mercoledì 21 luglio 2010

THE BOX FILM La recensione

The Box, nuovo film di Richard Kelly, è un thriller fantascientifico, ispirato ad un racconto breve di Richard Matheson. Avrà mantenuto le promesse? Ecco la recensione e spiegazione.

the+box+il+filmFilm: The Box
Titolo originale: The Box
Nazionalità: USA
Anno: 2009
Durata: 115 minuti
Genere: fantascienza, thriller, horror
Regia: Richard Kelly
Ispirato al racconto "Button button" di Richard Matheson
Sceneggiatura: Richard Kelly
Fotografia: Steven Poster
Musiche: Win Butler, Régine Chassagne, Owen Pallett
Scenografia: Alexander Hammond
Cast: Cameron Diaz, James Marsden, Frank Langella, James Rebhorn, Holmes Osborne, Sam Oz Stone

Al cinema: dal 21 luglio 2010


The Box Trama


1976, Massachusetts: I coniugi Arthur (James Marsden) e Norma Lewis (Cameron Diaz) si arrabattano con i problemi quotidiani: il contratto di insegnante di Norma volge al termine, mentre Arthur ha progettato per la NASA la videocamera per la missione Viking su Marte. Un giorno Arlington Steward (Frank Langella), un enigmatico individuo sfigurato da un fulmine, consegna alla coppia una scatola di legno e vetro con un pulsante. Se decideranno entro 24 ore di premere quel pulsante riceveranno un milione di dollari, in cambio qualcuno che loro non conoscono morirà. Ma dietro quella proposta c'è ben altro....

The Box Trailer




The Box C'è un regalo per te Recensione


Con il film The Box Richard Kelly mette mano al racconto breve di Richard Matheson e combina un disastro, non salvato nemmeno dai bei visi di Cameron Diaz e James Marsden prestati al thriller.

La tentazione in una scatola


E se nell'Eden il serpente avesse proposto ad Adamo ed Eva di premere un anonimo pulsante anziché mangiare una mela, come sarebbe andata? Alcuni registi esordiscono con un buon film e poi passano la vita ad inseguire la loro fama. Sembra essere questo il destino di Richard Kelly, già reduce da un mezzo flop come Southland Tales, e che per The Box non può nemmeno scaricare altrove la responsabilità di una sceneggiatura confusa, sconnessa e a tratti ridicola, avendoci messo la sua firma.

Bisognerebbe smettere di valutare un regista su un solo film riuscito e accampare un campionario di scuse per giustificare certi macelli.

Perché volete vedere The Box? Se il motivo è Cameron Diaz in un thriller, è carina ma non fa ansimare granché; se sperate in un altro Donnie Darko cambiate programma; se vi piaceva il racconto di Matheson rischiate di strapparvi i capelli, se amate i i thriller portatevi un buon cuscino.

The Box - C'è un regalo per te


Le caratteristiche del film visionario e crepuscolare ci sono ma spesso The Box sembra un misto tra il peggio di Segnali dal Futuro e il peggio di Lost.
Esistono comprensibili motivi per cui sia necessario aggiungere quando si trasporta sul grande schermo un racconto breve, a volte si allunga con whisky a volte con acqua, a volte con entrambi ottenendo risultati imprevisti.

The Box versione Kelly scarseggia di idee e, ripiegando su elementi tipici di altri registi (perfino Spielberg...), li inserisce senza capo né coda. In più commette l'errore di voler seguire più di un sentiero contemporaneamente dimenticando che solo uno è quello giusto.

Il massimo del ridicolo viene raggiunto con un monolito d'acqua (con sorpresa) in camera da letto, che fa tanto 2001 Odissea nello spazio. In effetti quale film di fantascienza che si rispetti non ha un bel monolito new age?

Non parliamo della assurda scena con James Marsden in biblioteca, dei dialoghi fuori luogo ovunque, pieni di nonsense che nemmeno Alice nel Paese delle Meraviglie..., poi c'è qualche sequenza alla Villaggio dei Dannati, altre da Invasione degli Ultracorpi, insomma se volete un film serio e pieno di suspence, ma anche solo una rielaborazione intelligente di elementi fanta-horror, potreste essere seriamente "tentati" di chiedere il rimborso del biglietto.

I profani si consolino perché non c'è bisogno di aver letto il racconto per capire che siamo di fronte a 115 minuti di nulla.

Per l'ambientazione, saremmo pure nel 1976 ma non bastano due basettoni a Marsden, qualche mustacchio vagante e i vecchi servizi sul Viking per tornare agli anni '70, perciò il compito di ricreare le atmosfere di quegli anni tocca ad abbigliamento, e fotografia stile "polaroid".

Commento finale The Box C'è un regalo per te


Kelly vaga per le campagne e per la NASA, il problema è che lo seguiamo speranzosi che ci dia un segno, qualcosa, che dimostri che non abbiamo perso tempo. Io non ho visto questi segni, però ho apprezzato il fegato che hanno avuto gli attori a recitare in scene per le quali non sembra esistere nel montaggio un punto decente in cui inserirle.
Per la categoria insulsaggini vince la scena del piede a scuola, che dimostra cosa succede quando si corteggia l'enigma per puro egocentrismo.

Pur come film visionario The Box è davvero troppo, assomiglia più ad una inconsapevole presa in giro, con una morale fatta spiegare da Jean Paul Sartre e un discorso della tentazione affrontato senza la capacità né la volontà di creare un minimo di tensione o di partecipazione.

Per quanto sia di animo buono, mentre guardavo il film mi chiedevo se Kelly si era accorto della ciofeca che stava confezionando, perché pur guardandolo come film a sé stante non bastano due richiami a Lynch per portare a casa la pagnotta.

The Box è un film né carne né pesce, che non sviluppa nulla di ciò che imposta, non dà risposte ma non si capiscono nemmeno le domande, accenna appena il tema del sacrificio a scapito degli interessi personali con un pallido alone di speranza, mentre senza speranza appare la carriera di Kelly, che forse rimembra ancor i wormhole di Donnie Darko.

Purtroppo non si salva nemmeno il colpo di scena finale, in quanto viene maldestramente anticipato da una battuta 90 minuti prima lasciando poi gli attori, e gli spettatori, annaspare in un mare di scemenze per oltre un'ora sperando che qualcuno, nella sua somma misericordia, prema il bottone con su scritto "Fine".

Davvero, se volete vedere una dignitosa storia su una scatola con un pulsante, vi consiglio l'episodio "la Pulsantiera" di "Ai confini della realtà" basato sullo stesso racconto di Matheson, ma con Brad Davis e una marcia Mare Winningham a cui augurare una degna fine.

Per la serie: quando l'acqua scarseggia la papera non galleggia.

Voto personale: 4.0



Curiosità


  • Lo sconquasso ha portato 2 nomination al Saturn Award, Miglior film Horror (???) e Miglior attore non protagonista (Frank Langella)

  • In una particina anche Basil Hoffman, che nell'episodio Button button di Twilight zone interpretava Mr Steward

  • I personaggi di Arthur e Norma sono ispirati ai genitori di Kelly, la mamma aveva una deformazione al piede causata da raggi X, il padre lavorava alla NASA e co-progettò la videocamera usata per il Viking


Spiegazione The Box - Attenzione spoiler



  • La scatola col pulsante era un test, preparato per gli umani da individui non ben definiti a metà tra alieni e esseri divini. Questi esseri dovevano testare la capacità degli umani di rinunciare ai propri interessi per altruismo.
    Venivano scelte solo coppie con un figlio o una figlia, perché se la coppia sotto test avesse premuto il pulsante avrebbero dovuto affrontare un nuovo test per dimostrare la capacità di sacrificarsi per i loro cari.

  • Cosa succede alla fine? Avendo Norma premuto il pulsante si era dimostrata indegna perché interessata più ai soldi che alla vita di uno sconosciuto, il suo peccato era ricaduto sul figlio, che aveva perso vista e udito. A questo punto il marito, innocente non avendo premuto il pulsante, doveva scegliere se far ritornare il figlio normale uccidendo la moglie (ed estinguendo così il peccato) o godersi i soldi laciando il figlio disabile. Decide di uccidere la moglie

  • Mr Steward era umano ma essendo stato colpito da un fulmine, scaturito dall'antenna che collegava la Terra al Viking in missione su Marte, era diventato un messaggero divino-alieno.

  • Il percorso scelto da Arthur in biblioteca era quello giusto, a dimostrazione della maggiore virtù del personaggio rispetto a Norma. Per cui riceve come premio un breve tour nell'Aldilà

  • Gli alieni ogni tanto si impossessavano di qualche persona per interagire con gli umani, ma ciò causava la perdita di sangue dal naso sottolineata in diverse scene

  • La donna morta con una pallottola al cuore non era stata uccisa dalla pressione del bottone da parte di Norma, come credono, era stata uccisa dal marito della donna. Infatti loro erano stati la precedente coppia sottoposta al test della scatola, la donna aveva premuto il pulsante e quindi doveva scontare il peccato facendosi uccidere dal marito per riavere la figlia indietro sana e salva.

  • I committenti di cui parla Mr.Steward dovevano verificare se c'erano abbastanza persone così virtuose da superare il test della scatola, cioè capaci di rinunciare ai soldi per non avere sulla coscienza la morte di uno sconosciuto. In caso contrario, fine del mondo


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1 commento:

Cineserialteam ha detto...

Se hai visto Southland Tales, questo qui ti sembrerà una passeggiata.

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