venerdì 5 marzo 2010

THE HURT LOCKER (Kathryn Bigelow)

The Hurt Locker racconta quaranta giorni di una squadra di artificieri in Iraq, per i quali la guerra rischia di essere l'unica vita possibile.

the+hurt+locker+locandinaFilm: The Hurt Locker
Titolo originale: The Hurt Locker
Nazionalità: USA
Anno: 2008
Durata: 130 minuti
Genere: Drammatico, Guerra
Regia: Kathryn Bigelow
Sceneggiatura: Mark Boal
Fotografia: Barry Ackroyd
Musiche: Marco Beltrami, Buck Sanders
Scenografia: Karl Júlíusson
Cast:Jeremy Renner, Anthony Mackie, Brian Geraghty, Guy Pearce, Ralph Fiennes, David Morse, Evangeline Lilly, Christian Camargo

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Trama


Iraq: Dopo la morte del Sergente Matt Thompson (Guy Pearce), a capo della squadra di artificieri dell'esercito americano arriva il Sergente William James (Jeremy Renner). James è un soldato espertissimo nel suo lavoro, individuare e neutralizzare ordigni esplosivi, ma ancora di più ha sviluppato una dipendenza psicologica dalla guerra. La dipendenza lo porta a non temere la morte e a scelte azzardate che i suoi commilitoni, più prudenti, trovano discutibili...

Trailer




Recensione


Uscito in sordina, "The Hurt Locker" è salito alla ribalta per le nove nomination agli Oscar 2010 che lo hanno portato a competere con il colossal 3d Avatar di James Cameron. Ironia della sorte vuole che la regista, Kathryn Bigelow, sia proprio la ex moglie di Cameron, alla quale lui stesso consigliò di assumere la direzione del film, il che ha trasformato la disfida cinematografica in un affare di famiglia.

Con The Hurt Locker Kathryn Bigelow affronta un tema molto caro a lei e già affrontato nei suoi precedenti film, la dipendenza dall'adrenalina e dalle emozioni forti, ma in questo caso sfrutta un tema molto attuale, la guerra in Iraq, raccontandola nel suo stile da due punti di vista: il coraggioso e il cauto.

Costruito sui resoconti di guerra del giornalista Mark Boal, che oltre ad essere l'attuale compagno della regista e produttrice Bigelow firma la sceneggiatura, "The Hurt Locker" non dà pareri sulla guerra in Iraq ma la racconta dall'interno attraverso gli occhi dei soldati più esposti, gli artificieri, la cui vita, come sottolinea uno dei protagonisti, dipende dal lancio di un dado.

jeremy+rennerLa Bigelow ha dalla sua una personalità artistica molto forte e decisa, che l'ha portata spesso a cimentarsi con argomenti normalmente maschili, e questo, unito ad una regia diretta e alla capacità di entrare nell'intimo dei personaggi senza eccedere in sentimentalismi ma privilegiando l'azione, le ha consentito di ottenere rispetto dai colleghi e dai critici, che spesso si aspettano dalle registe film sonnacchiosi e delicati, magari con dialoghi verbosi.

"The Hurt Locker" presenta meno azione di quanto ci si aspetti, ma crea una suspence ben gestita nelle sequenze in cui gli artificieri devono fronteggiare un pericolo nella terra desolata, dove si muovono protetti da ingombranti tute come astronauti su un mondo alieno, osservati apaticamente dai civili iracheni di cui non conosceremo mai i pensieri. Per molta altra parte del film scruta nell'umanità dei personaggi, che si punzecchiano, litigano, parlano con lo psicologo del campo, fino al dialogo conclusivo tra i due modi opposti di affrontare quella situazione: lo sfrontato che si nutre di quella sensazione di continuo pericolo al punto da ritrovarsi disadattato e incapace di riaffrontare la vita normale e fare progetti per il futuro, nonostante abbia una famiglia, e il cauto che a quel caos preferisce la tranquillità e la speranza di una vita piena di affetti.

Nei film di guerra spesso si indugia a rappresentare soldati che si sacrificano e quando ci sono eroi sono sempre circondati da un'aura di immortalità, l'eroe di "The Hurt Locker" non si chiede il perché della guerra, non la giudica ma ne ha addirittura bisogno per vivere.

Interpretato da attori prevalentemente maschili, nel film fa una comparsata una donna, la Kate di "Lost" Evangeline Lilly, ma attraverso gli occhi del sergente James ci appare anch'essa aliena, lontana, a sottolineare quanto inconciliabili siano le due realtà, la guerra e la vita normale, ma anche quanto sia evidente l'indifferenza mostrata da chi ne vive al di fuori. In un mondo in cui le guerre sono all'ordine del giorno, Connie non mostra la minima reazione alla notizia di 59 morti, come gli iracheni che osservano le esplosioni dagli edifici. La morale del film è che, in un modo o nell'altro, la guerra rende insensibili e per James l'unico modo per sentirsi vivo è nutrirsene.

scena+esplosioneNonostante le buone premesse e l'ambientazione, la regia da reportage di guerra, "The Hurt Locker" ha diversi difetti che a mio avviso non giustificano le tante nomination. La durata è eccessiva e non sufficientemente sfruttata né supportata dalla colonna sonora, che spesso langue, per cui in diversi punti il ritmo cala; il montaggio non è propriamente dei migliori e dà a tratti l'impressione di un racconto slegato che, nonostante lo stratagemma del countdown, tende a disperdere il pathos creato nelle sequenze d'azione, accorciando la durata del film l'effetto sarebbe stato sicuramente migliore. Lo stesso finale subentra in modo inaspettato e il personaggio di James non regge il confronto con i precedenti non-eroi della filmografia Bigelow.

Per quanto riguarda gli Oscar, sembra esserci una voglia non sufficientemente giustificata di creare più l'attesa tra i contendenti che un vero desiderio di premiare il film per quello che vale. La stessa Bigelow sarebbe la prima donna a ricevere l'Oscar per la regia e se lo ottenesse sarebbe, secondo la mia opinione, una implicita dichiarazione che le donne possono aspirare alle vette cinematografiche solo aderendo ad una tendenza che privilegia film dai contenuti e dai modi di girare considerati più maschili che femminili. La Bigelow segue il suo estro creativo ed è fatta così, ma Hollywood ha la fama di essere prevenuta sulle registe, alle quali spesso vengono affidati film romantici, commedia o per famiglie. In passato infatti hanno ottenuto nomination per la regia Sofia Coppola (Lost in Translation), Lina Wertmüller (Pasqualino Settebellezze), Jane Campion (Lezioni di piano), Valerie Faris (Little Miss Sunshine), senza peraltro mai vincere: quale occasione migliore per Hollywood che smentire il detto con la Bigelow, la quale ha nel suo curriculum film come "Point Break", "Strange Days" e "K-19"??

Il film tratta inoltre un tema molto sentito, la guerra, ma non si schiera da nessuna parte, per cui anche un Oscar come miglior film non rischierebbe di creare polemiche su un eccessivo patriottismo della Academy e lo consegnerebbe alla storia come il film premiato che ha incassato di meno, quindi anche il più sottovalutato, se non fosse che "Avatar" è davvero troppo ingombrante e ben diretto per relegarlo solo alle categorie tecniche senza un minimo di perplessità.

In conclusione il film The Hurt Locker, per quanto interessante sulla carta e con alcune (poche) scene degne di un Oscar, alla verifica si rivela valido, un cult per gli amanti del genere, ma non irresistibile, per cui non credo che possa aspirare a confermare tutte le nomination. Una visione è comunque raccomandata.

Per la serie: quando la guerra diventa una droga

Voto personale: 7+



Curiosità


  • Il film ha vinto 6 Premi Oscar 2010

  • Il film è stato girato in Giordania

  • Uno dei produttori, Nicholas Chartier, è stato escluso dalla cerimonia degli Oscar 2010, a causa di alcune sue email promozionali sul film giudicate troppo aggressive e scorrette nei confronti del superantagonista Avatar

  • A pochi giorni dagli Oscar 2010, è arrivata una querela di un veterano della guerra in Iraq, il quale sostiene che il film sia basato sulla sua esperienza personale.

  • Tra film, regia, attori, sceneggiatura e categorie tecniche, The Hurt Locker ha attualmente vinto 6 Premi BAFTA 2010 ,2 Los Angeles Film Critics Association, un National Board of Review, un Directors Guild of America, 4 Satellite Awards, 3 National Society of Film Critics Awards e diversi altri premi minori.

  • Il film ha incassato circa 12 milioni di dollari in totale

  • Jeremy Renner è stato nominato agli Oscar 2010 come miglior attore protagonista. E' anche nel cast del film The Avengers, con Robert Downey Jr e Edward Norton. Lo vedremo nel 2012

  • Ralph Fiennes è stato protagonista di un alro film della Bigelow, Strange Days. Ricomparirà al cinema in "Scontro di Titani" e nel ruolo di Lord Voldemort nel film Harry Potter e i Doni della Morte

  • Durante le riprese Jeremy Renner è caduto dalle scale, bloccando la lavorazione per qualche giorno

  • Parte delle riprese è avvenuta dura il mese di Ramadan, che punisce con la prigione chi fuma, mangia o beve in pubblico durante il giorno. Così il cast ha dovuto arrangiarsi pranzando con delle coperte alle finestre o in tenda

  • Tra gli attori presi in considerazione per i ruoli dei protagonisti, Colin Farrell, Willem Dafoe e Charlize Theron

  • James Cameron ha definito questo film come "il Platoon della guerra in Iraq"

  • Il titolo originale è traducibile come "la cassetta del dolore", in riferimento alla cassetta dove vengono messi tutti gli effetti dei soldati morti in missione e consegnati ai famigliari

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2 commenti:

AmosGitai ha detto...

Recensione preventiva in odore di Oscar?

A questo punto mi dici se almeno tu hai capito il processo di distribuzione di questo film.

Solitamente agli Oscar partecipano film che non possiamo giudicare noi italiani perché usciti soltanto negli States.

Questa volta, invece, il film è del 2008, uscito in Italia (prima nazione al mondo) subito dopo Venezia, non è ben chiara la data di uscita cinematografica negli States. E' poi uscito in DVD, Blu Ray, etc.etc... e dopo 2 anni approda agli Oscar!?!?!

Capisco l'argomento scottante e di facile censura... mah...

Recenso ha detto...

@amosgitai
Sapessi quante recensioni ho in arretrato...
La Bigelow è tra i miei registi preferiti e il film l'ho visto nel 2009, molto prima delle nomination, come Tra le Nuvole ed altri ma, come per chi fa questo per hobby e non per soldi, dovevo pensare ad altro ;-)
I miei pronostici sugli Oscar li trovi qua e come vedi penso che ciò che vincerà, se vincerà, sarà per motivi non solo artistici.

No, la distribuzione non l'ho capita ma non ho nemmeno capito la classifica di Sanremo.... ;-)
Grazie per il commento e buona giornata :-)

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