L’Alba del Pianeta delle Scimmie appassiona con la interpretazione di Andy Serkis, ormai Cesa-Re della performance capture, e si avvale di una trama con spunti realistici per raccontare come si è arrivati al predominio scimmiesco sulla Terra, idea bomba che avviò nel 1968 la saga del Pianeta delle Scimmie, di cui questo film è un degno Prequel-Reboot.
Trama, trailer, recensione e curiosità sul film, inoltre il backstage.

Film L’Alba del Pianeta delle Scimmie
Titolo originale: Rise of the Planet of Apes
Nazionalità: USA
Anno: 2011
Durata: 105 minuti (1h 45′)
Genere: fantascienza, drammatico
Regia: Rupert Wyatt
Sceneggiatura: Amanda Silver, Rick Jaffa, Jamie Moss
Fotografia: Andrew Lesnie
Colonna sonora: Patrick Doyle
Attori del Cast: James Franco, Freida Pinto, Andy Serkis, John Lithgow, Chelah Horsdal, Tom Felton.
Prequel-Reboot de: Il Pianeta delle Scimmie.
Uscito al cinema dal: 23 settembre 2011
TRAMA
Il dottor Will Rodman (James Franco) ricerca alacremente una cura per l’Alzheimer, morbo da cui è affetto suo padre (John Lithgow) e sembra averla trovata nel virus Alz-112, ma un incidente con una scimpanzé trattata con il virus fa sospettare che causi aggressività. Il direttore del laboratorio di ricerca (David Oyelowo) decide non proseguire i test e fa abbattere tutte le scimmie. Rodman scopre che la scimpanzé, uccisa, aveva appena partorito un cucciolo e decide di nasconderlo in casa sua, dandogli come nome Cesare (Andy Serkis). Lungo la crescita, Cesare rivela un’intelligenza stupefacente che porta Rodman a concludere che l’Alz-112, dato alla madre di Cesare prima di partorirlo, funziona. Ma il piccolo inizia a chiedersi chi sia e quale sia il suo posto nel mondo, venendo anche a contatto con la realtà violenta degli umani. Un incidente causa la sua reclusione in un centro che si rivela più simile ad una prigione: le scimmie vengono quotidianamente maltrattate e torturate per cattiveria da un inserviente (Tom Felton). Cesare, troppo intelligente per essere una scimmia e troppo diverso per riuscire a integrarsi con gli umani, decide di cambiare le cose ribellandosi. Ma è solo l’inizio dell’evoluzione.
TRAILER
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RECENSIONE L’ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE
Astronauti dispersi durante una missione spaziale atterrano su un pianeta dominato dalle scimmie, organizzate nelle caste di Gorilla, Oranghi e Scimpanzé, mentre gli esseri umani sono poco più che animali.
Iniziava così il film Il Pianeta delle Scimmie, cult del 1968 basato sull’omonimo romanzo scritto da Pierre Boulle. L’idea fantascientifica alla base del soggetto consisteva nel ribaltamento evolutivo tra uomini e scimmie, dove la prima specie veniva cacciata e vivisezionata dalla seconda con la stessa grettezza con cui oggi lo fa la specie umana con le altre. Fu talmente scioccante nella sua originalità, che nessun altro avrebbe mai più potuto fantasticare di scimmie senzienti e umani bestie senza riferirsi al romanzo. La serie cinematografica procedette per ben cinque film collegati che, giocando con paradossi temporali e infinita regressione, descrivevano come le scimmie si evolvettero conquistando la Terra in una sorta di autoprofezia.
La serie, povera di effetti speciali ma ricca di spunti di riflessione sulla natura umana, divenne presto cult.
L’Alba del Pianeta delle Scimmie racconta proprio l’inizio dell’evoluzione scimmiesca che porterà nel futuro al ribaltamento tra le due specie.
L’ALBA DELLA SAGA DELLE SCIMMIE
In un panorama cinematografico dove le nuove idee scarseggiano e si ripiega su remake e reboot di qualunque cosa, alla notizia di un prequel reboot de “Il Pianeta delle Scimmie” non ero per niente contenta. La maggioranza dei remake di film cult si rivelano essere solo sciacqui tentativi di sfruttare il titolo e la fama del progenitore per attirare spettatori al box office. Basta pensare al remake de “Il Pianeta delle Scimmie” diretto da Tim Burton nel 2001, che merita di essere ricordato solo per il cattivo interpretato da Tim Roth, il cameo di Charlton Heston truccato da scimpanzé e la inquietante somiglianza della “scimpanzé” Helena Bonham Carter con Michael Jackson ultima versione.
Nel frattempo, la regia del film veniva affidata ad un semisconosciuto Rupert Wyatt, che come lungometraggi aveva diretto solo The Escapist nel 2008, una storia ambientata in una prigione. Infine, contrariamente ai predecessori, fu deciso di non costringere gli attori a recitare sotto chili di trucco scimmiesco in un costume peloso, ma di affidarsi alla Weta Digital, che avrebbe trasformato l’attore Andy Serkis nello scimpanzé Cesare sfruttando la performance capture.
Contrariamente a Gollum e King Kong, due personaggi interpretati sempre da Serkis in performance capture, stavolta Cesare sarebbe stato il vero protagonista del film. Avevo seri dubbi sulla riuscita dell’impresa, in quanto l’animazione al computer ha l’annoso problema di non riuscire mai a rendere il peso dei personaggi durante le acrobazie, problema che questo film non risolve. Lo si nota nelle sequenze in cui è stato necessario ricreare le scimmie completamente al computer per la palese impossibilità degli attori umani nell’eseguire salti e giravolte tra un albero e l’altro.
Oltre a ciò, l’affetto che lega gli appassionati della vecchia saga è sicuramente un handicap per un qualsiasi remake.
L’Alba del Pianeta delle Scimmie, invece, riesce a soddisfare i vecchi fan, conquistarne di nuovi e farsi perdonare i buchi della sceneggiatura lasciando la voglia di rivederlo ancora.
ANDY SERKIS È CESARE
Stavolta Andy Serkis e la Weta Digital si sono superati e, sebbene sia quasi scontato pensare che il film vincerà facilmente l’Oscar 2012 per i migliori effetti speciali, sembra ancor più una grande ingiustizia che gli attori in performance capture non possano concorrere anche per la migliore interpretazione. Cesare è molto più vivo ed espressivo di Gollum e King Kong, si stenta a credere che gli attori recitino con una scimmia disegnata al computer, tanto è difficile scorgere l’intervento della grafica durante le interazioni con gli umani nelle scene alla luce del giorno, ad esempio quando il piccolo Cesare salta in braccio a James Franco.
Anche per chi sa come andrà a finire, o proprio perché sa, il film aiuta a stabilire un legame empatico con quell’allegro cucciolo di scimpanzé superdotato mentre scopre il mondo dalla finestra di una soffitta, a partecipare del suo entusiasmo alla vista della grande sequoia, a soffrire con lui nella parte drammatica sperando che qualcuno accorra in suo aiuto, fino poi arrendersi all’ineluttabilità del destino.
Ne L’Alba del Pianeta delle Scimmie, Andy Serkis tratteggia un Cesare dal carattere fiero e paziente simile al personaggio già interpretato a suo tempo dal bravo Roddy McDowall (film 1999 – Conquista della terra del 1972 e Anno 2670 ultimo atto, del 1973), ma ne amplifica l’intima disperazione di una creatura che non trova posto né tra le scimmie né tra gli umani. E la sua scelta è senz’altro da persona intelligente.
LA SCENEGGIATURA
Come detto, la sceneggiatura de L’Alba del Pianeta delle Scimmie non è priva di pecche, con passaggi troppo veloci e non chiariti, ma il regista preferisce sorvolare sulle fasi scontate per farci seguire l’evoluzione personale di Cesare. Il fulcro del discorso non è appurare se si può crescere una scimmia in casa e portarla a passeggio all’aperto senza che le autorità facciano due indagini, o quanto sia facilone il direttore dei laboratorio di ricerca, ma constatare la cattiveria, la compassione, il timore e il terrore che una scimmia intelligente incute negli esseri umani.
L’Alba del Pianeta delle Scimmie spiega bene, al contrario della vecchia saga, come potevano essere riuscite le scimmie a evolversi in così pochi anni, quando per gli esseri umani ci sono voluti milioni di anni.
Lo spunto fantascientifico, il virus per curare l’alzheimer, non è neanche tanto fantascientifico ed è fin troppo facile pensare, come fa il mensile Focus nel numero di ottobre, che, se il cervello umano ha raggiunto i limiti della sua evoluzione, in un futuro non troppo remoto si potrebbe decidere di migliorare geneticamente le altre specie.
Ancora, come potrebbe uno sparuto gruppo di scimmie arrivare a dominare l’intero pianeta alla faccia gli esseri umani? Il film pone le basi per rispondere anche a questo quesito.
Oltre a ciò, Wyatt si rivolge ai nuovi fan perché sfrutta le tecnologie moderne per farci volteggiare con Cesare nelle sue spericolate acrobazie grazie a calcolati movimenti di camera, ispirandosi ai migliori prison movies nella parte sotto la cupola, e regalando una indimenticabile sequenza di guerriglia urbana sul Golden Gate Bridge di San Francisco; ma si rivolge anche agli esigenti fan della prima ora, punteggiando le scene con riferimenti e omaggi alla serie del 1968 in modo da ottenere un film rispettoso dello stile e della mitologia del Pianeta delle Scimmie e spunti per l’eventuale sequel. Wyatt è riuscito a raccontare una storia che tutti conosciamo come se fosse nuova. Sappiamo già come reagì Cesare secondo la mitologia della saga, eppure quando accade davvero riesce a far venire i brividi. Il regista è riuscito ad evitare l’errore fatto da J.J. Abrams nel reboot di Star Trek, non ha snaturato i personaggi per piegarli alle esigenze del box office.
SCIMMIE VS UMANI
Se le scimmie sono le vittime, i protagonisti umani dell’Alba del Pianeta delle Scimmie sono divisi tra compassione e timore, come afferma la veterinaria interpretata da una decorativa Freida Pinto. Un vasto campionario di difetti umani è rappresentato dal direttore del laboratorio, che pensa solo al guadagno, dal villain della cupola-prigione interpretato da un sempre odioso Tom Felton, con tanto di fratello ritardato e padre corrotto, dal vicino di casa irascibile e perfino dall’egoismo dello scienziato, interpretato da James Franco, che vuole trovare ad ogni costo una cura per l’Alzheimer. Quest’ultimo però fa anche parte dei buoni ma, sebbene la sua bontà lo spinga ad adottare Cesare, sconfina spesso nella debolezza e nella incapacità di agire: due caratteristiche degli umani inselvatichiti del Pianeta delle Scimmie. Unico assolto, il padre malato di Alzheimer, il sempre bravo John Lithgow, rivelatosi il solo che abbia sempre considerato e trattato Cesare come persona e parte della famiglia senza riserve.
COMMENTO FINALE
L’Alba del Pianeta delle Scimmie non è il classico film candidabile solo per l’Oscar per gli effetti speciali, anzi, merita senz’altro di entrare nella rosa dei candidati all’Oscar 2012 anche come miglior film, migliore regia e migliore colonna sonora. Da vedere senz’altro.
Per la serie: Cesare è davvero a casa.
Voto personale: Indimenticabile
Curiosità
- L’Alba del Pianeta delle Scimmie non è in 3D.
- Sono moltissimi i riferimenti-omaggi alla saga originale delle scimmie. In particolare L’Alba del Pianeta delle Scimmie è anche una sorta di remake del film “1999 – Conquista della Terra”, quarto film della vecchia saga. Esso comprendeva anche una lunga sequenza di guerriglia urbana tra scimmie e umani.
- Nella vecchia saga, Cesare era uno scimpanzé nato con una intelligenza superiore in quanto partorito da scimmie venute dal futuro. Sua madre (Zira) fu uccisa e lui fu salvato dalla morte e cresciuto come un figlio dal proprietario di un circo che amava molto gli animali (interpretato da Ricardo Montalban). Il tema della compassione e della pietà verso le altre specie ricompare anche in questo reboot.
- In una scena del film, al telegiornale passa un servizio sull’arrivo dell’astronave Icarus diretta verso Marte, che i giornali annunceranno essere sparita. Icarus era uno dei nomi proposti per l’astronave in cui viaggiavano i tre astronauti de Il Pianeta delle Scimmie (uno di loro era interpretato da Charlton Heston). Nel film del 1968 l’astronave spariva nello spazio e riatterrava sulla terra del futuro remoto.
- Il personaggio interpretato da Tom Felton si chiama Dodge Landon. Dodge e Landon erano i nomi dei due astronauti che nel film del 1968 parteciparono alla missione spaziale con il colonnello Taylor (interpretato da Charlton Heston)
- L’animazione di Cesare appena nato è stata ottenuta riproducendo i movimenti di un vero scimpanzé neonato.
- Finora Andy Serkis ha interpretato tre personaggi in performance capture: Gollum de Il Signore degli Anelli, King Kong del film di Peter Jackson e ora Cesare.
- Il nome “Cesare” è ispirato a Giulio Cesare, generale dell’Antica Roma. Cesare usa un fascio di bastoni per spiegare all’orango Maurice che le scimmie unite insieme sono più forti di una sola. Nell’Antica Roma, il fascio simboleggiava per l’appunto autorità
- L’orango Maurice deriva il suo nome dall’attore Maurice Evans, che nel film del 1968 interpretava il dottor Zaius
- Quando Cesare gioca col puzzle della Statua della Libertà è un riferimento a Il Pianeta delle Scimmie (1968)
- Prima di Rupert Wyatt, per la regia furono valutati i nomi di altri registi, tra cui Kathryn Bigelow.
- Charlton Heston compare in cinque film delle scimmie. Oltre a Il Pianeta delle Scimmie e l’Altra faccia del pianeta delle scimmie, compare in un flashback in Fuga dal Pianeta delle Scimmie (1971), recita in un cameo nel remake di Tim Burton (2001). In L’Alba del Pianeta delle Scimmie compare alla tv, prima in una scena del film “Il tormento e l’estasi” e poi in una seconda scena da “I 10 comandamenti“.
- Tobey McGuire (Spiderman) avrebbe dovuto interpretare il ruolo dello scienziato, ma propose diverse modifiche alla sceneggiatura in modo da ampliare la sua parte. La produzione decise allora di preferirgli James Franco, suo co-protagonista proprio nella serie Spiderman.
- C’è una curiosa somiglianza tra il nome di James Franco e quello di James Franciscus, coprotagonista de L’Altra Faccia del Pianeta delle Scimmie (1970) assieme a Charlton Heston.
- Cesare adulto indossa un giubbetto rosso e pantaloni scuri. Anche il Cesare de “1999 – Conquista della Terra” vestiva allo stesso modo
- Quando è nella sua gabbia, Cesare disegna sulla parete un cerchio con quattro archi al suo interno. E’ la forma della finestra della soffitta della casa di Will, da cui lo scimpanzé osservava il mondo.
- Come altri film famosi, Il Pianeta delle Scimmie del 1968 dal 2001 è nell’elenco dei film conservati nel National Film Registry degli Stati Uniti, ovvero nell’archivio dei film considerati culturalmente, storicamente o esteticamente significativi.
BACKSTAGE L’ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE: DIETRO LE QUINTE DI CESARE
Come è stato realizzato l’alba del pianeta delle scimmie?
In questo video vediamo il making of digitale di Cesare e delle altre scimmie. Gli attori hanno dovuto recitare con un elmetto che gli reggeva la telecamera praticamente in faccia, per registrare in dettaglio le loro espressioni facciali. In alcune scene, quando il braccio della telecamera urtava qualcosa, è stato necessario animare la faccia delle scimmie solo al computer. Inoltre gli attori hanno dovuto indossare speciali protesi per allungare le braccia in modo da simulare la camminata da primate, ma quando dovevano saltare ostacoli, durante le scene d’azione, istintivamente si staccavano le protesi e saltavano normalmente.
Potete guardare il video qui.

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[…] dei film L’Alba del Pianeta delle Scimmie, prequel di una nuova saga delle scimmie intelligenti […]
Bell’articolo… come tutti gli altri! 😀
Condivido i tuoi pareri, ho visto il film settimana scorsa. L’ho gradito.
Luca
@Luca
Grazie per il commento 🙂
mi hai fatto venir ancora più voglia di vederlo 😀 non dovevo leggerti XD XD
@g3cko
Io l’ho già messo nella lista dei dvd da comprare, spero in molti extra
Mi levo il cappello davanti ad una recensione così accurata e ben fatta!!
Anche io ero assai scettica all’inizio, soprattutto perché, a parte il brutto film di Burton, del Pianeta delle Scimmie non conoscevo nulla.
Mi sono ricreduta, per fortuna, e L’alba mi è piaciuto molto. Non lo classificherei come indimenticabile ma è sicuramente un film ben fatto, e Serkis e Litghow sono eccelsi!
@il bollalmanacco di cinema
Un piacere vederli recitare 🙂
Grazie per la visita
Mi trovo pienamente d’accordo con la recensione. L’alba del pianeta delle scimmie è un film che cattura dalla prima all’ultima scena.
Peccato non averlo potuto vedere in 3D
Ottima recensione. Come dire tutto e bene. Comunque la serie dei “pianeti delle scimmie” mi piace.
ciao, innanzitutto grazie per aver visitato il mio sito! Sono molto interessanti queste recensioni, credo proprio che ti seguirò!!
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