mercoledì 1 luglio 2009

IL VENTO DEL PERDONO

Un vero festival del perdono questo film dove il curioso trio Robert Redford, Morgan Freeman, Jennifer Lopez dialoga in un dramma famigliare...con poco vento.

Il+Vento+del*PerdonoFilm: Il vento del perdono
Titolo originale: An Unfinished Life
Nazionalità: USA
Anno: 2005
Durata: 107 minuti
Genere: Drammatico
Regia: Lasse Hallström
Sceneggiatura: Mark Spragg, Virginia Korus Spragg
Fotografia: Oliver Stapleton
Musiche: Deborah Lurie
Scenografia: David Gropman
Cast: Robert Redford, Jennifer Lopez, Morgan Freeman, Josh Lucas, Becca Gardner, Damian Lewis


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Trama


Wyoming: In fuga dal violento Gary Winston (Damian Lewis), Jean Gilkyson (Jennifer Lopez) decide di prendere la figlia Griff (Becca Gardner) e tornare dal suocero Einar Gilkyson (Robert Redford), che non le ha mai perdonato la morte del suo unico figlio preferendo isolarsi nella sua fattoria ad accudire l'amico invalido Mitch (Morgan Freeman).
Mentre la determinazione della nipotina apre una porta nel cuore del vecchio cowboy, Gary è sulle tracce di Jean...



Recensione


Il due volte candidato al premio Oscar per il miglior regista, Lasse Hallström, dirige con "Il Vento del perdono" un melò rustico senza infamia e senza lode incentrato sul tema del perdono, la cui unica curiosità è suscitata dall'inedito trio di attori Robert Redford, Morgan Freeman, Jennifer Lopez.

Impostato sulla falsariga del precedente "Qualcosa di cui... sparlare" (Julia Roberts, Dennis Quaid, Robert Duvall), sempre dello stesso regista, che aveva dalla sua attori molto affiatati e dialoghi permeati da una giusta dose d'ironia del genere commedia, "Il vento del perdono" vira nel melodrammatico restando fin troppo a pelo d'acqua, presentando dialoghi abbastanza ininfluenti, svolgimento scontato a tratti lezioso e un perdono quanto mai prevedibile.

Robert+Redford+Morgan+FreemanQuando una sceneggiatura non propone guizzi ci si aspetta almeno una recitazione coinvolgente e di grandi confronti caratteriali, da questo punto di vista spicca la prestazione di Robert Redford che praticamente trascina da solo quasi buona parte del film con la sofferenza dell'anima di un personaggio che ha il suo alter ego nell'amico Mitch, ben sostenuto da Morgan Freeman, sofferente invece nel corpo.

A Morgan Freeman è riservato il ruolo del grillo parlante, che compensa con lunghi sguardi la scarsa autonomia fisica del suo personaggio. A lui toccano le due battute "Fin troppe persone si lamentano a torto di non avere avuto buone carte dalla vita" e "I morti perdonano i vivi", mentre Jennifer Lopez si aggira per l'ora e quaranta della pellicola come se fosse in visita sul set.

La fase in cui la bambina dovrebbe aprire il cuore del nonno è abbastanza poco sottolineata facendosi rubare spesso la scena dalle apparizioni di Morgan Freeman sotto porte e sul patio ("Siete una coppia gay") che contribuisce non poco al ravvedimento dell'amico, ma a dire il vero si capisce fin dalle prime scene che sotto lo sguardo ruvido di Robert Redford si cela il fuoco dell'amore di nonno, che dopo aver scoperto l'eredità vivente del figlio perduto non vede in fondo l'ora di liberarsi di pesante dolore.

La speranza che l'intrusione del cattivo in uno scenario così bucolico e stagnante, come la cittadina in cui si svolge la trama, porti un po' di movimento e consenta l'avvicinamento tra nuora e suocero viene tenuta viva per un po' ma per quanto sia simpatica la soluzione usata si rivela solo un allungamento di brodo e il finale mieloso toglie mordente.

Jennifer+Lopez+Robert+redfordDulcis in fundo un discorso apparentemente animalista nasconde un parallelo tra la figura di Einar e quella dell'orso che compare fin dalle prime scene, e che recita meglio della Lopez la quale è probabilmente troppo occupata a complimentarsi con sé stessa per essere riuscita a recitare con due premi oscar (Redford e Freeman) che a dare carattere al suo personaggio e vita alle battute che esclama.

Godibile da bambini e animalisti, oltre al grizzly Bart , a sua volta perdonato, sfilano anche un procione, gatti e vari animali della fattoria a cui forse a questo punto valeva la pena dare più spazio. A consolazione verdi paesaggi e la fotografia che li onora con una gradevole colorazione pastello.

In conclusione, al di là dell'esagerato titolo italiano da polpettone sentimentale, "Il vento del perdono" è una tranquilla passeggiata nella classica cittadina americana agreste dove tutti hanno i problemi ma si aiutano l'un l'altro e il lieto fine è dietro l'angolo.

Senza scene o battute indimenticabili, la storia è facilmente seguibile anche per chi perde qualche scena, un'occasione per rivedere un Robert Redford nel bravo vecchio cowboy sgualcito da dolore, mentre non convince i più esigenti per la mancata volontà di osare con un film che scorre fin troppo placido e tranquillo nella valle dei buoni sentimenti portando solo la presenza della coppia Robert Redford/Morgan Freeman sui bei paesaggi naturali del Wyoming che contornano le vicende.

Una pellicola che ha probabilmente un significato profondo per il regista che l'ha dedicata alla madre defunta, ma che non riesce a descriversi senza attingere in modo molto banale ad un vasto portafoglio di cliché obsoleti e scontati.

Per la serie: dramma familiare nel verde.

Voto personale: 5.5


Curiosità:
  • L'attore Damian Lewis è in tv protagonista del telefilm "Life", pubblicizzato come "Il dottor House buono", che narra le vicende di un detective di polizia molto zen uscito di galera dopo essere ingiustamente accusato di omicidio. Uscirà al cinema nel 2010 nel ruolo di Orlando con il film "Love and Virtue", basata su "La Chanson de Roland" e l'Orlando Innamorato. Tra gli attori anche John Malkovich e Peter O'Toole
  • Camryn Manheim, la cameriera della tavola calda, è attualmente nel cast della serie tv "Ghost Whisperer"
  • Originariamente il film era stato musicato da Christopher Young ("Spiderman 3", "The Uninvited", "Codice: Swordfish"), ma le sue musiche furono rifiutate e lui rimpiazzato con Deborah Lurie. Young è comunque accreditato nei titoli di coda come autore di musiche aggiuntive
  • Il film è dedicato a Karin Lyberg-Hallström e Britta Olin, mamme rispettivamente del regista Lasse e della consorte.
  • Il produttore Alan Ladd Jr. è figlio dell'attore Alan Ladd, famoso attore di western negli anni '40 e '50 ("Il Cavaliere della Valle solitaria"). Ha prodotto anche film come "Braveheart" (Oscar 1996 come miglior film) e "La Maschera di ferro"


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2 commenti:

annarita ha detto...

non l'ho visto, ma la tua recensione non mi spinge a rimediare!
buona giornata

Recenso ha detto...

@annarita
mio fratello mi ha chiesto di che parlava, gli ho raccontato solo la trama. Ha deciso di guardare altro
@Sacco
L'ho appena iniziato a usare quindi per ora non ti so dire com'è :-)

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