martedì 7 aprile 2009

RITORNO AL FUTURO con Michael J. Fox

Nel film "Ritorno al Futuro" il giovane Michael J. Fox viaggia nel tempo con una DeLorean modificata e dà il via alla trilogia fantascientifica più ironica del cinema.

Ritorno+al+futuro+locandinaFilm: Ritorno al Futuro
Titolo originale: Back to the Future
Nazionalità: USA
Anno: 1985
Durata: 111 minuti (1h51')
Genere: Fantascienza, Commedia
Regia: Robert Zemeckis
Sceneggiatura: Robert Zemeckis, Bob Gale
Fotografia: Dean Cundey
Musiche: Alan Silvestri, Huey Lewis & The News
Scenografia: Lawrence G. Paull
Cast: Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson, Crispin Glover, Thomas F. Wilson, Claudia Wells, Marc McClure, Wendie Jo Sperber, James Tolkan
Prequel di: Ritorno al Futuro II



Trama


Hill Valley, 26 ottobre 1985. Il diciassettenne Marty McFly (Michael J. Fox) è sempre in ritardo, a scuola, a casa, agli appuntamenti. Caratteristica ereditata dai suoi genitori, rassegnati ad una vita ordinaria la cui unica occasione colta nella vita è stata quando si innamorarono per sempre grazie ad un bacio durante il ballo scolastico "Incanto Sotto il Mare".
Ma talvolta Marty è troppo avanti rispetto agli altri, nei suoi gusti musicali incompresi alle audizioni, nella sua amicizia con lo stralunato scienziato Emmett "Doc" Brown (Christopher Lloyd). La sera in cui l'amico gli rivela fiero di aver costruito una macchina del tempo usando una DeLorean, Marty si ritrova per un evento imprevisto catapultato nel 1955. Interferendo involontariamente col primo incontro dei suoi genitori mette in pericolo la sua intera esistenza....

Recensione


Se chiedessimo a Emmett "Doc" Brown alias Christopher Lloyd un pensiero sul film Ritorno al Futuro" di Robert Zemeckis come risponderebbe secondo voi? Con un bicchierino in mano e l'aria di chi la sa lunga sicuramente esclamerebbe "Ehhh, quante ve ne potrei dire io su 'Ritorno al Futuro'..." (parodiato dalla parte III, scena nel saloon).

Con Zemeckis e Michael J. Fox sulla fantascientifica DeLorean


Perno della indimenticabile trilogia, avviata nel 1985 da questo piccolo capolavoro della commedia fantascientifica , che lanciò lo sfortunato Michael J. Fox nel firmamento cinematografico, "Ritorno al Futuro" dimostra come a volte un film riesca ad esprimere esattamente quello che voleva e nel modo in cui era giusto segnalandosi come opera "compiuta" e rendendo obsoleto ai posteri qualsiasi eventuale remake.

Indimenticabili scene


christopher+lloydProdotto da Steven Spielberg e con gli effetti speciali del team di George Lucas, il film divenne da subito un compendio di scene e situazioni cult entrate nell'immaginario collettivo: basta pensare alla fuga sullo skateboard che vide frotte di bambini tentare di emulare le gesta del mitico Marty che con un colpo di piede prendeva in mano lo skateboard, oppure l'incontro coi futuri genitori, dove Marty scopre che suo padre è "un guardone" e la mamma non era così "innocente" come predicava ai figli; ancora, l'arrivo nel 1955 dove Marty viene scambiato per un extraterrestre mutaforma e induce inconsapevolmente il vecchio Peabody a piantare solo pini nella futura Twin Pines Mall, la sortita notturna di Marty che si presenta a George come Darth Vader venuto dal pianeta Vulcano, la sequenza del ballo con la performance chitarristica sulle note di "Johnny B. Goode" e Doc appeso sulla torre dell'orologio che tenta di afferrare un cavo mentre l'ora del fulmine sta per scoccare.

Per non parlare delle frasi celebri: "Se ti ci metti con impegno raggiungi qualsiasi risultato" prima sentita da Doc, poi detta al padre e da lui ripetuta al figlio nel futuro; oppure le originali uscite dello scienziato eclettico Doc per il quale un ballo scolastico diventa un "Cerimoniale Ritmico", che si chiede se nel 1985 "Avete problemi con la forza di gravità?" oppure impreca esclamando "Bontà divina!" (solo nel doppiaggio italiano, poi sostituita da "Grande Giove!" nei due sequel).

Ironici i paradossi con il "nuovo sound" ispirato a Chuck Berry proprio da Marty e le aperture verso un futuro che ancora non esiste - "E chi cavolo è John Kennedy?"; "Questo pezzo è un po' vecchio dalle mie parti... ai vostri figli piacerà"; "Dammi una Fanta - Vuoi della fantascienza? - Allora dammi una Pepsi Senza - Senza pagare?"...

Un finale che sembra aperto ma che potrebbe benissimo essere chiuso, tanto autoconsistente è la storia narrata. Difatti si dovranno attendere 4 anni per vedere il sequel, senza il quale non resta comunque monco.

PERCHE' "RITORNO AL FUTURO" PIACE?


orologioLa trama era una innovazione. Si veniva da un'epoca cinematografica dove i viaggi nel tempo portavano spesso al futuro, a volte post-nucleare, con implausibili scenari costruiti ad hoc e quando si parlava dei viaggi nel passato si sperava al più di poter impedire l'ascesa di Hitler o, nella letteratura, si immaginavano conseguenze mondiali catastrofiche per uno starnuto.
Invece Marty si ritrova faccia a faccia coi genitori suoi coetanei e vede realmente com'erano, vive in quei tempi che conosceva solo per sentito dire, stuzzica la curiosità che ha investito generazioni di adolescenti ad ogni predica "Alla tua età io...". Ma tutto ciò che gli interessa è solo rimettere a posto il suo futuro famigliare e magari un giorno avere una splendida quattro ruote per scarrozzarci la sua fidanzata.

Cambiamento piccolo per il mondo ma colossale per Marty, che è l'unico a non essere cambiato perché nonostante l'incipit e il trailer che lo presentava sempre fuori tempo nel suo microcosmo - lo stesso Doc gli dice "Non hai il senso del tempo!" - era il solo in sintonia con quel nuovo futuro; il paradosso deve essere risolto con la ridefinizione del concetto di causa-effetto: la causa è l'esistenza di Marty e il suo concepimento l'effetto. Quindi non è più Marty che esiste perché è stato concepito ma è Marty che viene concepito perché esiste.

Secondo elemento: la facilità di immedesimazione dello spettatore, la familiarità con l'argomento. Come avrebbe reagito un adolescente dei meravigliosi anni '80 atterrato nei mitici anni '50? Alla fin fine gli adolescenti sono il riflesso del loro tempo ma anche i semi del futuro e se la causa precede l'effetto ecco che il viaggio nel tempo è "dovuto" da Marty ai suoi genitori, la sua nascita non è più conseguenza del caso o del destino, come sostiene la mamma, ma un atto voluto e consapevole che consente a Marty e a George di staccarsi da un destino di fallimenti per prendere in mano la propria vita.

Il padre diviene il figlio e il figlio diviene il padre realizzando quel sogno adolescenziale di poter "rieducare" i nostri genitori a propria immagine e somiglianza, responsabilizzandoli e responsabilizzandoci.
Un tema che verrà ripreso anche dal recente "The Butterfly Effect" con la dovuta variazione.

Ancora, la correttezza logica con cui la trama del Tempo si dipana nella trilogia. Una affascinante raccolta di paradossi temporali ben gestiti illustrata allo spettatore senza enfasi o paroloni e sottolineata da battutine ironiche a spron battuto che prendono in giro i luoghi comuni ("Ma non è che sei stato adottato?"). E' sufficiente la sola visualizzazione di un normalissimo flusso canalizzatore, immaginato da Doc dopo aver battuto la testa sul lavandino e che è costituito da 3 canali (passato presente e futuro) che si incrociano in un punto.

LE SCELTE GIUSTE AL PRIMO CIAK


DeLoreanContrariamente a film come "Dèjà vu" che si impantana su spiegazioni insufficienti e si incarta nel suo enigma, nulla viene spiegato del funzionamento della DeLorean e del viaggio nel tempo. Basta avere una DeLorean modificata, una data di arrivo e una carica di plutonio o la scarica di un fulmine per generare 1,21 gigawatt di elettricità sufficienti ad eseguire il salto temporale appena raggiunta la velocità, mitica per quell'epoca, delle 88 miglia orarie.
E il salto nel tempo è una realtà per chiunque; unico accorgimento: una bella valigia con dentro le mutande di cotone.
La stessa scelta di utilizzare un'auto come macchina del tempo con il salto attivato dalla velocità richiama il legame relativistico innestandolo al contempo in un oggetto tecnologico comunissimo. Quanti hanno sfottuto l'amico che scalava le marce sull'autostrada dicendogli "Attenzione a non superare le 88 miglia orarie"?

Adatta la scelta del capolinea temporale, il 1955, dieci anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, una Hill Valley cinematografica linda con una piazza da cartolina e nuovi quartieri paradisiaci in costruzione pubblicizzati con cartelloni da sogno, i bambini si formavano le idee sui fumetti di fantascienza, un sindaco nero era solo un innocuo desiderio e le ragazze sognavano il vestito da sposa e una casetta ordinata.

Niente manifesti con donne sgambate seminude o numeri di Playboy nascosti nella camera di Marty, nessun metaldetector all'ingresso della scuola, ma scienziati da cartoon che per quanto di mente aperta sghignazzano al pensiero che un attore possa diventare Presidente USA.

pannello+deloreanSolo trent'anni, un passato relativamente recente che non richiede magie scenografiche o costumistiche, ma sufficiente ad essere terreno fertile per una serie di gag "E' un idiota, è una cosa di famiglia. Anche i suoi genitori saranno degli idioti. Lorraine, se avrai figli così ti diseredo!"

Suggestiva la Hill Valley del 1955 e tutti i richiami alla spensieratezza e alla ingenuità di quegli anni in cui ci si entusiasmava per i primi programmi televisivi e i cinema con l'aria condizionata erano un lusso tecnologico: Michael J. Fox in una intervista rivelò che la ricostruzione e l'atmosfera anni '50 ricreata sul set era talmente convincente da sentirsi davvero trasportato nel passato.

Su tutto e tutti occhieggia bonario e perentorio l'orologio della torre, qui introdotto e che accompagnerà i nostri eroi in tutta la trilogia fin quando poseranno con lui in una fotografia assistendo alla sua nascita (Ritorno al futuro III).

Attori protagonisti



Michael+j+FoxMichael J. Fox, dall'apparenza sempre giovane anche per la sua ridotta statura, risultò a suo agio nella parte di Marty, con tanta voglia di fare ma sempre in corsa contro il Tempo, e anche se la sua salute non gli avesse limitato la carriera sarà per sempre ricordato come il Marty McFly della Delorean che per convincere il padre a corteggiare la madre si arrabatta a minacciarlo con improbabili "fusioni del cervello".

Christopher Lloyd, incarna ottimamente uno dei più simpatici scienziati pazzoidi della storia del cinema, regge le redini del film rivelandosi alla fine l'adulto più savio che si preoccupa delle conseguenze delle sue azioni.

Ma bravi anche gli altri attori, da Lea Thompson (Lorraine) a Thomas F. Wilson (un Biff che sembra figlio di Schwarzenegger in versione "Terminator"). Una menzione speciale per la bravura di Crispin Glover (George McFly) nel caratterizzare il padre di Marty con una performance originale e mai sopra le righe, tanto da originare una battuta in voga a quei tempi: "Non fare il George McFly" che stava a intendere "Non fare l'imbecille".

La regia di Robert Zemeckis, che ha firmato anche il soggetto e la sceneggiatura, impone agli attori una recitazione dedicata "al pubblico": sono ricorrenti le espressioni e le posture ad hoc anche dei personaggi di contorno, le inquadrature "Osserva bene", le sottolineature delle battute con la gestualità, i dettagli visibilmente evidenziati solo a beneficio dello spettatore. Non ci sarebbe alcun bisogno del modellino in scala per spiegare a Marty il piano di Doc eppure è là per noi.

doc+martyOgni particolare comunica che il regista, gli attori, perfino l'orologio, sanno bene quel che fanno garantendo a chi guarda un film da non perdere, che riesce ancora oggi a distanza di decenni a tenere sulle spine nella dilatata sequenza dell'esperimento di Doc messo in dubbio fino all'ultimo secondo dal viso rosso di Marty.

Effetti speciali? Per un film di fantascienza pochi e oramai datati, ma la scia di fuoco lasciata dal salto della futuristica Delorean resta impressa per sempre nella memoria e tanto basta.

In ultimo, ma non ultima, una colonna sonora con fiati, corde e percussioni, temi impetuosi e ritmi incalzanti misti a canzoni d'epoca deliziose - "Mr Sandman" ad esempio - inserite al momento giusto, un ideale alternarsi tra il nostalgico e il moderno con le frizzanti musiche di Huey Lewis & The News.

Commento Finale


In conclusione, "Ritorno al Futuro" è una commedia fantascientifica rifinita e curata, che scorre in poco meno di due ore con una sceneggiatura sorniona e ottimale che accontenta sia i puristi della fantascienza che lo spettatore occasionale, un montaggio e una regia di Robert Zemeckis che seminano particolari e indizi fin dalla prima inquadratura per lo spettatore meno attento, una pellicola assemblata con attenzione artigianale e che scandisce la trama precisa come un orologio.

E' un piacere la prima volta, una garanzia le volte successive: rivedendo il film si scopriranno ancora altri rimandi e paradossi lasciati a decantare come il buon vino d'annata, che inevitabilmente migliora con l'età. Così tanto che nel 2007 la pellicola è stata inserita nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti per essere preservata...dal Tempo.

Per la serie: Uno dei signori "Film" di cui sarebbe impossibile fare il remake.

Voto personale: 10.0


Curiosità


  • Diversi omaggi sono stati fatti alla trilogia di Ritorno al Futuro nella cinematografia; perfino nella serie televisiva "Heroes": il piccolo Micah ha nella sua collezione di fumetti anche "Tales from space", letto dai figli di Peabody, e Hiro Nakamura, che può viaggiare nel tempo, esclama "Grande Giove" davanti ai paradossi, richiamando l'espressione usata da Doc nel secondo e terzo film
  • Doc spiega che per attivare il viaggio nel tempo sono necessari 1,21 gigawatt di elettricità. La parola gigawatt, (che è un multiplo della unità di misura della potenza di corrente) si pronuncia così come si legge anche nella lingua inglese, cioè gigAwatt, tuttavia a causa di una svista avvenuta durante le riprese, è diventato jigOwatt. A sua volta, Ferruccio Amendola, il doppiatore italiano di Christopher Lloyd, ha ricalcato la stessa pronuncia "GigOwatt", anziché usare la dizione esatta "GigAwatt"con la "A". Purtroppo oggi diverse persone ancora pensano che "GigOwatt" sia la giusta pronuncia. 
  • Eric Stoltz, attore molto somigliante a Michael J. Fox, protagonista di "La Mosca 2" fu temporaneamente (per fortuna) scritturato per ricoprire il ruolo di Marty, causa impedimenti di Fox che poi si liberò riprendendosi la parte. In alcune scene dell'inseguimento coi libici infatti compare Stoltz di spalle o da lontano.
  • Uno dei compagni di Biff, quello alto e bruno, è interpretato da un giovane Billy Zane, che 13 anni dopo interpreterà il fidanzato "cattivo" di Kate Winslet sul "Titanic"
  • Il personaggio di Biff Tannen è al 27° posto della classifica dei personaggi più cattivi del cinema secondo il Times

  • Il set della piazza è stato riusato dalla serie tv "Ghost Whisperer". L'orologio è stato però levato per renderla meno riconoscibile

7 commenti:

cinzia ha detto...

splendida recensione, complimenti, non ti conoscevo ma è stato un piacere leggerti...
alla prossima!

Recenso ha detto...

Grazie a te cinzia per avermi letta :-)

Franco ha detto...

Ottimo il commento, che credo fatto non solo lo "sguardo" critico bensì da grande appassionato della trilogia (io non credo di essere meno).
Ma ci sarà mai un ....IV; tanto se ne è parlato.
Ciao
Francesco

Recenso ha detto...

@Franco
Scusa il ritardissimo, sono stata sommersa da una valanga di commenti dai bot.
Grazie a te.
Sì, questo film è tra i miei preferiti, ero particolarmente ispirata alla recensione :-)
Su ritorno al futuro 4, lessi che Michael J. Fox affermava che lo farebbe ma secondo lui il ruolo di Marty andrebbe affidato ad un attore più giovane :-)
Non capisco perché, potrebbe interpretare Marty a 40 anni.
Anche perché secondo me senza Fox Marty non è Marty :-) Ma anche così la trilogia è completa :-)
Ciao

DarioG ha detto...

concordo al 100% :)
Un paio di correzioni: c'è un "Beef" :) e direi che proprio alieno mutaforma Marty non è!

Recenso ha detto...

@DarioG: Grazie, ho corretto Biff, ma l'alieno mutaforma è giusto: quando Marty arriva nel 1955 e finisce nella stalla con la DeLorean, il vecchio Peabody accorre con i figli e si chiede cos'è. Uno dei bimbi gli mostra l'alieno su Tale from Space, che indossa una tuta simile a quella di Marty ed esce da un'astronave che somiglia alla DeLorean. Allora scappano e quando Marty esce dalla stalla Peabody gli spara. Così, sale a bordo della DeLorean e fugge con lei, sfondando la porta della stalla. Mentre scappa, uno dei figli di Peabody grida: "Si è già mutato in forma umana! Sparagli!". E il vecchio spara alla macchina, urlando: "Prendi questo, mutato figlio di puttana!"
Quindi lo hanno scambiato per un alieno mutaforma.
Grazie per la visita e il commento :)

DarioG ha detto...

ah oddio quel dettaglio mi era sfuggito! bravissima dunque :)

A presto & grazie a te

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