Jim Carrey onnipotente per “Una Settimana da Dio“, istrionico e irriverente per una commedia tutta da ridere.
Trama, trailer, recensione e curiosità sul film

Film: Una settimana da Dio
Titolo originale: Bruce Almighty
Nazionalità: USA
Anno: 2003
Durata: 101 minuti
Genere: Commedia
Regia: Tom Shadyac
Sceneggiatura: Steve Koren, Mark O’Keefe, Steve Oedekerk
Fotografia: Dean Semler
Musiche: John Debney
Scenografia: Linda DeScenna
Cast: Jim Carrey, Morgan Freeman, Jennifer Aniston, Philip Baker Hall, Steve Carell, Catherine Bell, Lisa Ann Walter, Nora Dunn, Lillian Adams
Prequel di: Un’Impresa da Dio
Disponibile in DVD e sulle piattaforme di streaming legale
Trama
Bruce Nolan (Jim Carrey) è reporter televisivo a Buffalo dove si occupa di servizi esterni per conto della emittente WKBW-TV e convive con la fidanzata Grace (Jennifer Aniston). Deluso per non aver ottenuto la promozione ad anchorman, andata invece al suo collega antagonista Evan Baxter (Steve Carell), Bruce esplode in una sfuriata contro Dio addebitandogli la responsabilità della sua vita mediocre. L’Onnipotente (Morgan Freeman) stanco delle provocazioni raccoglie la sfida, convoca Bruce e gli conferisce l’onnipotenza, prendendosi quindi una vacanza.
Dapprima scettico, Bruce si rende presto conto di essere diventato Dio e con i pieni poteri inizia a realizzare i suoi desideri. Ma essere Dio non è così facile come sembra: c’è tutto un mondo da gestire…
Trailer “Una settimana da Dio”
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Recensione
Dopo “Ace Ventura l’acchiappanimali” e “Bugiardo bugiardo”, Tom Shadyac torna a dirigere Jim Carrey in “Una Settimana da Dio“, esilarante film commedia che lascia ampio spazio alla mimica irresistibile dell’attore, il quale resta a suo agio anche laddove la trama vira nel sentimental-drammatico.

Cosa fareste se aveste l’onnipotenza? La sceneggiatura confeziona una risposta che esprime la verve di un attore talentuoso proveniente dall’interpretazione di personaggi molto diversi come lo spumeggiante “The Mask” e l’intenso “The Truman Show”, che grazie al film rivincerà l’MTV Award per Miglior performance comica.
In questa spassosa commedia un Jim Carrey a 360 gradi viene messo in riga da un padreterno simpatico ma fermo, cortese ma esigente, efficacemente reso da Morgan Freeman, nel cui sguardo si legge grande stima e piacere di lavorare con Carrey. L’atmosfera passa quindi con leggerezza dalla grande comicità di gag in gag fino alla morale dai buoni sentimenti come già nel precedente film “Bugiardo bugiardo”.
Irriverente fin dalla locandina, dove campeggia Jim Carrey in una riedizione della “Creazione di Adamo” (affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina), il film evidenzia grande sintonia tra sceneggiatura, regia e attori protagonisti e funziona senza una sbavatura né una caduta di ritmo, sfornando molte scene ormai da cineteca.

Basta pensare al monologo tragicomico di Bruce sul ferry boat in cui apostrofa malamente la vecchina, presentandola come “mamma di Katherine Hepburn” e accusandola della morte di DiCaprio sul Titanic, oppure al primo dialogo con Dio, alla divisione delle acque della minestra di pomodoro, oppure alla serata con la fidanzata in cui Bruce riesce nell’impresa di prendere al lazo la Luna; poi contorno del cane che la fa sempre sul tappeto di casa e i dispetti a carico del suo rivale lavorativo Evan Baxter.
La sceneggiatura si diverte a impreziosire situazioni normali con piccoli dettagli (l’apparizione del cucchiaio) la cui carica di ridicolo è esaltata dalla eloquente gestualità di Jim Carrey, praticamente a briglia sciolta fin dalle prime battute con lo slogan “La vita è un biscotto ma se piove si scioglie” e prosegue scatenandosi con molta più energia del solito, dando al delirio di onnipotenza i tratti di una travolgente comicità, mentre la colonna sonora passa dai cori divini alle moderne melodie di Avril Lavigne, Mick Jagger e Barry White.

Molto azzeccata anche la regia che sa come inquadrare per aumentare la carica emotiva delle sequenze. Ottima la scelta del cast con attori in forma e affiatati: oltre a Morgan Freeman, da ricordare la tenera Jennifer Aniston dei tempi di “Friends”.
Peccato che nel sequel di “Una settimana da Dio” – dal titolo “Un’impresa da Dio” – molto verrà perso: persino Freeman, che riprenderà i panni sempiterni, darà l’impressione di divertirsi di meno con Steve Carell, promosso a protagonista per defezione di Carrey.
Prodotto da Jim Carrey e Tom Shadyac, “Una settimana da Dio“ è un film da consigliare a chi ama fare grasse risate ma non disdegna echi romantici da “La Vita è meravigliosa” (Frank Capra, 1947), con un Dio che più simpatico non si può.
Per la serie: Una commedia da manuale.
Voto personale: 7.5
Curiosità
- In questo film il doppiatore di Jim Carrey è Tonino Accolla, come già nei film di Ace Ventura. Voce ufficiale di Jim Carrey è comunque Roberto Pedicini.
- L’automobile che Jim Carrey guida nel film è una Saleen S7, di sua proprietà.
- La scena in cui Jim Carrey prende al lazo la luna si riferisce al film “La vita è meravigliosa” (Frank Capra, 1946), di cui nel televisore scorre qualche fotogramma.
- Il ruolo di Susan Ortega avrebbe dovuto essere affidato a Eva Mendes, che però rifiutò per altri impegni.
- Il film fu vietato in Egitto per “contenuto sacrilego”.
- Nella scena della divisione delle acque della minestra rossa, la colonna sonora è quella del film “I dieci comandamenti” (di Cecil B. DeMille, 1956) in cui Mosé apriva le acque del Mar Rosso.
- La rete tv WKBW-TV Channel 7 esiste davvero, Jim Carrey da piccolo vedeva proprio il programma “Eyewitness News“, per cui lavora Bruce.
- Tutti i numeri 7 che compaiono nel film si riferiscono al Settimo giorno, il giorno in cui secondo la Bibbia Dio si riposò.
- Il titolo italiano parla di una settimana da Dio, ma in realtà Bruce resta onnipotente per due settimane.
- Jim Carrey sarà nei cinema dal 3 dicembre 2009 con il film Disney “A Christmas Carol”, un Ebenezer Scrooge diretto da Robert Zemeckis, tra i film 3d di Natale 2009.
- Morgan Freeman veste i panni di Nelson Mandela nel film “Invictus”, regia di Clint Eastwood, nei cinema italiani dal 12 febbraio 2010

questa volta non concordo con te: questo film lo metterei nella categoria "perdibile", voto: 4, mi sono annoiata a morte e Jim Carrey non mi fa ridere nemmeno per sbaglio.
buon weekend
@annarita
Peccato. A me fa morire
Ciao
[…] Una Settimana da Dio (2003) […]
[…] un click inizia con scene e situazioni che si ispirano molto charamente all’esilarante “Una Settimana da Dio“. Ve lo ricordate? Un Jim Carrey in gran forma inveiva contro Dio per una promozione mancata, […]
[…] Sequel di: Una settimana da Dio […]
[…]dopo parti secondarie in altre commedie come “Una settimana da Dio“. […]