James Horner
Scenografia: Rick Carter, Martin Laing, Robert Stromberg
Cast: Sam Worthington, Zoë Saldaña, Sigourney Weaver, Giovanni Ribisi, Michelle Rodríguez, Joel Moore, Stephen Lang, CCH Pounder, Laz Alonso, Wes Studi, Dileep Rao, Matt Gerald

Al cinema: dal 15 gennaio 2010

Avatar in : DVD
Il libro "L'universo di Avatar. Genesi del capolavoro di James Cameron" con : i segreti del film

Trama


2154: Gli umani hanno scoperto un preziosissimo minerale,l'unobtanio, sul pianeta Pandora a 6 anni di viaggio dalla Terra. Ma il giacimento è popolato dai nativi Na'vi, che vivono in pace in comunione con Eywa, e l'atmosfera di Pandora non è adatta alla vita umana. Una innovativa tecnologia consente ai terrestri di muoversi sul pianeta attraverso una interfaccia di connessione neurale che collega l'umano al suo Avatar, corpo ibrido esteriormente simile ai Na'vi ma costituito da Dna umano e alieno. Jake Sully (Sam Worthington), ex marine paraplegico, viene arruolato dalla compagnia interplanetaria terrestre, RDA, per la quale lavorava il gemello Tom morto in un incidente. L'esigenza della RDA di procedere con lo sfruttamento del pianeta porta Jake a integrarsi intensivamente con la popolazione Na'vi, in modo da ottenere la loro fiducia e cercare di convincerli a trasferirsi altrove. Durante la missione viene assistito dalla Dr. Grace Augustine (Sigourney Weaver), esperta del pianeta. Ma Jake s'innamora della bella Neytiri (Zoë Saldaña) che lo introduce alla conoscenza di Eywa, una sorta di memoria collettiva immagazzinata in una enorme rete neurale costituita dalla fitta vegetazione. Poco a poco Jake si sente sempre più un Na'vi e quando, stufi di aspettare, gli umani decidono di far sloggiare gli indigeni con le maniere forti, si allea con i Na'vi contro il nemico...

Trailer Ufficiale




Recensione


"Avatar" è il film che segna il ritorno di James Cameron alla regia dopo un'assenza di oltre dieci anni; stavolta il regista ci porta ad esplorare le potenzialità del cinema 3d che con questo film inizia definitivamente la sua era. Costato circa 400 milioni di dollari, tra realizzazione e marketing, è da subito nella leggenda del cinema.

Verso Avatar


Con "Abyss" (1989) il creativo regista laureato in Fisica aveva già raccontato una storia di umani che scoprono un mondo alieno, la tecnologia digitale ancora ai primi passi aveva dato vita agli alieni delle profondità marine, alla loro città, pacifica e luminescente come il villaggio dei Na'vi, meritandosi un Oscar 1990 per gli effetti speciali. Il capolavoro mancato fu ottimo banco di prova per affinare la cgi, che esplose nel turbinio di effetti che con "Terminator 2" (1991) prese un altro oscar per gli effetti speciali e segnò l'inizio dell'era cinematografica digitale.

In "Titanic" (1997) lo storico affondamento venne descritto prima con una fredda simulazione al computer e poi vissuto col cuore attraverso la storia d'amore tra Jack e Rose: l'impresa titanica rese James Cameron "Re del mondo" aggiudicandosi ben 11 premi Oscar. Era girato col classico 2d ma la sera di gennaio in cui vidi la pellicola al cinema, pioveva e proprio nella parte finale i gestori decisero di aprire le porte d'emergenza lasciando entrare il freddo e qualche goccia d'acqua portata dal venticello: emotivamente travolti dalla sciagura rappresentata sullo schermo e affollati nel cinema strapieno, a noi spettatori sembrò di essere sulle scialuppe tra i superstiti in mezzo all'atlantico. E senza occhialini.

"Avatar" è Il film 3d per eccellenza, ma delude come sceneggiatura, raffazzonata e piena di buchi ed errori concettuali perché non è un film, è un pretesto di Cameron per mostrare l'espressività del cinema 3d, da lui immaginato come un nuovo mondo e qui rappresentato dai colori e dalle scenografie del pianeta Pandora che ci affascina per il suo caleidoscopio e il suo gigantismo, per quella giungla a metà tra la imponenza di "Jurassic Park" e il fantasy di "Dinotopia".

Pandora riprende le luminescenze notturne di Abyss e le teorie sull'organismo planetario Gaia, qui chiamato Eywa e nascosto tra i ricordi memorizzati nell'Albero delle anime e la connessione neurale con le bestie alate che possono essere montate da un solo cavaliere in tutta la vita, celebrando con una tecnologia così artificiale la naturalezza di un mondo vergine e privo di consumismo, fatto di bit, ma che attraverso la Reality Camera System sembra più vero del mondo reale.

Nel film "Avatar" James Cameron unisce diverse tecnologie, 3d, motion capture, grafica computerizzata, portando per la prima volta due case, la Weta e la Industrial Light&Magic a collaborare per realizzare gli effetti speciali che coprono circa il 60% delle scene. E' una descrizione accurata di cosa si può realmente fare con la tecnologia tridimensionale, utilizzata in un progetto che ha avuto una gestazione durata quindici anni.

Full Immmersion nel 3D


Cameron ha sostituito gli attori protagonisti con i loro avatar digitali e gli occhialini tridimensionali diventano così l'avatar che consente allo spettatore di immergersi completamente nella scenografia e nelle riprese che opportunamente percorrono a 360 gradi gli scenari, mostrandoli dal basso, dall'alto, in obliquo, in avvicinamento, allontanamento, in picchiata, renderizzando l'atmosfera rarefatta e la sensazione di vertigine.

Praticamente archiviata la cavalcata aerea di Bastian su Falcor ("La storia infinita", 1984), archiviata la regia traballante di J.J Abrams in "Star Trek", le finte esplosioni di "True Lies", le riprese di Cameron rivelano mano fluida e leggera, sia in 3d che in 2d, dove danno ancora l'impressione che Pandora sia reale e situato a pochi metri oltre lo schermo.

Parentele


Il progetto "Avatar" somiglia a tante cose, "Balla coi lupi", "Braveheart", "L'ultimo dei Mohicani", "Pocahontas" e il colore blu dei Na'vi ha fatto sì che venisse ribattezzato "Balla coi Puffi" (pensiero che ho avuto anch'io guardando il film) ma Cameron si è in realtà ispirato alla saga fantasy-fantascientifica "John Carter di Marte" creata da Edgar Rice Burroughs (papà letterario di Tarzan).
Su Marte, popolato da primitive civiltà indigene, arriva questo John Carter, coraggioso e incosciente. Non essendo possibili i voli spaziali (la saga è stata scritta nel primo novecento) l'unico modo che aveva Carter per andare su Marte era costituito da una specie di trasmigrazione dell'anima. Anche Carter si innamora di una bella principessa Marziana e si integra con la tribù aliena diventando uno dei migliori guerrieri.

Cameron ha quindi attualizzato il soggetto, sviluppando meglio la parte tecnologica: qui Jake ha a disposizione una interfaccia neurale con il suo Avatar, inoltre gli alieni hanno una religione di tipo animista, spiegata scientificamente con la possibilità di scaricare e caricare dati attaverso una rete neurale biologica, la cui prova è nei filamenti nervosi nascosti nella treccia di capelli in dotazione ai Na'vi.
La trasmigrazione è quindi resa possibile attraverso uno scambio di informazioni e ricordi, tutto ciò che entra in gioco nell'essere umano al di là del corpo, e questa è sicuramente la parte più intelligente e affascinante della storia. I personaggi si uniscono tra di loro e alla Natura come sicuramente il regista vuole unire lo spettatore al cinema tramite la visione 3d fornita dagli occhialini.

Per meglio affascinare il pubblico e sollecitarne la partecipazione emotiva, Cameron ci aggiunge alcuni classici stereotipi dell'avventura: il coraggioso ex marine inchiodato su una sedia a rotelle in un mondo consumistico dove per guarire servono molti soldi, che guarda caso ha un cervello molto efficiente, che guarda caso diventa un leggendario guerriero, un Na'vi migliore degli stessi indigeni, probabilmente risultato dall'incontro delle qualità di entrambe le specie e che si oppone invece alla morale guerrafondaia che predica lo scontro, una storia d'amore apparentemente impossibile, non ultima la figura eroe-messianica di Jake.

Una cosa simile si era già vista in "Titanic" dove alla divisione tra i ceti sociali, separati anche sulla nave da una divisione in classi, opponeva la fusione di corpo e anima tra due esponenti con il tema chiave "Ti sento", che rappresentava il cuore, organo col quale ci fece vivere la tragedia del Titanic e gli infiniti salvataggi di Rose da parte di Jack. A completare l'interpretazione, Cameron utilizza direttamente la parola "Avatar" che significa "disceso" ed è derivata dalla religione induista: indica l'incarnazione di un Dio in un corpo fisico al fine di svolgere determinati compiti.

Analisi del film


In "Avatar" la frase chiave è "Ti vedo": non si riferisce alla storia d'amore tra i due; stavolta la frase chiave è focalizzata sull'organo dell'occhio e spiega lo scopo finale del film: dare allo spettatore uno straordinario impatto visivo, sia in 3d che in 2d, che gli faccia ammettere di non aver mai visto una cosa simile, da attrarlo per le oltre 2 ore e mezza di proiezione. Nulla regge il confronto con la bellezza delle riprese e delle scenografie, con la meraviglia del mondo di Pandora che è la vera e sola protagonista del film.

La frase viene detta da Neytiri, gigantesca aliena che nella metafora espressiva rappresenta il cinema 3d colorato e variegato, il quale ci connette ad in un mondo di sensazioni finora sconosciute, a Jake, il piccolo umano da lei racchiuso tra le braccia in una significativa scena, che personifica invece il vecchio cinema 2d, handicappato dalla obsolescenza (e dalla pirateria). La battuta viene da lui ripetuta a significare che il 2d non è perso, è ancora là, incapsulato nel 3d, sotto l'Avatar.

Difatti "Avatar" in 2d, limitato su 180 gradi non dà le identiche sensazioni di full immersion del 3d ma regge bene il contronto con lo schermo piatto e ad esclusione di un paio di sequenze d'azione un po' confuse rende ancora l'impressione di tridimensionalità da diapositiva.

La sequenza di trasmigrazione decodifica invece il passaggio dall'era 2d all'era 3d, definitivo: stessi contenuti diverso involucro, una volta aperto il vaso (o il pianeta) di Pandora nulla sarà più come prima. Un nuovo mondo è stato scoperto ed esso non va combattuto come proposto dai militari, ma abbracciato perché questa è l'evoluzione del cinema. Se i personaggi si immergono in Pandora attraverso una interfaccia, gli attori sono entrati nelle riprese con i loro alter ego digitali, il regista li ha diretti in dual mode, su un canale vedeva il set con gli attori che recitavano, sull'altro il risultato digitalizzato in real time, gli spettatori ci entrano tramite gli occhialini. Ad ognuno la sua interfaccia.

Il kolossal di Cameron non poteva quindi essere realizzato soltanto per il 2d, non solo per il ciclopico budget richiesto che per forza di cose doveva spingere un maggiore investimento anche da parte dello spettatore, ma anche per l'insieme di sottotesti ricamati nelle intenzioni del regista, che ancora una volta ha voluto stupirci e insegnarci qualcosa ma senza supponenza, nascondendo il messaggio nel risultato.

La grossa pecca resta comunque la sceneggiatura, non vengono risparmiati i voltafaccia gratuiti di personaggi, il deus ex machina e altre amenità quali il cattivo che è cattivo ad oltranza. Alla stessa Sigourney Weaver, che negli anni si è creata coi suoi personaggi una reputazione di persona seria e razionale, è difficile perdonare un cambio di atteggiamento così radicale nei confronti di Jake ed alcune decisioni da suicidio, gli stessi Na'vi che urlano e cavalcano come i Pellerossa e non si stupiscono al vedere per la prima volta un essere umano nella sua forma naturale sono alquanto poco credibili, ma tant'è, sono tutti dettagli funzionali alla storia e, contrariamente a Titanic, Cameron ha preferito concentrarsi sulla sensazione visiva ed effettistica più che sul realismo, tanto che nonostante le buone intenzioni "Avatar" sfocia nel fantasy più e più volte, a dimostrare che...è solo una bella storia d'amore e di rispetto della Natura.

ATTORI PROTAGONISTI


Per la maggior parte del film Sam Worthington è in forma Avatar, il che gli dona una maggiore espressività e simpatia, nulla purtroppo è stato fatto per correggere il tono monocorde della sua voce in originale, migliorata nella versione italiana dal suo doppiatore Francesco Pezzulli.

Anche Zoe Saldana viene superata in bellezza e fascino dal suo alter ego blu, più umana delle precedenti interpretazioni dell'attrice.
Sigourney Weaver... praticamente uguale anche da puffa, anche perché in forma umana sembrano un po' evidenti alcuni ritocchi estetici agli occhi resi necessari dall'età. Basta comunque il suo ingresso in scena di gran carriera per rassicurare lo spettatore sul fatto che il film andrà egregiamente in porto, del resto lei è amica di Cameron e ha sconfitto Alien, chi meglio di lei può saperlo?

La fotografia stupenda rende giustizia alla bellezza degli incantevoli scenari, stemperando gli effetti speciali nell'atmosfera del pianeta come da manuale, una tendenza sempre più ripresa nei film di fantascienza, vedi "District 9".
La colonna sonora di James Horner invece delude in diversi punti, laddove sembra che Horner si adagi riprendendo melodie e soluzioni vocali da "Titanic" virando verso "A Beautiful mind" (due sue creature) e uscendo palesemente fuori tema nelle sequenze centrali. Troppa Natura.

COMMENTO FINALE


In conclusione, "Avatar" è un film che mantiene le promesse del suo trailer, quello muto, perché sollecita l'occhio costringendo la mente a fare abuso di sospensione d'incredulità e sembra dare quasi per scontato che ci si affezionerà ai personaggi e al pianeta solo per la loro bellezza; la storia non lascia nulla alla sorpresa e all'imprevisto, che invece era evidente perfino in un resoconto così ben dettagliato come "Titanic", pertanto non potrà vincere l'Oscar per la migliore sceneggiatura o interpretazione ma si candiderà (e vincerà?) sicuramente l'oscar 2010 per miglior film, regia, effetti speciali, fotografia, sonoro e altre categorie tecniche.

Visti comunque tutti i rallentamenti subiti dal film prima del rilascio in sala, male non avrebbe fatto curare di più la storia, perché "Avatar" avrebbe potuto davvero essere un capolavoro di tutti i generi, drammatico, fantascientifico, azione, indipendentemente dal numero delle "D". Nonostante la bellezza di Neytiri, la materialità dei Na'vi che sembrano più veri dei soliti pupazzi di gomma offerti spesso dalla grafica computerizzata, nonostante l'angoscia e la tristezza nella scena della perdita del grande albero, ai più non potrà non venire in mente una curiosità/ domanda: come sarebbe stato "Titanic" in 3D (che vedremo nel 2012). Perchè se tanto mi dà tanto....

Dato il finale non chiuso, non è difficile prevedere un sequel di Avatar, come del resto sembra interesse di Cameron, ma dati i record di incassi al botteghino e la corsa al cinema 3d, scatenata dal film evento perfino nella sonnacchiosa Italia, nonché la regia da Oscar, è d'obbligo pensarci. Sperando in una sceneggiatura più all'altezza di cotanta magnificenza visiva.
"Avatar" non costringerà ogni film ad essere girato in 3d, ma nessun film 3d potrà esimersi dal confrontarsi con questa pietra miliare.

Voto personale 3D: 9+


Voto personale 2D: 8.0



Curiosità


  • Michelle Rodríguez (Trudy) era la poliziotta Ana Lucia nella serie tv "Lost"

  • Nel film, il pianeta Pandora si trova a 4,4 anni luce dalla Terra, nel sistema Alpha Centauri.

  • Nel film gli avatar vengono comandati tramite una interfaccia neurale che mette in sintonia i sistemi nervosi dell'alieno e dell'umano. Nella realtà questa interfaccia non esiste. Esisterebbe però una interfaccia umano-macchina, invenzione attribuita a due scienziati Vinicio De Bortoli e Ugo Licinio, che avrebbero progettato una interfaccia mentale che decodifica le onde cerebrali umane e consentirebbe di comandare dispositivi digitali ed elettronici, come mouse, videogiochi. Un'interfaccia umano-macchina potrebbe essere utilizzata per aiutare persone con handicap motori.

  • Nella mitologia greca Pandora era una giovane fanciulla a cui Zeus aveva affidato il vaso dove erano contenuti tutti i mali del mondo, ma ella per curiosità lo aprì, diffondendo il male su tutta la Terra.

  • Il film è composto per un 60% da elementi virtuali creati al computer e per il restante 40% da elementi live-action.

  • Michael Biehn ("Terminator") fu inizialmente preso in considerazione per il ruolo del Col. Quaritch

  • Per aiutare li attori a entrare nel personaggio, Cameron li ha portati alle Hawaii a fare trekking nella foresta e a vivere come in una tribù, in modo da meglio capire i movimenti che dovevano simulare sul set

  • Esiste una differenza tra Avatar e Na'vi: gli Avatar hanno cinque dita e le sopracciglia, i Na'vi invece hanno solo quattro dita e niente sopracciglia

  • La lingua Na'vi è stata creata appositamente per il film, da un vero linguista. Contiene circa 1000 parole

  • Il film ha ottenuto due Golden Globe 2010: migliore regia e migliore film drammatico (James Cameron), purtroppo non confermate agli Oscar

  • Gli attori che interpretavano i Na'vi hanno dovuto recitare con una telecamera praticamente in fronte: questo per poter filmare da vicino le loro espressioni facciali che sono state riprodotte in cgi con la tecnica del motion capture, tracciate grazie a dei particolari puntini incollati sul loro viso

  • "Unobtanio" è un termine umoristico utilizzato nell'industra aerospaziale per indicare il materiale perfetto: purtroppo non esiste, la sua esistenza secondo gli scienziati violerebbe le leggi della fisica

  • Nel film è stata tagliata una scena di sesso tra Jake e Neytiri: sarà inclusa nella edizione dvd

  • A causa del superlavoro, la Weta Digital di Peter Jackson (Il Signore degli Anelli) non ha potuto curare gli effetti speciali di District 9, che ha dovuto arrangiarsi

  • Errori: Jake è paraplegico e quando entra nella camera a interfaccia mentale solleva le gambe con le mani. Però l'ultima volta che ci entra solleva le gambe senza aiuti

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9 commenti:

Fabiola ha detto...

Ho sentito parlare di questa carenza nella sceneggiatura...però l'appagamento visivo di cui parli credo sia un buon motivo per vedere il film in 3D (non vedo l'ora!).Ciao

Recenso ha detto...

@Fabiola
Assolutamente sì, è da vedere senz'altro. Grazie per il commento.
Buona serata/Notte :-)

Licia ha detto...

Il film non l'ho ancora visto... ho un pò di paura ad affrontare il 3D, io già porto gli occhiali.... ho letto da qualche parte che Avatar somiglia al cartone "Aida degli Alberi".
Per quanto riguarda "Ti vedo", è un' espressione che ho letto tanti anni fa in un libro di Wilbur Smith, usata come saluto in Africa.Recensione comunque molto accurata, complimenti!

annarita ha detto...

quello che penso di Avatar l'ha letto nella mia recensione, dunque non mi ripeto. Comunque lo si giudichi, è da vedere!
buona serata

Recenso ha detto...

@Licia
Grazie della visita.
Anch'io porto gli occhiali, è un po' più scocciante ma si riesce a vedere, anche in 2d non è brutto. Si la frase "ti vedo" ha anche quel significato.
Aida degli Alberi non l'ho visto ma ho letto in giro di diverse accuse di plagio su Avatar per la storia, le sembianze dei Na'vi, i paesaggi, effettivament non è originalissimo :-)

@annarita
Grazie per il comento sempre gradito

Roberto Fusco Junior ha detto...

Troppo fumo e poco arrosto in questo film

Recenso ha detto...

Ciao Roberto, ti capisco sul non gradimento, ero andata a vederlo dubbiosa e senza pretese aspettandomi un flop.
Come avrai visto nelle altre mie recensioni, anche per me la storia è alla base e qui è purtroppo scontatissima.
Però a mio avviso Avatar è compensato da una serie di elementi (visivi, registici, effettistici, tecnologici e anche di significato) che secondo me danno la vera tridimensionalità, che in fondo è quello che mi aspettavo di vedere, un'innovazione.
Perfino in 2d si vede che è diverso da tutti gli altri film.
E indubbio che da oggi in poi tutti si ispireranno alla tecnica di Cameron.
Ad esempio Star Trek è a mio avviso solo un giocattolone di luci e suoni non abbastanza impreziosito da altri elementi, senza un vero significato, infatti gli ho dato solo 6.5, non parliamo di Terminator 4 che ha preso un bel 4.5.
Ma tra un film alla Abrams e uno alla Cameron io preferisco vedere più film alla Cameron, possibilmente con una sceneggiatura all'altezza, però se non c'è, che almeno mi stupisca il contorno.
Titanic poi vabbe' è da 10, e non mi riferisco alla storia d'amore, classica (Rose andava affogata :-)), ma proprio tutto il film è un altro pianeta, dal cast, alla sceneggiatura all'affondamento magistrale che mi ha fatto sentire sulla nave dall'inizio alla fine.

Grazie per essere passato e complimenti per il tuo blog :-)

Angier ha detto...

Bella recensione, con diverse interessanti riflessioni. Anche tu hai notato la matrice "induista" del film - ma in generale della cinematografia - di Cameron, una prospettiva che si incarna in un'amore e un rispetto sconfinati verso il Regno naturale e le sue creature, considerate vere e proprie manifestazioni del Sacro. In Avatar ci sono tracce palpabili anche dell'animismo tipicamente africano, il riconoscimento della coscienza onnipresente e della forza generatrice che pervadono la natura. Interessanti anche le riflessioni sul 2d/3d e su come il film voglia, attraverso una serie di rimandi, porsi esplicitamente (ma anche implicitamente) come la nuova frontiera dell'esperienza visiva di spettatore. Anch'io, in quel "ti vedo", avevo individuato una serie di echi che rimandano al concetto stesso alla base del cinema. Parlando di Titanic però, anche lì vedo una sceneggiatura stereotipata con eccessi mielosi da telenovela, dialoghi a tratti imbarazzanti, personaggi la cui umanità è irrimediabilmente bidimensionale e priva di sfaccettature. Comunque, una cosa è certa: Cameron si conferma uno dei più grandi - forse, in quanto a numeri, il più grande burattinaio che il cinema degli ultimi decenni abbia mai avuto, uno stregone in grado di impastare i nostri sogni e le nostre paure per dare vita a mondi formidabili e ipnotici...

Recenso ha detto...

@Angier
Hai ragione sui personaggi di Titanic, però io ho sempre visto protagonista principale la nave e la tragedia. Sarà che è una storia romanzata ad arte innestata su un evento reale che è vivo nella mempria collettiva, ma fin dal primo fotogramma ci sentivamo già parte della storia, poi quando la nave si inbissava nell'oceano con quei poveri disgraziati non posso fare a meno di trattenere il fiato assieme a Rose ed era un 2d.
In 2d invece avatar questa sensazione di coinvolgimento me la dà per gli scenari e la mirabile animazione ma come pathos della storia personalmente ne ho sentito poco. Forse sto invecchiando :-)
Comunque verissimo quello che dici su Cameron :-)
Grazie a te per la visita e il dettagliato commento

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