• 30 Settembre 2022

Il Cigno Nero film recensione

Il cigno nero è il lato oscuro di Natalie Portman che si sdoppia sulle punte per Il Lago dei Cigni ottenendo una nomination agli Oscar 2011 per migliore attrice protagonista.

Trama, trailer, recensione e curiosità sul film.

Il cigno nero film drammatico


Film Il Cigno Nero
Titolo originale: Black Swan
Nazionalità: USA
Anno: 2010
Durata: 108 minuti
Genere: Drammatico, thriller
Regia: Darren Aronofsky
Sceneggiatura: Andres Heinz, Mark Heyman, John J. McLaughlin
Fotografia: Matthew Libatique
Colonna sonora: Clint Mansell
Attori: Natalie Portman, Mila Kunis, Vincent Cassel, Winona Ryder, Barbara Hershey, Benjamin Millepied, Ksenia Solo
Uscito al cinema il: 18 febbraio 2011


TRAMA

Nina Sayers (Natalie Portman) è ballerina in una compagnia di danza classica di New York. Figlia unica di una madre ossessiva che ha represso i desideri della figlia per crescerla come una ragazza perfetta, vuole essere la protagonista della nuova versione del Lago dei Cigni di Čajkovskij. Il coreografo Thomas (Vincent Cassel) la provina ma dovrà essere la stessa ballerina ad interpretare sia il cigno bianco che quello nero e Nina è perfetta solo per la parte del cigno bianco. Nina non può accettare di perdere la parte e quando la ottiene inizia a lavorare sul suo lato oscuro, che non tarda a manifestarsi…

TRAILER

Guardalo qui.

RECENSIONE

Il cigno nero è il nuovo film diretto da Darren Aronofsky, ed ha ottenuto 5 nomination agli Oscar 2011, tra cui migliore attrice protagonista a Natalie Portman, qui impegnata nel doppio ruolo di attrice e ballerina, bianca e nera. Nina è sicuramente una parte impegnativa ma nonostante le candidature il film di Darren Aronofsky non convince fino in fondo.

Il cigno nero è un film che racconta la discesa nella paranoia e nella follia di una ragazza candida, una perfetta principessa che a 28 anni ancora vive con la madre, dorme in una stanza tutta rosa popolata di peluches e sogna di essere l’etoile perfetta.

Il suo desiderio la sprona nel momento in cui vede la possibilità di essere la star de Il Lago dei Cigni. Purtroppo Nina ha un difetto: Anche lei, come la fanciulla del Lago dei Cigni, è stata tramutata in cigno bianco da una maledizione. Nina è stata allevata da una madre ossessiva e possessiva, una ex ballerina classica che fece un errore di gioventù, e che ha rinchiuso la figlia sotto una campana di vetro, imprigionandola nel ruolo del perfetto cigno bianco. Nel balletto la fanciulla può sconfiggere l’incantesimo solo col vero amore, che le viene sottratto con l’inganno dalla sua gemella oscura.

Il regista Darren Aronofsky ha imbastito perciò il film come uno psicodramma ispirato al famoso balletto, con la particolarità che lo stesso cigno bianco deve danzare e recitare anche ruolo del nero.

IL DOPPIO

Il tema del doppio è un classico del cinema, l’opposto che fa incursione nella vita del protagonista sconvolgendola per sempre e di cui abbiamo visto buoni esempi in The Prestige (2006), Unbreakable (2000), la Metà Oscura (1993).

La contrapposizione tra razionalità e follia è un tema molto amato dal cinema e, se nella vita reale la maggior parte preferisce mostrare solo il lato bianco e non vorrebbe mai incontrare il Dr House, al cinema il ruolo del cattivo è una liberazione per l’attore, perché può sguinzagliare la sua bestia nell’ambiente controllato della finzione scenica.

Per un bravo attore/attrice la parte doppia è quindi l’occasione per sedurre col proprio lato cattivo, inedito e sorprendente. Il risultato migliore però richiede che i due ruoli siano entrambi sviluppati a fondo. Natalie Portman non ha avuto questa possibilità . E’ rimasta anche lei intrappolata nel cigno bianco da una sceneggiatura che riserva ben pochi momenti al lato oscuro di Nina, troppo relegato in ombre e riflessi nei tanti specchi che la circondano.

In quei pochi, fugaci attimi, la Portman apre un bello spiraglio ma per la maggior parte è obbligata a funestarci con lagne, respiri e sguardi ansiosi di una stereotipata Nina figlia di una stereotipata mamma, sebbene ben interpretata da Barbara Hershey.

I DIFETTI DELLA SCENEGGIATURA

La storia della mamma che sacrifica la carriera per un errore di gioventù e che riversa sulla figlia la sua ansia e i suoi desideri tarpandole le ali, quante volte l’abbiamo sentita?

Non c’è un dialogo da notare e i metodi consigliati o imposti a Nina per esplorare il suo black swan interiore sono, secondo me, di una ovvietà disarmante, che finisce per far accartocciare il film in un labirinto obbligato dal finale ultrascontato e datato. Già l’inizio non brilla di originalità ma l’apice della mancanza di coraggio della sceneggiatura arriva con la scena dei peluches.

Il film di Aronofsky parla di una bambina mai cresciuta, ossessionata dalla passione per la danza, che per essere perfetta accetta di perdersi nel festival della paranoia , sedotta ma anche spaventata dal suo lato oscuro, che riversa sulla potenziale antagonista , una simpatica Mila Kunis tra l’altro co-protagonista della famosa scena di sesso lesbo tanto pubblicizzata e inserita dagli esperti di settore nella classifica delle migliori scene di sesso del cinema.

Lo sceneggiatore ha pensato di caratterizzare Nina attraverso la danza classica, una disciplina artistica che come tante richiede impegno e passione, che il regista sottolinea insistendo sui piedi e i ralenti delle punte, ma descrive una passione che scivola nella ossessione della perfezione, cosa che non ha mancato di generare le proteste degli appassionati della danza classica.

IL CIGNO GRIGIO

Per quanto bene eseguite, le coreografie non brillano di originalità. Ok, non si tratta di un film sulla danza classica, è un dramma psicologico che si consuma nella danza, c’è una povera ragazza che cerca di liberare il lato oscuro e sé stessa da un’educazione repressiva e castrante. Questo non vuol dire che la parte danzata vada trascurata e che il cigno nero debba essere limitato a qualche fouettes eseguite con maggiore decisione.

La Portman danza quasi sempre come cigno bianco, è rigida e triste e la sua mimica facciale in questo frangente è riuscita a farmi ricordare quella di Alessandra Martines nei balletti di Fantastico 7. Inoltre se il coreografo, che non si sa per quale motivo è intepretato da un pressoché inespressivo Vincent Cassel, afferma che la gemella nera di Nina deve danzare in modo notevolmente diverso dal cigno bianco, deve sedurre, ci si aspetta una differenza esaltante anche nella esecuzione coreografica del suo opposto. Tant’è vero che gli effetti speciali la soccorrono, non solo per offrire la spiegazione del grattarsi compulsivo di Nina, ma soprattutto a coprire le inevitabili mancanze narrative della coreografia.

PERCHÉ GUARDARE IL FILM

Arriviamo ai punti di forza del film, per i quali Black Swan merita di essere visto. Il trucco del Cigno Nero è splendido e anche quello del cigno bianco è perfetto, la colonna sonora di Clint Mansell si somma adeguatamente alle meravigliose musiche del Lago dei Cigni di Čajkovskij riarrangiate ad hoc. Colonna sonora bene sfruttata da Aronofsky con la quale accompagna il turbinio intimo e la sofferenza di Nina, in un parallelo ottimale col balletto.

Ottimi quei (pochi) sprazzi di oscurità regalati dall’attrice, ottimo anche il montaggio e gli effetti speciali visivi, come gli effetti sonori.
Da brivido la performance di Winona Ryder, nel ruolo della stella della danza in declino.

Aronofsky ha diretto uno psicothriller, ce lo ripete la telecamera ossessivamente puntata sul viso di Natalie Portman per seguire passo passo tutta l’evoluzione-involuzione di Nina e i suoi disperati tentativi di liberare la sua parte oscura e questa scelta ha prodotto vorticose, ma affascinanti, riprese che immergono piacevolmente nel balletto.

COMMENTO FINALE

Il film Il Cigno Nero parte da un buon soggetto ma lo sviluppa in modo troppo scontato e non all’altezza delle promesse. Ha ottenuto 5 nomination agli Oscar 2011: miglior film, migliore attrice protagonista (Natalie Portman), migliore regia, migliore fotografia e miglior montaggio. Come previsto, nulla per la sceneggiatura troppo stereotipizzante.
Con avversari come The Social Network, Il Discorso del Re e The Fighter, è possibile che, dopo il golden globe 2011 e i bafta, solo la candidatura della Portman si tramuti nell’Oscar.

Per la serie: Come ottenere un cigno grigio unendo un cigno bianco e uno nero.

Voto personale: 7-


NOTA: Il mio pronostico era giusto, il film ha vinto solo 1 Oscar 2011 per migliore attrice protagonista, alla Portman

Curiosità

  • La scena della seduta di fisioterapia di Nina era vera. Durante un sollevamento Natalie Portman si era incrinata una costola.
  • Il film è costato 13 milioni di dollari ma ne ha incassati già un centinaio solo in America.
  • È davvero Natalie Portman ad eseguire la maggior parte delle coreografie. La Portman ha infatti studiato danza da piccola dai 4 ai 13 anni e ha ripreso l’allenamento apposta per il film, impegnandosi per 1 anno e pagando di tasca propria molte lezioni quando ancora non c’erano fondi per il film. È invece una ballerina professionista ad eseguire i passaggi più impegnativi.
  • Ci sono voluti circa 10 anni per passare dallo script al film finito. Darren Aronofsky aveva già proposto a Natalie Portman l’idea del film nel 2000.
  • Mila Kunis ha avuto la parte di Lily senza fare un provino. Aveva studiato un po’ di danza da piccola ma, avuto il ruolo, si è allenata per 3 mesi per imparare a ballare sulle punte.

Recenso

Mi piacciono il cinema, la televisione, il turismo e i libri. Piacere :)

18 thoughts on “Il Cigno Nero film recensione”
  1. […] film non ancora visti in Italia: Tru Grit (Il Grinta) (10 nomination), The Fighter (7 nomination), Il Cigno Nero (5 nomination) e 127 ore (6 nomination). Toy Story 3 entra nella rosa dei nominati per miglior […]

  2. Questo film mi incuriosisce e spero di vederlo e recensirlo al più presto. Questa, però, è la prima recensione che leggo che assegni un voto discreto, perché, di solito, le recensioni o parlano di capolavoro o di grande presa in giro. Comunque non è certo un film che lascia indifferenti!
    buona giornata

    1. @annarita
      Non mi pareva giusto bocciarlo visto che elementi molto positivi li ha, certo non ci ho visto un capolavoro…
      Buona giornata a te 🙂

  3. […] come una relazione sessuale ma poi diventa amore. E come si fa? La vincitrice agli Oscar 2011 per Il Cigno nero, Natalie Portman, in una commedia con Ashton Kutcher, Kevin Kline e Cary Elwes. […]

  4. non sono assolutamente d’accordo con chi ha scritto la recensione di questo film. è un capolavoro assoluto!ma magari si facessero film così in Italia, dove il massimo che riusciamo a fare sono i cinepanettoni o i film di checco zalone!

    1. Sul fatto che il cinema italiano questi film se li scorda sono d’accordo e sono d’accordo che avrei fatto una bellissima figura se l’avessi definito addirittura un “capolavoro” senza spiegare perché, come fanno altri blogger, ma io preferisco dire quello che penso realmente e argomentarlo.
      Non ho mai detto che il film faccia schifo, gli ho dato un giudizio 7- cioè “discreto“, ho dato motivi per vederlo e ho previsto l’unico Oscar a Nathalie Portman

      In questo blog solo recensioni oneste.
      Grazie per la visita e il commento 🙂

  5. Questo film mi ha annoiato e non mi spiego perché in tanti gridino al capolavoro. E’ di una banalità scandalosa.

    1. @arlett
      Qualche motivazione: il nome del regista, la scena di sesso, la commistione sesso, droga e danza classica, le musiche di Chaikowsky che sono molto coinvolgenti. Ne vuoi altre?
      Neanche secondo me è un capolavoro, anche se punti di forza ne ha e la Portman è brava. Ma il dvd non lo comprerò
      Grazie per il commento 🙂

  6. premetto che il cigno nero non è perfetto,non è una pietra miliare del cinema mondiale e non passerà alla storia.per me,però,è un capolavoro assoluto,riesce a emozionarti,a sconvolgerti,a farti capire che se vuoi una cosa devi essere disposta anche a sacrificare tutto te stesso per realizzarla.questo film è la divinizzazione della passione,qualunque essa sia,è la rappresentazione superomistica dell’uomo come amante erotico della propria arte.in fine il finale per me è un orgasmo assoluto,ricordo che uscimmo dal cinema tutti sconvolti

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