domenica 22 marzo 2009

Sceneggiati RAI: Ritratto di Donna Velata.Volterra e il Mistero degli Etruschi

Nello sceneggiato "Ritratto di Donna Velata" ambientato nella nella toscana Volterra torna il soprannaturale sulla RAI. Di nuovo fantasmi e segreti antichi che stavolta vedono Nino Castelnuovo e Daria Nicolodi magicamente protagonisti di una storia tra ambigui dipinti e i misteriosi Etruschi.

Volterra Sceneggiati RAI: Ritratto di Donna Velata
Nazionalità: Italia
Anno di produzione: 1974
Genere: Fantastico; Giallo
Numero puntate: 5
Durata puntate: 60 min ca.
Colore: B/N
Audio: mono
Regia: Flaminio Bollini
Sceneggiatura: Gianfranco Galligarich e Paolo Levi
Musiche: Riz Ortolani
Cast: Nino Castelnuovo, Daria Nicolodi, Manlio De Angelis, Luciana Negrini, Mico Cundari, Nino Dal Fabbro, Corrado Gaipa, Arturo Dominici, Massimo Serato

DVD: Disponibile

Trama


Luigi Certaldo (Nino Castelnuovo) è uno spiantato collaudatore di auto che ad un festa incontra e si innamora di Elisa (Daria Nicolodi), una misteriosa ragazza. Insieme si recano a Volterra, ospiti in una grande villa settecentesca di proprietà del cugino paranoico di Luigi (Mico Cundari).
All'arrivo Elisa inizia ad avere strani déjà vu, che la portano in contatto con la leggenda della famiglia Certaldo, in particolare di un antenato negromante vissuto 200 anni prima e di uno strano ritratto di donna velata; la leggenda parla di una necropoli etrusca mai scoperta, il cui ingresso è ignoto. Ma la ricerca della necropoli, con i suoi tesori, fa gola anche ad altri e Luigi si convince che la vita di Elisa è in pericolo....



Recensione


Dopo il grande successo de "Il Segno del Comando", in cui i protagonisti Ugo Pagliai e Carla Gravina vagavano in una Roma antica e suggestiva alla ricerca di un prezioso amuleto, in "Ritratto di Donna Velata" trasmesso dalla RAI nel 1975 vengono riproposti molti degli elementi che avevano fatto la fortuna del precedessore, tanto che sembrano cugini.

Cambia lo scenario naturale che qui è costituito dalla patria degli Etruschi, la Toscana. La vicenda è infatti ambientata a Volterra e lo scopo dei vari personaggi che animano il racconto è trovare una necropoli etrusca. Come Byron per "Il Segno del Comando" anche gli Etruschi godono di un'aura di mistero che ha contribuito al fiorire delle leggende, inoltre sono antichi abitanti dell'Italia quindi nostri predecessori e perciò la loro storia ha su di noi Italiani un'attrattiva particolare.

Come detto, si ripresentano svariati particolari che abbiamo già incontrato ne "Il Segno del Comando", anche qui si parla di reincarnazione, dell'eterno ritorno, di negromanzia, fantasmi, medium, fenomeni soprannaturali, quadri enigmatici; nuovamente si nota una doppia ricerca, quella del protagonista Luigi che vuole soltanto riprendersi la sua Elisa e quella dei trafficanti d'arte che inseguono il sogno di ricchezza della introvabile necropoli etrusca, ancora maledizioni funeste e misteriosi decessi.

La stessa Elisa sembra essere "progettata" per richiamare Lucia: Daria Nicolodi che si aggira in trance per una villa antica con in mano l'urna etrusca riprende la Lucia di Trinità dei Monti che percorre Palazzo Anchisi reggendo un candelabro; in diverse sequenze la Nicolodi, alta e statuaria come Carla Gravina, indossa uno scialle con le frange, simile a quello di Lucia; c'è anche una sequenza in cui la Nicolodi passeggia per le stradine della città seguita a distanza da Nino Castelnuovo, così come ne "Il Segno del Comando" Carla Gravina correva nei vicoli inseguita da Ugo Pagliai. A Volterra poi i frequentatissimi vicoli vengono sostituiti dalle claustrofobiche catacombe etrusche.

La differenza è che se Carla Gravina aveva una discreta luce negli occhi che rendeva il personaggio "vivo" e romantico, Daria Nicolodi è catatonica per buona parte della storia e non rende Elisa un personaggio indimenticabile.
D'altro canto, la scelta di Nino Castelnuovo, ex Renzo Tramaglino de "I Promessi Sposi" nel ruolo di uno scapestrato inconcludente che non prende nulla sul serio e reagisce con fanciullesca leggerezza perfino quando ha davanti le prove del mistero, lasciando dietro di sé una scia di cadaveri senza battere ciglio né dolersi più di tanto dei pericoli postigli dai predatori del tesoro etrusco - neanche fosse parente di Indiana Jones - e le molte sequenze ambientate in paesaggi diurni, rendono lo sceneggiato più leggero.

Lo stesso Nino Castelnuovo, che diligentemente conduce lo spettatore lungo la trama fornendo un punto di vista esterno, sembra essere più propenso a fare un picnic che ad occuparsi di storia antica e tesori nascosti.
Castelnuovo salta con nonchalance una balconata, si arrampica sui tetti con una mano sola e atterra illeso neanche abbia le nove vite di un gatto: sarà mica stato proprio questo suo exploit atletico ad ispirare qualche anno dopo una nota pubblicità che lo ha visto supertestimonial nel più famoso salto della staccionata che la tv ricordi?

Nonostante la superficialità del personaggio, Luigi però appare più savio degli altri, che penalizzati da una sceneggiatura un po' contorta (troppi colpi di scena alla fine), una regia non sempre all'altezza, riprese "naiv" e sequenze arrangiate, fanno pensare che da un momento all'altro entri in scena anche un maggiordomo ad annunciare che "Il delitto è servito".

Il pregio di "Ritratto di Donna Velata" è proprio nei suoi momenti ironici; la chiave di lettura è chiaramente svelata dalla colonna sonora disimpegnata, non da racconto del mistero, ma soprattutto dalla stessa espressione sul volto della simpatica statuetta etrusca che campeggia orgogliosa nei titoli di testa.

Intristisce pensare che la piacevole pronuncia della Nicolodi e il modo elegante di porgere le battute non sia stata trasmessa alla figlia Asia Argento.

Peccato per la fotografia in bianco e nero che non rende giustizia ai paesaggi toscani di trent'anni fa: quelle vedute davvero meriterebbero il colore.

Curiosità
  • Daria Nicolodi è stata compagna di Dario argento, dalla cui relazione nacque Asia Argento
  • Daria Nicolodi divenne famosa in quegli anni grazie al film "Profondo Rosso" e alla sua relazione con Dario Argento, ma non si limitò solo agli horror e i noir: pochi forse la ricorderanno con Mariano Rigillo nello sceneggiato per ragazzi "Saturnino Farandola" trasmesso dalla RAI nel 1978
  • Il regista Flaminio Bollini era stato anche co-autore del soggetto de "Il Segno del Comando"
  • A Volterra è ambientato anche "New Moon" il seguito letterario di "Twilight". Nel romanzo essa è considerata patria dei Volturi, antica famiglia di vampiri. Purtroppo la produzione del film "New Moon" ha deciso di non effettuare le riprese a Volterra ma a Montepulciano, con la motivazione di aver trovato esterni più affascinanti.
  • I vampiri vengono nominati anche in "Ritratto di Donna Velata": quando Luigi racconta ad Elisa il passato della sua famiglia descrive l'antenato settecentesco definendolo ironicamente come una specie di vampiro


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6 commenti:

mirella menciassi ha detto...

wow, interessante^_^
ciao!

Recenso ha detto...

@Mirella
grazie a te per essere passata :-)

Anonimo ha detto...

E' lo sceneggiato che mi ha fatto conoscere ed amare Volterra e gli Etruschi, e tutte le volte che visito la città mi ritorna in mente la colonna sonora dello sceneggiato.

Recenso ha detto...

I bei sceneggiati di una volta:-) spero anch'io un giorno di poter vedere Volterra :-)

Anonimo ha detto...

Perche non:)

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)

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