lunedì 13 luglio 2009

THE PRESTIGE: Recensione Umana e Felina

Nel film "The Prestige" attraverso la rivalità tra i talentuosi illusionisti Angier e Borden, interpretati da Hugh Jackman e Christian Bale, Christopher Nolan mostra un vero prestigio cinematografico nella stessa illusione del cinema.

The+PrestigeFilm: The Prestige
Titolo originale: The Prestige
Nazionalità: USA/Regno Unito
Anno: 2006
Durata: 130 minuti
Genere: Drammatico;Thriller;Fantascienza
Regia: Christopher Nolan
Sceneggiatura: Christopher Nolan, Jonathan Nolan
Dall'omonimo romanzo di Christopher Priest
Fotografia: Wally Pfister
Musiche: David Julyan, Thom Yorke
Scenografia: Nathan Crowley
Cast: Hugh Jackman, Christian Bale, Michael Caine, Piper Perabo, Rebecca Hall, Scarlett Johansson, David Bowie

Guardalo in DVD: Normale / Blu-Ray Disc

Trama


Londra, fine ottocento: Durante il periodo vittoriano due giovani di talento imparano l'arte dell'illusionismo aiutando il loro mentore, ingegnere e inventore di trucchi per gli spettacoli Mr.Cutter (Michael Caine). Angier (Hugh Jackman) è bello, ricco e sposato con Julia (Piper Perabo), che partecipa ai numeri, concepisce l'illusione come arte per affascinare il pubblico; Borden (Christian Bale) è più introverso e cerebrale, convinto che conti più il segreto dietro al trucco.
Una sera Julia muore annegata per un incidente di scena ed Angier ne attribuisce la colpa a Borden. Da quel momento i due illusionisti intraprenderanno un percorso di sfide ed inganni, per battersi nel trucco del trasporto umano....



Recensione


Dopo "Batman begins" il regista Christopher Nolan torna con "The Prestige" a dirigere Christian Bale e Michael Caine in una storia cerebrale, raffinata, che confronta due modi opposti e complementari di intendere l'illusionismo, due modi di apparire sul palco ed essere dietro le quinte, rappresentati dai due caratteri forti di Angier/Hugh Jackman e Borden/Christian Bale, i cui destini procedono in parallelo, apparentemente separati ma uniti da sentimenti di vendetta portati all'estremo e dalle parole Ossessione, Sacrificio, Abnegazione.

La sceneggiatura, che si basa sul bestseller omonimo scritto da Christopher Priest e adattato dai fratelli Nolan, trasforma la storia dei duellanti della magia in un vero gioco d'illusionismo, con promessa, svolta e prestigio, quando tutto viene svelato fin nei minimi dettagli.

Angier+Borden+The+Prestige"Osserva attentamente" suggerisce Bale, ripetendolo più volte, sapendo che proprio l'esortazione porterà lo spettatore a concentrarsi su particolari superflui trascurando di fatto il disegno generale, nonostante gli innumerevoli indizi messi in bella vista da dialoghi e sequenze.

"The Prestige" è una lezione sull'illusionismo ma anche sull'illusione del cinema, che ha la sua promessa, la sua svolta e la sua rivelazione, il prestigio. Non c'è alcun bisogno di un marchingegno così complicato e pericoloso per far sparire la gabbietta nella mano di Angier però è un particolare messo ad hoc per visualizzare l'estremizzazione dello spettacolo in modo forte per lo spettatore e fargli credere che il famoso "segreto" sia qualcosa di troppo complicato da capire.

Ossessione, sacrificio, abnegazione sono le parole chiave del film e del destino di Angier e Borden, capaci di far sconfinare l'illusione nella stessa vita (Angier) in una vita che diventa essa stessa un'illusione (Borden), la cui metafora è nascosta in una gabbia con due uccellini.

Una trama dalla costruzione mentale, che sfida lo spettatore ma si fa allo stesso tempo seguire in un montaggio affascinante e solo apparentemente caotico, che attraverso i tre livelli di narrazione con le voci di Caine, Jackman e Bale ad alternarsi nell'evocare i flashback, consente una visione completa di tutti i pezzi del puzzle ma allo stesso tempo dimostra cura nell'innestare in modo coerente elementi e riferimenti a persone ed eventi storici reali, anche se manipolate con mestiere.

David+BowieBen si inserisce dal punto di vista umano la figura dello scienziato Nikola Tesla, l'uomo che ha inventato il ventesimo secolo e che soccombeva alla sua fama di genio straordinario (leggi qui una breve biografia): anche lui vittima di una rivalità nata sul lavoro (con il collega Thomas Edison) anche lui ostaggio di una una ossessione (la corrente alternata) che lo portò a sacrificare tutto (morì povero e solo).

Tesla era quasi uno sciamano della scienza e spesso i maghi di fine ottocento erano aiutati da veri esperti di scienza che preparavano le illusioni. La storia non si lascia scappare l'opportunità di estremizzare anche questo, utilizzando in modo furbo veri dettagli della sua vita come l'esperimento di Colorado Springs e il misterioso incendio realmente avvenuto al laboratorio di Tesla.

La sua presenza getta su "The Prestige" giusto un'ombra di fantascienza che resta opportunamente marginale alla storia, viene ben incarnato da David Bowie che fu la prima scelta per questo ruolo, indimenticabile mentre impettito e sornione cammina tra i fulmini.

Nella scenografia una affascinante ricostruzione della Londra Vittoriana, con ambienti diurni illuminati dalla sola luce naturale e interni con fotografia dal forte contrasto, dove lo sfondo svanisce per focalizzarsi solo sulle figure in primo piano, a rappresentare l'ossessione dei due che, concentrati solo sull'obiettivo, trascurano i contorni (la moglie di Borden, la nuova partner di Angier).

Michael+caine+in+The+prestigeLa colonna sonora è perennemente in attesa, può sembrare un difetto ma non invade mai e consente di seguire e "osservare attentamente".

Un cast in stato di grazia porta Christian Bale in forma eccellente contro Hugh Jackman che non teme confronti, due ruoli che sembrano creati su misura per gli attori, diretti con maestria e accompagnati da Michael Caine e quello sguardo anziano di chi ha visto tutto e sa come finirà.

Macchina da presa a spalla, talvolta eccessiva, e la troppa vicinanza degli attori alle fonti di luce (lampade a olio, finestre) nelle scene in interni sono difetti ridimensionati da tanta magnificenza di regia, interpretazione, sceneggiatura e montaggio da penalizzare la visione solo lievemente.

Il film desterà sconcerto in chi preferisce l'azione e detesta pensare, fascinazione nei cinefili, goduria negli appassionati della magia che amano cercare il trucco dietro lo spettacolo, perché "The Prestige" è davvero IL film dell'illusionismo che si gemella col cinema.

Scarlett_Johannson+The+PrestigeIl discorso finale di Angier con la sua concezione dell'illusione è la celebrazione di quel "sense of wonder" che viene donato allo spettatore dalla magia del cinema, è la giusta reazione alla prima visione di questo prestigio, mentre alla seconda visione sarà un piacere ritrovare tutte le briciole di pane che componevano la spiegazione finale.

Resta il rimpianto per mancati Oscar (e le poche nomination) che sarebbero stati meritati.

Per apprezzarlo dovete aver voglia di riflettere sul serio, perché dopo la serie di rivelazioni fino allo scioccante ultimo fotogramma simbolo dell'estremizzazione del sacrificio, i titoli di coda repentini non annulleranno tutti i pensieri e le domande lasciate dal film, e le rotelle avranno un bel daffare per ricostruire tutti i punti in cui era nascosto il segreto di Borden e il destino di entrambi (così simile perfino nel ruolo delle mogli) che sono bene spiegati dalle frasi "La sua vita E' lo spettacolo", "Oggi sei tu quello fortunato".

Fatevi ammaliare da "The Prestige".
Consigliato vederlo senza fonti di disturbo.

Per la serie: la vera magia del cinema.

Voto personale: 9.5


Nerino
Foto di: Valeria Barbera
Anno: 2003
Copyright: Tutti i diritti riservati




La Recensione del Gatto Nero


In "The Prestige" assistiamo al massacro (finto per fortuna) di innocenti animali, in memoria delle vere vittime dei primi spettacoli di prestigio.
Mi sarebbe piaciuto comparire nel ruolo del gatto nero, ma ne cercavano uno tutto nero e senza ricamini bianchi. Rassicuro però che nessun animale è stato spiaccicato e i fulmini (finti) non hanno abbrustolito il pelo del collega. Però, bambini, non ripetete i trucchi di "The Prestige" sui vostri amici domestici e pensate che tanti di loro ancora vengono fatti fuori ogni giorno per i motivi più stupidi.

Voto di Nerino: 7.5



Curiosità:
  • Il doppio nodo langford non esiste
  • Anche nel film "Houdini" del 1953 con Tony Curtis c'è un dialogo con la moglie sul numero dell'afferra proiettile simile a quella tra Borden e la moglie.
  • Il mago Chung-Ling-Soo, il finto storpio, è realmente esistito. si chiamava William Ellsworth Robinson, non era cinese ma fingeva di esserlo perfino fuori dalla scena, per mantenere l'illusione. Morì durante il numero dell'afferra proiettile
  • Nel periodo vittoriano il trucco dell'uccellino schiacciato prevedeva davvero la morte del pennuto
  • Ovviamente la vasca piena d'acqua utilizzata nel film è una riproduzione della celebre pagoda della morte di Houdini.
  • La scena in cui Angier scopre le lampade accese senza corrente si riferisce al vero esperimento condotto da Tesla a Colorado Springs nel 1899
  • Il sosia di Angier è sempre Hugh Jackman con una protesi dentale e trucco diverso


Spiegazione (attenzione spoiler)


  • Gli indizi sul segreto di Borden erano disseminati in tutto il film: quando la moglie sosteneva che in alcuni giorni lui non l'amasse e in altri sì. Oppure quando lui parlava di una parte di sé che l'amava. Erano due corpi che condividevano una vita ma solo uno dei gemelli Borden era innamorato della moglie, l'altro lo sostituiva senza riuscire a fingere quel sentimento. E' quest'ultimo che s'innamora della nuova partner (Scarlett Johansson) quindi ogni gemello ama una persona diversa; quando Borden sostiene di non sapere che nodo aveva fatto a Julia la sera che morì: casualmente Angier lo chiedeva sempre al gemello sbagliato, che quella sera non era sul palco e quindi non poteva saperlo; quando Borden accompagna la futura moglie alla porta si allontana, lei apre e lo trova dentro: era il gemello
  • Borden si era clonato? No. Cosa c'entrava con Tesla? Assolutamente niente. A quei tempi i maghi si circondavano di persone che conoscessero fondamenti di scienza, ingegneria (Mr Cutter è ingegnere) per creare nuovi trucchi. Angier e Borden si trovano casualmente alla stessa dimostrazione di Tesla (che era considerato un pazzo) e probabilmente Borden, che è più furbo di Angier, sapendo da Olivia che lui voleva conoscere i suoi segreti gli ha teso una trappola per portarlo in quello che secondo lui sarebbe stato un vicolo cieco. Borden non ha mai avuto alcuna macchina da Tesla, non avrebbe avuto i soldi per poter finanziare la sua costruzione, aveva solo un normale gemello, dalla nascita. Nessuno lo sapeva, i due gemelli si stavano preparando da anni a condividere una vita per farsi conoscere come singola persona per poi un giorno proporre il numero del trasporto umano (Angier all'inizio del film chiede a Cutter informazioni su Borden)
  • La macchina di Tesla clonava davvero Angier. Nel numero del trasporto umano l'Angier originale era probabilmente morto alla prima dimostrazione davanti all'impresario, gli era quindi subentrato il perfetto clone. Ad ogni spettacolo Angier si lasciava morire nella vasca nella speranza che fosse la sera in cui Borden sarebbe stato dietro le quinte, mentre l'altro clone sopravviveva e faceva sparire le prove. Aveva perciò fissato solo 100 spettacoli, un tempo breve per incuriosire Borden e indurlo ad agire quanto prima. Quindi ogni clone muore solo una volta e l'Angier che viene ucciso alla fine da Borden è solo il clone del clone del clone del....Ad ogni spettacolo l'Angier sopravvissuto ha gli stessi ricordi del precedente sé stesso ma solo fino ad un attimo prima di morire, quindi non può giustamente sapere cosa sarebbe successo, per questo dice che "ci vuole un gran coraggio ad entrare nella botola senza sapere se sarei stato l'uomo nella botola o l'uomo del prestigio."
  • Alla fine muore il Borden innamorato della moglie mentre il gemello sopravvive e uccide così l'ultimo clone di Angier
  • Il trasporto umano di Angier prevede che lui muoia e il clone appaia: praticamente il numero della gabbia coi due uccellini, uno muore l'altro è il prestigio. Le tante gabbie con gli uccellini che si vedono nel laboratorio del mago anticipano il finale con le tante vasche con i corpi di Angier. Ma anche l'impiccagione di Borden segue le stesse regole dell'uccellino: uno muore (nella botola) e il gemello si rivela ad Angier. Questa sequenza serve per creare l'impressione che la morte di Borden sia un trucco, ma non lo è
  • Alla fine il trucco usato dai ragazzi per il trasporto umano è simile: Angier vive una vita clonandosi in un altro sé stesso ad ogni spettacolo, Borden vive scambiandosi di posto col gemello


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

2 commenti:

annarita ha detto...

anch'io ho recensito il film e anche a me è piaciuto moltissimo. Nolan è un regista mai banale e sempre affascinante.
buona serata

Recenso ha detto...

Hai ragione non è mai banale Nolan. Buona giornata :-)

Articoli correlati

Related Posts with Thumbnails