venerdì 12 giugno 2009

IDENTITA' Film

Nel film "Identità" John Cusack, Ray Liotta e Alfred Molina protagonisti di un thriller psicologico ai confini della realtà...

IdentitàFilm: Identità
Titolo originale: Identity
Nazionalità: USA
Anno: 2003
Durata: 90 minuti
Genere: Thriller; Horror
Regia: James Mangold
Sceneggiatura: Michael Cooney
Fotografia: Phedon Papamichael
Musiche: Alan Silvestri
Scenografia: Mark Friedberg
Cast: John Cusack, Ray Liotta, Amanda Peet, John Hawkes, Alfred Molina, Clea DuVall, John C. McGinley, Pruitt Taylor Vince, Rebecca De Mornay

DVD: Normale / Blu-Ray Disc


Trama


In una notte piovosa dieci estranei si ritrovano casualmente bloccati in un motel isolato del Nevada: una ragazza squillo (Amanda Peet), una coppia di giovani (Clea DuVall e William Lee Scott), un'attrice (Rebecca DeMornay) col suo autista (John Cusack), un poliziotto (Ray Liotta) che sta trasferendo un pericoloso prigioniero (Jake Busey), un uomo (John C. McGinley) con la moglie ferita (Leila Kenzle) e il figlio di lei, ovviamente il gestore (John Hawkes).
Tutti prendono una stanza per la notte in attesa che passi il temporale ma si ritroveranno nel bel mezzo di un incubo con un misterioso assassino che inizia a sterminarli uno ad uno come nel giallo di Agatha Christie "Dieci piccoli Indiani", lasciando ogni volta una chiave numerata quale angosciante conto alla rovescia.
Nel frattempo il Dr. Malick (Alfred Molina) tenta di evitare la pena capitale al suo paziente Malcom Rivers (Pruitt Taylor Vince) accusato di essere un pluriomicida...



Recensione


Dopo il drammatico "Ragazze interrotte" e la commedia fantastica "Kate & Leopold", James Mangold propone questo esercizio di stile a metà strada tra Hitchcock e "Ai confini della realtà" con un thriller dalla doppia linea narrativa che si ispira al classico giallo "Dieci Piccoli Indiani", intrappolando dieci personaggi in un motel figlio di "Psycho" con il classico sospetto gestore per poi virare nel thriller psicologico in maniera elegante e con una punta di horror, pur scadendo nel finale sarcastico tipico della serie "Alfred Hitchcock presenta" dove ciò che sembra non è.

identityPer chi ha già metabolizzato i predecessori nominati (io purtroppo sono tra quelli) la verità arriverà con largo anticipo utilizzando un pizzico di smaliziata riflessione, mentre per gli altri spettatori potrà essere deludente o sorprendente a seconda delle proprie aspettative. Qualcuno più tradizionalista potrebbe anche sentirsi preso in giro.

E in effetti una presa in giro lo è, ma di quella certa psicanalisi i cui professoroni pensano di conoscere e capire tutto, dimenticando che la mente umana è più complessa e imprevedibile di un'equazione matematica.

Un film molto carino pur nella sua ingenuità, riesce a creare il giusto grado di tensione con continui colpi di scena, anche macabri, arrivando ai confini dei romanzi alla Stephen King, con un cast ben assortito, dove primeggiano John Cusack, Ray Liotta e Amanda Peet, ma che coralmente interagisce dignitosamente mettendoci impegno e facendo anche sobbalzare, aiutato da un'atmosfera cupa e claustrofobica, dalle molte scene in penombra e da quella pioggia incessante che perseguita i personaggi per l'intera durata - e che verrebbe voglia di prendere a schioppettate...

Cast+IdentitàCome nei noti gialli nulla è casuale, tutto ha una spiegazione, la quale apparirà inaspettatamente lasciando spiazzati. Una volta che sarà stata svelata la verità e superata la sorpresa o l'indignazione, se avrete fatto attenzione allo svolgersi del racconto e imparato le regole del gioco, una risatina nascerà spontanea durante la prevedibilissima sequenza finale, quando una dimenticanza non sarà più tale...

Nonostante la sola ora e mezza di film, l'incalzare dei delitti aumenta l'angoscia, i protagonisti paiono davvero immersi in un incubo senza uscita e il modo migliore per godersi la storia è scegliersi un personaggio su cui puntare e lanciare i dadi...sperando di aver avuto fiuto.

Cosa manca? Che nella scena madre, seppur ben montata e recitata, diventa tutto così chiaro, troppo chiaro e "normale", mentre l'occasione sarebbe stata propizia per lasciare qualche dubbio nello spettatore e portarlo a vagare ancora per le campagne, oops, per il motel, approfondendo maggiormente i segreti e le personalità dei vari personaggi, valeva cioè la pena di allungare la durata e proporre un finale non così chiuso.

E' l'illusione che sconfina nella realtà ma resta pur sempre confinata all'illusione del cinema invece di seminare qualche affascinante dubbio nello spettatore, come ad esempio riesce un altro thriller poco noto (ma di stampo fantascientifico invece che psicologico) "Il Tredicesimo piano".

John+Cusack+Ray+LiottaNonostante una spiegazione che rassicura fin troppo lo spettatore, "Identità" è comunque un thriller molto intrigante, un gioiellino forse poco conosciuto dove gli attimi di paura si stemperano nella catarsi della rivelazione finale, da vedere sicuramente soprattutto se siete amanti del genere o dei giochi di ruolo.

E' consigliato però vederlo in compagnia di altri adulti perché sarà molto più divertente giocare a indovinare chi sarà la prossima vittima, scovare il killer o capire cosa realmente sta succedendo sotto la pioggia...e poter chiedere qualche spiegazione se non si sarà compreso tutto.

Per la serie: Niente è come sembra.

Voto personale: 7+


Curiosità:
  • Pruitt Taylor Vince ha nel curriculum film come "Mississippi Burning - Le radici dell'odio", "JFK - un caso ancora aperto", "La leggenda del pianista sull'oceano"; nel 1997 ha vinto un Emmy Award per l'interpretazione in "Murder One" ed è apparso in teleflm di successo come "Dr. House", "X-Files", "C.S.I. - Scena del Crimine"
  • Jake Busey era anche nel cast di "Contact", con Jodie Foster, sempre nel ruolo di cattivo. Lui e suo fratello, Gary, sono spesso arruolati come cattivi, meglio se psicopatici
  • James Maingold nel 2007 ha diretto il remake del western "Quel treno per Yuma" con Christian Bale e Russell Crowe.


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6 commenti:

fragola83 ha detto...

Bel film e bella recensione. Ray Liotta mi ha fatto morire quando ha detto 'e io gli sparo'!!!! :-D
Come hai fatto a capire chi era il killer?

dylandave ha detto...

Scusa vado off topic anche io per risponderti alla tua richiesta su Acquitrini. Ok per lo scambio link! Ti inserisco subito. A presto

Recenso ha detto...

Ciao fragola83 e grazie per i complimenti.
Per me purtroppo è stato facile perché ho visto troppi film e telefilm simili, perfino in Star Trek si trovano episodi con un soggetto simile ma era possibile capirlo anche senza uno "svezzamento"

SPOILER
la sceneggiatura proponeva due linee narrative, da una parte lo psicopatico che da bambino er stato abbanonato in un motel dove era avvenuta una strage e aveva personalità multiple, lui parla di sua madre che era una prostituta (e uno dei clienti del motel è una squillo che quella che sembra sopravvivere). Tra i clienti c'è anche un bambino e subito inizia una strage, uccisioni molto violente come quelle che avvengono nel motel.
Se presenti due linee narrative in un film è ovvio che devono essere collegate in qualche modo quindi resta da indovinare come.
Si potrebbe pensare che il regista ci stia facendo vedere l'evento traumatico che aveva segnato il bambino, ma i nomi non coincidono, lui si chiama Malcom e il bambino Timmy, poi si vede che è ambientato nel presente e non nel passato e inoltre c'è questa pioggia che si sente e si vede in entrambe le linee quindi sono eventi che accadono nella stessa notte.
Anche lungo il film viene ripetuta la storia delle tante personalità, stranamente questo motel non aveva clienti poi se ne ritrovano 10 in un colpo, sì le coincidenze ma in dieci piccoli indiani le vittime erano stato convocate dall'assassino e dev'essere così anche qui.
E poi quel sapore di irrealtà che si respirava nel motel, sembrava quasi una piece teatrale.

E' ovvio che il regista vuole far capire la soluzione, altrimenti si sarebbe tenuto lo psicopatico per ultimo invece di introdurlo subito e allora sì che sarebbe stato impossibile da capire, ma sfrutta il meccanismo secondo il quale lo spettatore tende a pensare ai personaggi come reali, come persone e non come parti della fantasa di uno dei personaggi.
In "beautiful mind" c'è un escamotage di questo genere e infatti si casca più facilmente nel tranello perché Ron Howard presenta Nash come persona ipoteticamente sano di mente e solo dopo viene svelato che è schizofrenico
In questo film invece si vede perfino che i corpi spariscono, il che acuisce la sensazione di illusione.
Per quanto riguarda il bambino, mi aspettavo che fosse l'assassino, in fondo non abbiamo visto entrare in macchina e nei gialli bisogna trovare il più insospettabile. Inoltre in una scena lui addirittura vuole uscire da solo dalla stanza e lo fanno andare! Ma come? Un killer in giro e tu fai andare da solo un bambino senza accompagnarlo dopo che hai visto che tutte le vittime erano state uccise mentre si trovavano da sole?
Il bambino era la vera personalità del killer, era rimasto talmente impressionato dalla vera strage nel motel che era rimasto bloccato là, quindi era davvero cattivo e lo psichiatra si sbagliava di brutto. In una delle inquadrature iniziali viene perfino evidenziata la parola "evil", cioè il male....
FINE SPOILER

Recenso ha detto...

@dylandave
Grazie a te! Ho ricambiato :-)

Asgaroth'sMidnight ha detto...

molto daccordo! anche a noi è piaciuto molto, semplice ma efficace. se guardato senza aspettative o pretese è sicuramente una pellicola piacevole ed intrigante, con un finale se non proprio sconvolgente o inatteso, per lo meno interessante.

*Asgaroth

Recenso ha detto...

Sì, assolutamente da vedere e poi è uno spasso immaginare chi può essere l'assassino. Grazie per il commento :-)

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