sabato 6 marzo 2010

UP: il Film 3D Disney Pixar

Con Up, film 3d d'animazione, la decima collaborazione Disney-Pixar racconta una storia di avventura e romanticismo che abbraccia nonni e bambini.

up+locandinaFilm: UP
Titolo originale: UP
Nazionalità: USA
Anno: 2009
Durata: 96 minuti
Genere: Animazione, Avventura, Commedia
Regia: Pete Docter, Bob Peterson
Sceneggiatura: Pete Docter, Bob Peterson
Musiche: Michael Giacchino
Scenografia: Ricky Nierva
Cast:Edward Asner, Jordan Nagai, Christopher Plummer, Bob Peterson, Delroy Lindo, Jérôme Ranft, Josh Cooley, Pete Docter
Doppiatori italiani: Giancarlo Giannini (Carl Fredricksen), Arturo Valli (Russell), Arnoldo Foà (Charles Muntz), Neri Marcorè (Dug), Andrea Ward (Alpha), Fabrizio Pucci (Beta), Gerolamo Alchieri (Gamma)



Trama


Carl Fredricksen (voce italiana Giancarlo Giannini) conosce Ellie da bambino, con lei condivide la passione per l'avventura; cresciuti, convolano a nozze. L'ormai 78enne Carl, rimasto vedovo, si sente stanco e solo, ma è deciso a non cedere alle pressioni di una società che vuole demolire la loro casetta, che lui identifica con Ellie, per un nuovo progetto edilizio. In seguito ad uno scatto d'ira ferisce un operaio e il tribunale lo condanna al ricovero forzato in casa di riposo. Solo a questo punto Carl trova la forza per mantenere la promessa fatta ad Ellie: portarla alle Cascate Paradiso, leggendario luogo segnalato dall'esploratore Charles Muntz (voce italiana Arnoldo Foà) scomparso sessant'anni prima. Con migliaia di palloncini trasforma la casa in un dirigibile e decolla verso il Sud America...

Trailer UP




Recensione


Se in Wall-E l'amore rende vivi, nel film UP la morale è che un'intera vita d'amore può essere la migliore delle avventure. Il decimo film della premiata coppia Disney Pixar, per l'occasione girato in 3d, diventa palese solo lungo il racconto, contornato dalle deliziose musiche di Michael Giacchino.

Carl e Ellie si incontrano per caso da bambini, dapprima condividono lo spirito dell'Avventura, poi scoprono di essere fatti l'uno per l'altra. I primi venti minuti del film descrivono con poche scene senza parole la crescita, la maturità e la vecchiaia di due persone che nonostante i mille problemi hanno portato avanti due sogni: l'amore e l'avventura. Fino a che Carl, rimasto solo, stanco e ingobbito dal peso della vita e dell'indifferenza altrui, trova la forza per ribellarsi ai soprusi, la prospettiva del ricovero coatto in una casa di riposo, e decide finalmente di unirli, per mantenere la promessa fatta alla moglie.

scena+carlA parole sembra che il sentimentalismo di maniera imperi, invece la Disney Pixar si riconferma maestra che riesce a parlare al cuore ed alla ragione con stupefacente sobrietà e realismo, descrivendo con pochi evocativi flash l'apatia della vecchiaia, le ingiustizie causate dagli eccessi di zelo della giustizia americana, il desiderio di rivalsa, la terza età sommersa dal progresso qui rappresentata dalla casetta antiquata in un quartiere in evoluzione.

Carl, disegnato con le fattezze di Spencer Tracy e il carattere orso di Walter Matthau, è diventato un vecchio burbero e scorbutico pieno di acciacchi, che spariranno come per magia nel momento in cui deciderà di volare con la fantasia. E' in questo momento che UP lascia la realtà per vivere il sogno di una vita: portare la moglie sulle cascate Paradiso. Quella moglie ormai assente ma il cui spirito ancora permea la casa piena di ricordi, tanto che Carl la chiama col suo nome, Ellie, intavolando con lei teneri dialoghi-monologhi.

Così, dalla fase anziana, UP si lancia verso la giovinezza, rappresentata dal piccolo scout che funge da gancio per ragazzi e bambini, ma che avrà il compito catartico di restituire a Carl giovinezza, colmando anche il vuoto lasciato dalla mancata paternità.

Dopo il picco di poesia e realismo raggiunto dalla prima mezz'ora, utili per creare la giusta empatia col pubblico, quella casa che prende il volo facendo ombra ai cinici infermieri della casa di riposo diventa una liberazione anche per lo spettatore e la regia sottolinea opportunamente la sequenza del decollo, perché oltre a distruggere qualche tetto viola anche un tabù: rendere un ultrasettantenne protagonista di un film d'avventura, cosa che con attori in carne ed ossa sarebbe stato impossibile.

scena+upDal momento del decollo il gradimento del film è puramente soggettivo, data l'assurdità degli eventi e l'ingresso nel cliché dell'avventura, quando la storia si adagia su un anomalo gruppo che deve raggiungere un luogo, come in "L'Era Glaciale", e sarà difficile da digerire per coloro che hanno molto gradito il respiro dei primi trenta minuti di pellicola.

Giustamente Up non nasce con lo scopo di denuncia sociale ma come film per famiglie e deve tenere in considerazione anche i piccoli spettatori, come dire, un po' per uno non fa male a nessuno, per cui anche se sarebbe potuto diventare un capolavoro di poesia, che alla lunga rischiava di annoiare, preferisce percorrere la strada battuta dell'esplorazione con i dovuti pericoli qua e là. Per poi virare nuovamente nel realismo degli adulti ("E' solo una casa") e nella commozione di un anziano che potrebbe essere nostro nonno (la scena in cui Carl guarda l'album di fotografie), per spiegare la morale: che in finale proprio una vita apparentemente ordinaria, ma vissuta con amore, resta nel ricordo di chi ci ha amato come l'avventura più bella.

L'animazione migliora sempre più ed è visibile nell'umanità che si legge negli occhi dei personaggi, nonostante le dovute stilizzazioni del corpo, mentre per quanto riguarda il 3D la sua presenza è non invasiva e non si è caduti nell'errore di trascurare la sceneggiatura per dedicarsi all'impatto visivo.

Diverse sono le citazioni cinematografiche regalate da "UP", da "Il Mondo perduto" (1925) a "Miracolo a Milano" (1951), "Il Mago di Oz" (1939), oltre alle autocitazioni (Toy Story, Gli aristogatti, Gli incredibili) mentre la colonna sonora di Michael Giacchino è talmente in sintonia in ogni sequenza, sia con l'aspetto nostalgico-romantico del film sia con quello avventuroso, laddove passa dal delicato swing ai suoni rampanti dei film anni '30, '40, da meritare una nomination agli Oscar 2010 per le musiche, debitamente convertita in statuetta.

charles+muntzSe in versione originale è stato chiamato un grande attore come l'ottantenne Christopher Plummer e Edward Asner per prestare la voce a Muntz, noi italiani non possiamo lamentarci. Il doppiaggio italiano e relativo casting ha difatti mantenuto l'effetto e ha aggiunto pregio perché sono stati chiamati due attori, e voci, di grosso calibro come Giancarlo Giannini e Arnoldo Foà (94 anni, sua la voce in moltissimi film famosi, chi è molto giovane pensi alla voce narrante nel film "La fabbrica di cioccolato" di Tim Burton).

"UP", nonostante il duello a suon di dentiere e colpi della strega, fa ridere meno di Wall-E, fa arrabbiare e riflettere di più perché molti penseranno al nonno a cui invidiare la storia d'amore e poi appassito, e all'ultimo fotogramma, prevedibile ma toccante, non potrà mancare la classica lacrimuccia che ribadirà definivamente il vero spirito del cinema d'animazione: realizzare un sogno e condividerlo col pubblico.
Cinque le nomination agli Oscar 2010, tra cui quelle per miglior film d'animazione e miglior film (impresa non riuscita a Wall-E).

Per la serie: la Disney Pixar non finisce di stupire

Curiosità


  • Up è il primo film 3d della Disney Pixar
  • Nella versione francese la voce di Carl è di Charles Aznavour
  • Sono 20.622 palloncini quelli visti nel film. Nella realtà però sarebbero occorsi ben 12.658.392 per riuscire a sollevare la casa di Carl.
  • Il nome del personaggio Charles Muntz è ispirato a Charles Mintz: nel 1928 Mintz rubò alla Disney i diritti di sfruttamento del primo personaggio di successo inventato da Walt Disney, Osvald il coniglio. Per reazione Disney inventò Topolino, che eclissò Osvald
  • I connotati dei personaggi di Carl e Russel sono basati sulle forme di cerchi e rettangoli, mentre quelli di Muntz sono di forma triangolare
  • UP è il primo film Disney Pixar a ricevere la nomination come miglior film
  • Per Disney Pixar il regista Pete Docter aveva precedentemente diretto Monsters & Co.
  • La melodia che accompagna la sequenza in cui Carl scende le scale e mangia da solo è tratta dalla "Carmen di Bizet", opera lirica composta da Bizet. Bizet è anche il nome di uno dei gatti del film "Gli aristogatti" (Disney)
  • Il Beccaccino esiste davvero: è un uccello acquatico di soli 250 grammi di peso, diverso da quello descritto nel film


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