mercoledì 27 maggio 2009

Laws of Attraction - Matrimonio in Appello

Pierce Brosnan e Julianne Moore in un film con disfide legali a colpi..d'amore.

LocandinaFilm: Laws of Attraction - Matrimonio in appello
Titolo originale: Laws of Attraction
Nazionalità: USA
Anno: 2004
Durata: 90 minuti
Genere: Commedia; romantico
Regia: Peter Howitt
Sceneggiatura: Aline Brosh McKenna, Robert Harling
Fotografia: Adrian Biddle
Musiche: Ed Shearmur
Scenografia: Charles Wood
Cast: Pierce Brosnan, Julianne Moore, Michael Sheen, Parker Posey, Frances Fisher, Nora Dunn

DVD: In Offerta


Trama


L'avvocatessa Audrey Woods (Julianne Moore) è campionessa delle cause divorziste, è single e non crede nel matrimonio. Ma un bel giorno entra nella sua vita il collega Daniel Rafferty (Pierce Brosnan) che tra una avance e l'altra la mette ko, così l'aula di tribunale diventa il loro ring personale....



Recensione


"Laws of Attraction", malamente tradotto in italiano come "Matrimonio in appello", è un piacevole film commedia in cui l'ex 007 Brosnan ritorna al suo primo genere, la commedia, e assieme all'acidula Julianne Moore percorre la loro attrazione durante delle cause di divorzi milionari che li vedono, prima casualmente e poi intenzionalmente, contrapposti.

Dissovenze eleganti su musica jazzistica articolata in modo interessante introducono la anonima vita di Audrey, sempre nelle aule di tribunale e famosa nell'ambiente, tanto, troppo impegnata per avere un compagno ma in realtà sola e asciugata dai tanti divorzi gestiti, ha smesso di credere che il matrimonio sia un legame da costruire giorno dopo giorno, sebbene ai suoi clienti e nelle arringhe lo descriva come un rapporto serio.

Dall'altro lato Daniel/Pierce Brosnan che appare come uno squalo e non esita a fare uso di colpi bassi, ma che alla fine è il vero romantico dei due.

Tra andate e ritorno in Irlanda, baci e notti inusuali, il film scorre veloce in soli novanta minuti dipingendo questo duello d'attrazione a colpi di legge. Trattandosi di avvocati la dialettica la fa da padrona con battute argute ("Hai davvero 56 anni?" "Alcune parti di me sì"), figuracce della Moore e bevute di cocktail alla "palle di caprone" per arrivare al capolinea irlandese nel classico castello del classico villaggio dove le cose acquisiscono la vera dimensione.

Molto più frizzante rispetto al simile "Prima ti sposo, poi ti rovino" con George Clooney e Catherine Zeta-Jones, ma sebbene possa sembrare una commedia moderna, "Matrimonio in Appello" si rifà smaccatamente al predecessore "La costola di Adamo" un film del 1949 di George Cukor con una delle mai dimenticate coppie del cinema: gli affiatatissimi Katharine Hepburn e Spencer Tracy. E allora sì che il confronto si fa duro.

Brosnan+MooreLa rossa Julianne Moore sostituisce la rossa Hepburn senza purtroppo avere il suo talento e quel mix di fascino e voglia di amare che caratterizzava l'antenata, seppure, antipatica com'è con i suoi lineamenti spigolosi, riesce benissimo a sembrare sempre fuori posto, presa in contropiede da un Pierce Brosnan che sostituisce in maniera onesta e non presuntuosa Spencer Tracy, conciato appositamente tra il casual e il trasandato per dargli sempre l'aria di un letto sfatto.

L'affiatamento della nuova coppia purtroppo manca ed è colpa della Moore che è ben a suo agio nel ruolo dell'iceberg coperta da rigidi e scuri completini da tribunale quanto inadatta quando deve sorridere e fare gli occhi dolci.

Per Pierce Brosnan invece questo film è anche un ritorno ai tempi che furono quando prima di indossare i panni di James Bond era il ladro gentiluomo Remington Steele nella serie tv "Mai dire sì" vecchia di quasi trent'anni che forse pochissimi ricordano e che gli diede la notorietà, dove affiancato dalla detective peperina Laura Holt/Stephanie Zimbalist (altra rossa ma molto più comunicativa della Moore) duettava allegramente tra una schermaglia amorosa e un delitto da risolvere, per poi finire a baciarsi in un castello irlandese. Ecco perché calarsi in questa storia era sicuramente più facile per Brosnan, ma per godervelo dovrete dimenticare 007 e la sua pettinatura aiuterà.

Con una partner all'altezza sarebbe più facile capire il perché dell'atteggiamento di Daniel verso Audrey, che a onor del vero pare forzato dalla trama, e se la Moore evitasse il genere commedia sicuramente il risultato sarebbe stato migliore.

Nonostante tutto la fotografia, la colonna sonora che si adegua ai due diversi set (New York e Irlanda), l'immersione nei paesaggi irlandesi, la divertente performance di Michael Sheen che nella scena al concerto viene facilmente scambiato per una vera rockstar e l'apporto della madre di Audrey (Frances Fisher), una sceneggiatura scontata ma apprezzabile nella sua semplicità perché non si prende mai sul serio, consentono a "Laws of Attraction - Matrimonio in appello" di suscitare alcune risate azzeccate, far lustrare gli occhi al gentil sesso e trascorrere un'ora e mezza piacevoli verso il finale preannunciatissimo.

Per la serie: C'è speranza per tutti.

Voto personale: 7-



Curiosità:
  • Pierce Brosnan è uno dei produttori esecutivi del film
  • Fa parte del cast anche il figlio di Brosnan, Sean, avuto dalla moglie Cassandra Harris, deceduta per un tumore nel 1991
  • Francis Fisher che qui interpreta la mamma di Audrey era anche nel cast del "Titanic" nel ruolo della madre di Rose/Kate Winslet
  • Tra i quadri d'arte mostrati da Julianne Moore nella sequenza iniziale ce ne sono due di Mary Cassat, la pittrice impressionista che il 22 maggio scorso è stata ricordata anche da Google
  • Michael Sheen ha interpretato recentemente David Frost nel film "Frost/Nixon - Il Duello" di Ron Howard che ha partecipato agli Oscar 2009
  • Il titolo originale "Laws of Attraction" si traduce come "Le Leggi dell'attrazione" ma non ha niente a che vedere con il famoso bestseller che ha invaso il web
  • "La costola di Adamo" a cui si rifà il film è custodito dal 1992 nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, assieme ad altre pellicole come "La Vita è meravigliosa" e "Ritorno al Futuro"


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