venerdì 1 maggio 2009

Houdini L'Ultimo Mago: Film con Catherine Zeta-Jones e Guy Pearce

La parentesi medianica della vita del famoso escapologo Houdini narrata dal film con stile romanzesco nella Edimburgo di inizio secolo.

houdini_ultimo_magoFilm: Houdini L'ultimo mago
Titolo originale: Death Defying Acts
Nazionalità: Australia/UK
Anno: 2007
Durata: 97 minuti
Genere: Drammatico, romantico
Regia: Gillian Armstrong
Sceneggiatura: Tony Grisoni, Brian Ward
Fotografia: Haris Zambarloukos
Musiche: Cezary Skubiszewski
Scenografia: Gemma Jackson
Cast: Guy Pearce, Catherine Zeta-Jones, Saoirse Ronan, Timothy Spall, Jack Bailey, Aaron Brown

Al Cinema: dal 24 aprile 2009


Trama


1926: Il famoso artista della fuga Harry Houdini (Guy Pearce) fa tappa ad Edimburgo nella vecchia scozia. Il suo scopo non è solo lo spettacolo ma anche la ricerca di una persona che possa aiutarlo a dimostrare una volta per tutte in modo rigorosamente scientifico l'esistenza o meno delle capacità medianiche. La sfida posta ai potenziali medium è riuscire a contattare la defunta madre per svelare le ultime parole dette sul letto di morte, che solo il figlio conosce. Mary McGarvie (Catherine Zeta-Jones) è una ragazza madre che assieme alla figlia vive di espedienti esibendosi nei teatri di provincia con un finto numero medianico. Non ha capacità sensitive ma i diecimila dollari posti in palio da Houdini per chi svelerà le parole della madre la tentano davvero troppo....



Recensione


Nel mondo degli appassionati di magia e illusionismo Houdini è sempre stato una figura leggendaria, anche se la sua vera specialità era l'escapologia, la capacità di liberarsi da qualsiasi prigione o catena.

Ci si potrebbe quindi aspettare un film dedicato alle sue imprese e il titolo italiano sicuramente non aiuta a prevedere il vero carattere della storia.

In effetti uno spettacolino si intravede e per il resto i suoi trucchi sono solo di contorno ridotti a qualche riuscita prestidigitazione per bambini, quindi se volete gustare la vita artistica di Houdini non vi resta che ripiegare sul vecchio film "Il mago Houdini" (1953) che diede il successo a Tony Curtis, mentre se volete vedere un vero gioco di illusionismo cinematografico dirottate sul bellissimo e cerebrale "The Prestige".

guy_pearce_zeta_jones"Houdini L'ultimo Mago", accantona l'ascesa del più grande escapologo per focalizzarsi solo sull'ultimo periodo della sua vita, quello in cui si dedicò a smascherare fior di medium né più né meno come oggi fa il mago americano James Randi, concentrandosi maggiormente sull'aura di mistero e di equivoco che ha sempre racchiuso il personaggio di Houdini e sulla sua eterna sfida della morte (come fa capire il titolo originale).

Se oggi vedere un bravo illusionista all'opera è un'esperienza normale, nel 1926 l'assenza della televisione rendeva più difficile il circolare delle informazioni e la gente poteva solo leggere il giornale o recarsi in qualche cinema dove trasmettevano i primi cinegiornali. Houdini era quindi venerato come un divo del cinema e questo aspetto è reso molto bene dalla reverenza dimostrata da tutti i personaggi, era un soggetto ideale per cucirgli addosso delle leggende.

Ecco quindi la versione romanzata del tour compiuto da Houdini per dimostrare o smentire per sempre l'esistenza di un contatto tra i vivi e i morti, con tanto di truffatrice che cerca di truffare "il più grande truffatore", come Houdini viene definito proprio dalla figlia di Mary.

Non paragonatelo né al mentale "The Prestige" né al presuntuoso "The Illusionist", è un film a parte anche se non ben riuscito.

I PREGI

Guy Pearce: col suo fisico piccolino ma palestrato si cala abbastanza bene nel ruolo di Houdini apparendo a suo agio in una parte che esprime il rapporto incompiuto, quasi edipico, con la madre e il suo desiderio di ritrovarla; negli anni la sua recitazione è maturata e l'interpretazione del gentiluomo gli risulta più naturale, né appare impacciato sul palco con i capelli frisé e quei mutandoni abbastanza ridicoli di inizio secolo. Il difetto di Pearce è che non riesce mai a stabilire un vero feeling con le sue partner cinematografiche, sembra sempre un po' distante, cosa che in questo film però può incastrarsi bene data la ammirazione e l'amore quasi incestuoso di questa versione di Houdini, più proteso verso la morte che verso la vita.

zeta+jonesCatherine Zeta-Jones: Rivediamo un accenno della Zeta-Jones di "Chicago" nel numero medianico, un abbozzo della truffatrice di "Entrapment" che restava intrappolata proprio nell'amore per la persona che voleva incastrare. In alcune scene riesce anche col suo sguardo complice a trasmettere un certo feeling col suo partner. E' uno dei film in cui la Zeta-Jones esce molto bene, se non altro perché l'acconciatura e i costumi anni '20 le donano molto più che all'Angelina Jolie di "Changeling" e finalmente il trucco spesso quasi acqua e sapone ci regala i suoi veri lineamenti e lo sguardo da gatta, spesso nascosti in altre situazioni da troppi chili di mascara e fard

La fotografia, la scenografia e i costumi riproducono fedelmente i quadri e i paesaggi del movimento impressionista, da Monet a Renoir, con una leggera nebbiolina anche nelle riprese negli interni che rende i contorni sempre leggermente sfumati, mentre la colonna sonora varia piacevolmente da austeri violini ai monologhi di un solitario oboe.

Apprezzabile comunque che non si sia voluto scadere nello sdolcinato, consentendo ai due personaggi di mantenere sempre un po' di distanza da quel rapporto appena definito.

I DIFETTI

Il film manca il bersaglio nel voler insistere su una improbabile storia d'amore raccontata da una insopportabile "Pippi Calzelunghe" scozzese, invece magari di dedicare il tempo ad altri aspetti, quali i veri accadimenti di quel periodo che avrebbe interessato molto di più gli appassionati sia di Houdini che del mistero piuttosto che vedere nuovamente una versione inutilmente romanzata. Viene da chiedersi se sia possibile che ogni volta che si parla di Houdini tutto debba sempre essere romanzato, inventato, come se non ci fosse nulla d'interessante nella sua vita da aver bisogno di questi mezzucci?

scenaIn effetti, come da titolo originale, Houdini sfidava la morte sul lavoro perché come lui stesso afferma in un dialogo "se sbaglio muoio", ma la sfidava anche nel privato cercando di contattare la defunta madre. E in teoria l'avrebbe sfidata anche quando affermò che se fosse possibile tornare dall'aldilà lui ci sarebbe riuscito dando appuntamento alla moglie in una seduta medianica da tenere esattamente un anno dopo la sua morte. Neanche a farlo apposta Houdini morì ad Halloween, facile per i più mistici vederci una punizione dell'oltretomba, ma un suo discendente afferma che sia stato addirittura avvelenato dagli stessi medium offesi dal suo agire. Tutto materiale che se usato bene avrebbe potuto alzare parecchio il livello della storia.

Invece prende tutt'altra direzione, con una sceneggiatura dai prevedibili colpi di scena e dialoghi molto scontati che relegano la storia nella sezione "romanzi d'appendice", con la morale dell'amore che truffa il cuore delle persone, anche le più ciniche. Il comportamento di Houdini appare da subito strano ma che se lo chieda anche la Zeta-Jones non aiuta a rendere la sceneggiatura meno confusa. Saranno anche i costumi e le ambientazioni ma c'è aria di "Titanic" nelle inquadrature, non solo marine, che raggiunge l'apoteosi nella scena in equilibrio sul cornicione del castello, a rinforzare l'impressione di stare assistendo ad una normale storia d'amore e nulla più.

Dulcis in fundo, oltre al titolo italiano fuori posto più di quanto lo sia quello originale, ci si mette anche il doppiaggio italiano donando alla Zeta-Jones una voce con vistosi problemi di monocordia nei numerosi toni bassi previsti dal copione, che sembra spesso avulsa dall'attrice.

Diciamo che "Houdini L'ultimo mago" si lascia guardare per affetto degli appassionati di Houdini, per la curiosità di vedere come se la cava la Zeta-Jones a interagire con l'ennesimo partner e per gli altri pregi sopra elencati; per chi ama il fatalismo il finale potrà risultare godibile ma certo non è una pellicola che resterà nella storia come il suo illustre predecessore.

Per la serie: Una sfida alla morte che di sfida ha ben poco.

Voto personale: 5.5


Curiosità:
  • Catherine Zeta-Jones è entrata nel cast solo dopo l'abbandono di Rachel Weisz, inizialmente scelta per il ruolo di Mary
  • Come "Live! - ascolti recod al Primo Colpo" anche questo film arriva solo ora nei cinema pur essendo prodotto nel 2007
  • Proprio nel 2007 George Hardeen, pronipote di Houdini, riportò in auge la tesi della morte per avvelenamento ad opera degli spiritisti richiedendo l'esumazione del corpo per averne conferma.
  • E' prevista per il 2011 l'uscita di un nuovo film su Houdini, tratta dalla biografia "The Secret Life of Houdini: The Making of America's First Superhero", scritta da William Kalush and Larry Sloman. Il progetto sembra quello di rappresentarlo come un "incrocio tra Indiana Jones e Sherlock Holmes". Nel frattempo, incrociamo le dita
  • Timothy Spall (Mr Sugarman) è stato anche il cattivo Nathaniel in "Come d'Incanto"
  • Esiste anche una novellizzazione ad opera di Greg Cox. Il romanzo tratto dal film, la novellizzazione di Greg Cox


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3 commenti:

Alessandra ha detto...

Io gli ho dato pure un voto in meno. Storia d'amore svalatissima che prende solo a pretesto sia l'immagine del mago Houdini sia il concetto di magia e di tutto ciò che comporta. I due tra l'altro insieme non sono credibili nemmeno per un secondo. Insomma non mi è piaciuto, si sarà capito ^^

Recenso ha detto...

Chiarissimo :-) Un vera occasione sprecata questo film. Grazie per la tua partecipazione :-)

Anonimo ha detto...

good start

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