lunedì 9 febbraio 2009

Sceneggiati RAI: Il Segno del Comando. Le Magiche Notti Romane di Carla Gravina e Ugo Pagliai

Correva l'anno 1971....e correva Ugo Pagliai per i vicoli di Roma alla ricerca della sua salvezza: Il Segno del Comando.

Sceneggiati RAI: Il Segno del Comando
Nazionalità: Italia
Anno di produzione: 1971
Genere: fantastico, giallo
Numero puntate: 5
Durata puntate: 60 min ca.
Colore: B/N
Audio: mono
Regia: Daniele D'Anza
Sceneggiatura: Giuseppe D'Agata, Flaminio Bollini, Dante Guardamagna e Lucio Mandarà
Cast: Ugo Pagliai, Carla Gravina, Silvia Monelli, Rossella Falk, Carlo Hintermann, Massimo Girotti, Laura Belli, Paola Tedesco, Franco Volpi, Andrea Checchi

DVD: Disponibile

Trama


Edward Lancelot Forster (Ugo Pagliai), studioso di letteratura inglese ed esperto del "poeta maledetto" Lord Byron, giunge a Roma per due motivi: presenziare come relatore ad una Conferenza per descrivere le sue recenti scoperte sui diari di Byron, ma principalmente incontrare il pittore Marco Tagliaferri che ha delle importanti informazioni su una misteriosa e introvabile piazza descritta proprio da Byron, con "...rudere romano, Chiesa Rinascimentale, Fontana con delfini..."
Ma al suo arrivo Tagliaferri è assente e trova solo una deliziosa ragazza di nome Lucia (Carla Gravina) che gli dà appuntamento in serata per incontrare il pittore.

Alla Taverna dell'Angelo i due aspettano, aspettano, Tagliaferri non si vede e Edward sviene forse drogato col vino. Al risveglio la Taverna e Lucia sono sparite assieme alla sua borsa: in mano resta solo il medaglione che la ragazza portava al collo.

Mentre si avvicina il giorno della conferenza, prevista per il suo trentaseiesimo compleanno, strani e bizzarri personaggi lo aiutano nella doppia ricerca della borsa e della piazza. Tutto sembra portarlo a credere che una oscura maledizione lo condanni a morire proprio in quel giorno... a meno di trovare il Segno del Comando, forgiato da Ilario Brandani, orafo negromante vissuto 200 anni prima di Edward.
Ma dove sarà il Segno del Comando? E perché interessa a così tante persone?
Una ricerca iniziata per caso che lo porterà a "voltare le spalle" alla razionalità e a "camminare sui sentieri" della Roma più magica....

Recensione


1971. Quando non c'era l'Auditel, quando non c'era Mediaset, quando non c'era la Pay TV e il dilemma sull'IVA di SKY era ancora da venire, una certa TV Nazionale chiamata RAI trasmetteva questo magico sceneggiato ambientato in una suggestiva Roma.

Da un inizio logico e plausibile, il ritrovamento di alcuni diari di Byron, si sviluppa una storia seducente ma inventata con una sceneggiatura estremamente intrigante per questo continuo intersecarsi tra realtà e fantasia che ci porta a girovagare per una Roma intessuta di magia.

Byron era noto come il "poeta maledetto"; come tutti gli intellettuali del diciannovesimo secolo aveva vissuto diversi anni in Europa e frequentava persone strambe. L'aura di mistero che lo circonda lo rendeva il soggetto ideale a cui attribuire una "esperienza indimenticabile in casa di O..." in una notte animata da "..tenebrose presenze".

Il '700 italiano ha conosciuto l'alchimista Conte di Cagliostro, perciò nello scorrere delle puntate è invitante immaginare che forse, magari, potrebbe esserci stata anche una rivalità tra potenti negromanti.

Come non cercare di capire dove possa essere questa misteriosa "Piazza con Rudere romano, Chiesa rinascimentale e Fontana con delfini"? Come non desiderare di sfogliare il manoscritto del Salmo XVII di Baldassarre Vitali? Impossibile dimenticare "Voltai le spalle al Signore e camminai sui sentieri del peccato" ripetuta ossessivamente per tutte e cinque puntate. E come resistere alla tentazione di cercare la Taverna dell'Angelo e passarci una serata?
L'attesa è ben creata e mantenuta fino alla quinta puntata, quando tutti i pezzi si incastrano perfettamente nel mosaico Byroniano.

Ma Lucia è fatta di sogni o realtà? Lucia è fatta del sogno di un amore eterno e indissolubile e del desiderio di conoscere il nostro Destino, ma alla fine, in una marea di personaggi bizzarri e assurdi, è proprio lei la più reale.

Ugo Pagliai: la recitazione un po' sottolineata, ma che spettacolo il suo sguardo perennemente allucinato.

Carla Gravina: Poche battute, molti sguardi, per un personaggio riuscitissimo che permea tutto lo sceneggiato.

Massimo Girotti: Quando essere naturali è il massimo dell'interpretazione, se poi si è anche simpatici meglio ancora.

Paola Tedesco: Vero punto debole con quella espressione sempre annoiata e assente.

Colonna sonora: e chi se la scorda più la mitica "Cento Campane"?

Per la serie: una Roma notturna più bella che mai.

Curiosità
  • Nel 1992 Mediaset realizzò un remake per "La Cinq", il canale francese, in cui il personaggio di Forster era interpretato da Robert Powell (il "Gesù" di Zeffirelli): non se lo ricorda più nessuno...
  • La canzone "Cento Campane" è uno dei cavalli di battaglia di Lando Fiorini, a cui è associato: nello sceneggiato però è cantata da Nico, il cantante del gruppo "Nico e i Gabbiani"
  • Nel 1994 venne pubblicato anche il libro de "Il Segno del Comando" contenente una rielaborazione della sceneggiatura dello stesso Giuseppe D’Agata.

Esistono davvero i luoghi dello sceneggiato? Eccoli pronti per chi vorrà fare un "tour" la prossima volta che capiterà a Roma

Il Segno del Comando: I Luoghi, Prima Parte

Il Segno del Comando: I Luoghi, Seconda Parte

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