Il film “Ghost” con Patrick Swayze, Demi Moore e Whoopi Goldberg è oramai un sempreverde del cinema romantico, un mix ben dosato tra momenti spassosamente comici e scene drammatiche, con una poderosa spruzzata di soprannaturale.
Trama, trailer, recensione e curiosità sul film.

Film: Ghost – Fantasma
Titolo originale: Ghost
Anno di uscita: 1990
Nazione: USA
Regia: Jerry Zucker
Genere: Fantastico; Romantico; Soprannaturale
Durata: 122 minuti
Cast: Demi Moore, Patrick Swayze, Whoopi Goldberg, Tony Goldwyn
Disponibile in DVD e sulle piattaforme di streaming legale
Trama
Sam (Patrick Swayze) ama Molly (Demi Moore) ma per paura o per scaramanzia si limita a risponderle soltanto “Idem” a ogni suo “Ti amo”. Un giorno muore, ucciso durante una rapina. Diventato fantasma, si rivolge a una pittoresca medium Oda Mae Brown (Whoopi Goldberg) per salvare la vita alla sua Molly…
Trailer
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Recensione
Premiato con due Oscar per miglior attrice non protagonista, Whoopi Goldberg, e sceneggiatura originale di Bruce Joel Rubin, pur dopo anni “Ghost” non perde un colpo.
Ottima la scelta di Patrick Swayze , morto nel 2009, per il ruolo di Sam, catapultato nell’aldilà con “una vita da vivere” e adeguatamente imbranato nell’attraversare la materia ma pur sempre con movenze plastiche che rivelano e ribadiscono l’origine dell’apprezzato ballerino del precedente “Dirty Dancing”. Deciso come pochi a proteggere la sua Molly anche dopo il trapasso.
Il ruolo era prima stato offerto a Bruce Willis (a quei tempi marito della Moore) che però declinò l’invito pensando, erroneamente, che il film non era destinato ad avere successo (probabilmente con lui).
Una Molly-Demi Moore tenera nelle sue tante lacrime e convincente nel ruolo di fidanzata-vedova, sbalestrata tra medium semi-fuorilegge e amici doppiogiochisti.
Whoopi Goldberg, la medium quasi da circo paranormale, per alcuni una scoperta per altri una conferma, diverte pubblico e attori protagonisti con le sue espressioni spontanee senza scadere mai nella macchietta. Oscar meritatissimo.
Tony Goldwyn, efficace nel personaggio dell’amico dall’occhio “serpentone” capace di tutto per 80 mila dollari…
“Ghost” nasce come film senza eccessive pretese, ma la sua sceneggiatura è curata nei dettagli e nelle reazioni, lascia spazio anche a una descrizione ragionevole delle regole del soprannaturale organizzando in modo coerente un universo di spiriti buoni e spiriti cattivi.
Effetti speciali pochi e non proprio perfetti – ad esempio il bacio finale tra Patrick Swayze e Demi Moore – ma sempre meglio della moda attuale di ricreare i personaggi al computer.
Colonna Sonora: Nonostante il titolo, la canzone tema “Unchained Melody” (trad:”Melodia Senza Catene”), riarrangiata diverse volte, è oramai incatenata per sempre a “Ghost – Fantasma” e all’idea di un amore che continua oltre la morte. La sequenza del vaso, sottolineata dalla sincronia con la voce accorata dell’interprete dei The Righteous Brothers, è entrata nell’Olimpo delle scene più romantiche e sensuali di tutti i tempi.
Per la serie: Come rendere “sexy” un semplice vaso.
Voto: 8.5
Curiosità
- Il film “Ghost” ha lasciato traccia imperitura nella scherzosa accezione cinematografica della espressione “Effetto Ghost”, con la quale ormai si indica l’errore concettuale secondo il quale se un fantasma passa attraverso muri e oggetti dovrebbe anche sprofondare nel pavimento o volteggiare nell’aria, invece all’inizio del film vediamo un Sam che non riesce nemmeno ad aprire una porta né a toccare Molly ma cammina normalmente e sta comodamente seduto su sedie e davanzali…
- La canzone “Unchained Melody” non è stata scritta appositamente per “GHOST“, ma deriva da un brano popolare arrangiato da Alex North e scritto da Hy Zaret. Perfino Iva Zanicchi ne cantò una versione in italiano nel lontano 1968, con il titolo “Senza Catene”. Tra i diversi cantanti che la ebbero in repertorio, anche Elvis Presley che la eseguì in un suo concerto nel 1977, sei settimane prima di morire.
- La filastrocca cantata da Sam (Patrick Swayze) per convincere Oda Mae Brown (Whoopi Goldberg) ad aiutarlo, “Son Enrico VIII chi più re di me” è stata composta nel 1910 da due musicisti inglesi, Fred Murray e R.P.Weston. Qui trovate i versi in inglese.
La versione doppiata in italiano è “Sono Enrico VIII, il re Enrico VIII, chi più re di me? Voglio impalmar una vedova sconsolata che sette volte s’è già sposata. Ogni marito è Enrico, Enrico. Non vuole William o Sam per Signor. Son il suo ottavo Enrico. Enrico VIII, chi più re di me? Enrico VIII, il re dei re“ - Patrick Swayze è morto a 57 anni nel 2009 per cancro al pancreas

[…] Ghost – Fantasma […]
[…] perché nel 1995 la faccia della Moore era ancora troppo legata alla Molly Jensen di “Ghost” e immaginare uno sbaciucchiamento con sofà in mano non sarebbe stata una grande idea, […]
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