giovedì 8 ottobre 2009

MR. SMITH VA A WASHINGTON

James Stewart nel ruolo della sua vita in un capolavoro di Frank Capra, sull'etica della politica e la difesa della democrazia contro lo strapotere di media e denaro.

Mr+Smith+va+a+Washington+locandinaFilm: Mr. Smith va a Washington
Titolo originale: Mr. Smith Goes to Washington
Nazionalità: USA
Anno: 1939
Durata: 129 minuti
Colore: B/N
Genere: Commedia; Drammatico
Regia: Frank Capra
Sceneggiatura: Sidney Buchman
Fotografia: Joseph Walker
Musiche: Dimitri Tiomkin
Scenografia: Lionel Banks
Attori protagonisti: James Stewart, Jean Arthur, Claude Rains, Edward Arnold, Guy Kibbee, Charles Lane, Thomas Mitchell

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Trama


A causa della morte di un senatore si rende necessaria una nuova nomina ma l'imprevisto rischia di rovinare i piani del losco Jim Taylor (Edward Arnold), magnate della stampa, e del senatore Paine (Claude Rains) che da molti anni influenza il voto del Senato secondo le direttive di Taylor. Deve infatti essere approvato un progetto per la costruzione di una diga sul terreno di Willet Creek, comprato con nomi fittizi proprio da Taylor e soci. Il nuovo senatore dovrà perciò essere un debole, facile da manovrare e che non faccia domande. Il governatore sceglie Jefferson Smith (James Stewart) eroe dei rangers boy, patriottico e idealista, ritenendolo innocuo. Il padre di Smith era amico e collega del senatore Paine ma fu ucciso a tradimento da ignoti vent'anni prima mentre promuoveva una causa persa. Smith è al settimo cielo per la nomina, va a Washington pieno di progetti e non immagina che anche la disillusa Saunders (Jean Arthur) collabora con Paine e Taylor. Ben presto i suoi ideali di onestà e democrazia si scontrano con i loro e Smith scopre quanto la politica può essere spietata...

Trailer





Recensione


Sono trascorsi 70 anni eppure il film "Mr. Smith va a Washington" continua ad essere attuale. Girato a ridosso della seconda guerra mondiale da Frank Capra, il regista dei buoni sentimenti, propone ancora oggi la tematica irrisolta di quanto sia facile asservire la politica al potere e di quanto difficile sia mantenere la democrazia, perfino in una nazione che della Libertà ha fatto il suo simbolo.

Avviato per caso in sostituzione di un previsto sequel del film "E' arrivata la felicità" (1936 con Gary Cooper) dello stesso Capra, il progetto incontrò fin da subito problemi per il modo in cui venivano dissacrate sia la politica che la stampa, entrambe al servizio del denaro e degli interessi privati.

Infatti Smith entra al senato come Daniele nella fossa dei leoni, simpatica novità fin quando sta buono, minaccia da stritolare quando cerca di fare il suo dovere, cioè comporre leggi che aiutino il popolo. Si avvia così un'amara lotta interna ed esterna al senato senza esclusione di colpi.

La faccia onesta di James Stewart e l'aria da sempliciotto lo resero perfetto per il ruolo della sua vita, che affrontò con molta serietà meritandosi una nomination agli Oscar come miglior attore protagonista.

Nonostante non moltissime battute, Jean Arthur si fa notare e ammirare con un ruolo eccellente, recitato senza enfasi né cattiveria nonostante il non proprio buon sangue tra lei e Stewart durante la lavorazione, ma notevole anche l'interpretazione del bravo Claude Rains.

"Mister Smith va a Washington" fu un film innovativo per quei tempi, dirompente nella sua capacità di stupire e disgustare ancora oggi, che pur viviamo in un mondo dove termini come "leggi fatte ad hoc" non suonano nuovi.

locandina+italianaUn'accorata difesa della libertà e della autodeterminazione dei popoli è la proposta di questo intramontabile film che sonnecchia sornione per la prima oretta con comicità garbata (il dialogo tra la figlia di Paine e Smith a cui cade più volte di mano il cappello) crescendo con dialoghi sempre più fitti fino alla sequenza dell'ostruzionismo e al finale, a sorpresa ma non proprio se conoscete Capra.

La sceneggiatura con brevi parentesi, come quella in cui Paine ricorda il padre di Jeff o i semi-monologhi di Jean Arthur, mette a fuoco tutti i lati dei personaggi funzionali alla storia, il passato idealista di Paine, quello famigliare di Saunders, il cinismo di Taylor, in modo tale da giustificare anche la soluzione finale, perché adequatamente preparata dal triangolo Paine-Smith-Taylor nelle precedenti scene e sottolineata dall'insistenza della macchina da presa nel riprendere Paine che guarda altrove. La sceneggiatura non lo sottolinea ma sarà facile per lo spettatore farsi qualche domanda sul padre di Jeff e capire quanto lerciume ci sia ancora dietro.

Lungi dal sembrare un attacco alla forma di governo democratico americano, come paventato in pre-produzione, "Mr Smith va a Washington" è un canto d'amore di Frank Capra alla terra della Libertà omaggiata con la dovuta retorica, una commovente visita al Lincoln Memorial, idea che verrà ripresa da diversi altri film, e una sequenza da antologia con il discorso di Smith al senato, dove opportuni primi piani costruiscono il dialogo sottinteso tra Smith e l'indimenticabile Presidente del Senato (Harry Carey nominato agli Oscar come attore non protagonista).
Quello sguardo che passa tra di loro poco prima del finale rappresenta da solo tutto il film.

Al di là del contenuto morale e politico, "Mr Smith va a Washington" è un film con dialoghi eccellenti, costruito bene e interpretato meglio, non solo da vedere e rivedere ma da proiettare nelle scuole, che dal 1989 è custodito nel National Film Registry assieme alle pellicole di valore.

Per la serie: dopo 70 anni nulla è cambiato.

Voto personale: 10.0


Curiosità


  • Oscar 1940 al miglior soggetto (Lewis R. Foster), una categoria che fu soppressa dal 1957. Altre 10 nomination agli Oscar 1940: attore protagonista (James Stewart), attore non protagonista (Harry Carey), attore non protagonista (Claude Rains), Miglior film, Regia (Frank Capra), miglior scenografia (Lionel Banks), Film editing (Gene Havlick, Al Clark), colonna sonora (Dimitri Tiomkin), sonoro (John P. Livadary), sceneggiatura (Sidney Buchman)

  • Nel film il doppiatore di James Stewart è Augusto Marcacci

  • Nella vita reale anche James Stewart era un boy scout

  • Causa seconda guerra mondiale in Italia il film usci solo nel 1947, perché vietato da parte degli Stati fascisti in Europa, come la Germania nazista, l'Italia fascista, la Russia sovietica e la Spagna falangista.

  • Nella Germania Ovest fu trasmesso per la prima volta direttamente in Tv nel 1978

  • La stampa di Washington criticò il film per il modo in cui sono stati dipinti i giornalisti, troppo intenti a bere e a fare i cinici. Ricambiò con diverse recensioni negative.

  • Frank Capra ricevette lettere negli anni di persone che intrapresero la carriera politica ispirati dal film.

  • Nel 2006 l'American Film Institute posizionò il film al quinto posto nella classifica dei 100 film più ispiratori di tutti i tempi. Nel 2007 invece lo mise al ventiseiesimo posto nella classifica dei più bei film di tutti i tempi.

  • Nel 1942 nella Francia occupata dalle truppe tedesche furono vietati film americani. "Mr Smith va a Washington" fu scelto come ultimo titolo proiettato dai cinema francesi prima che il divieto entrasse in rigore. In particolare, un teatro di Parigi decise di proiettarlo non-stop per trenta giorni.

  • Il film è basato sul racconto inedito "The Gentleman from Montana", di Lewis R. Foster

  • Il film è stato girato tra Washington e gli studi della Columbia.

  • La pre-produzione del film incontrò alcune difficoltà. Un funzionario della PCA a cui fu sottoposta la prima versione dello script per il controllo affermò che il film criticava troppo il sistema di governo americano da poter sembrare un attacco "nascosto" e avrebbe potuto essere dinamite sia per l'industria cinematografica che per il paese in generale.

  • Dopo l'uscita del film l'ambasciatore americano nel Regno Unito, Joseph P. Kennedy, scrisse in un telegramma a Frank Capra che la pellicola sarebbe stata dannosa per il prestigio degli Stati Uniti in Europa e esortò a ritirare le copie già distribuite in europa.

  • Nel film si parla dei Rangers Boy, che sono comunque dei Boy scout, ma furono chiamati così perché l'organizzazione dei Boy Scouts in America non autorizzò l'utilizzo del nome.

  • Inizialmente il film avrebbe dovuto essere un sequel di "È arrivata la felicità" ("Mr. Deeds Goes to Town", 1936, con Gary Cooper) e difatti avrebbe dovuto interpretarlo proprio Cooper ma era impegnato.

  • Né il partito repubblicano né quello democratico sono mai menzionati nel film.

  • Le scene in cui James Stewart gira tra i monumenti di Washington sono rubacchiate: USA Parks Service aveva infatti negato il permesso per le riprese.

  • Poiché il lato sinistro di Jean Arthur era considerato quello più fotogenico il set fu costruito in modo da riprenderla sempre da sinistra.

  • Oltre a questa pellicola l'attrice Beulah Bondi è stata la madre cinematografica di James Stewart altre quattro volte, tra cui "La Vita è meravigliosa".

  • Nella colonna sonora si sentono diverse canzoni americane patriottiche scritte tra il 1755 e il 1863.

  • Nella scena finale Claude Rains sbagliò e disse Willie Taylor anziché Jim Taylor (il magnate della stampa). La scena non fu rigirata per motivi di budget

  • Quando Smith riferisce della sua visita ai monumenti James Stewart sbagliò e parlando della statua della Libertà la collocò sul Campidoglio, a Washington

  • James Stewart mantenne le promesse fatte da Mr. Smith, partecipò alla seconda guerra mondiale combattendo nelle forze aeree e ricevette due volte la Croce di guerra al valore aeronautico. A fine guerra Frank Capra riunì diversi tra gli attori ne "La Vita è Meravigliosa", dove nuovamente Stewart è un onest'uomo che deve combattere contro l'avidità di un altro magnate, Potter.

  • Il film ha ispirato "Un distinto gentiluomo" (1992, Eddie Murphy), "Dave Presidente per un giorno" (1993 con Kevin Kline). In Tv fu ripreso in un episodio della serie tv "Autostop per il cielo" con Michael Landon. Anche il titolo "Mr Smith goes to Washington" è stato ripreso e parodiato da molte altre produzioni.

  • Ne "Il presidente - Una storia d'amore" vengono nominati sia questo film che "La Vita è meravigliosa", anch'esso di Frank Capra

  • James Stewart non ebbe l'Oscar per miglior attore ma si consolò col NYFCC Award

  • Un fotogramma di un cartone animato compare, praticamente invisibile per la velocità del montaggio, nella scena in cui Smith prende i giornalisti a pugni

  • Un remake fu prodotto nel 1977 dal titolo "Billy Jack Goes to Washington" di Tom Laughlin.

  • Claude Reins interpretò anche il Capitano Renault in "Casablanca" (1942), il cattivo marito di Ingrid Bergman in "Notorius" (1946) e il primo film "L'uomo invisibile" del 1933 da un romanzo di H. G. Wells


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2 commenti:

annarita ha detto...

non l'ho mai visto, mi sa che devo recuperare!
buona serata

Recenso ha detto...

@annarita
sì è da vedere senz'altro :-)

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