venerdì 26 giugno 2009

BREACH - L'Infiltrato. Recensione

Nella spy story del film "Breach - L'Infiltrato" la più grande breccia nei servizi segreti americani raccontata nell'incastro tra gli attori Chris Cooper, Ryan Phillippe e Laura Linney con tre modi di intendere la missione della spia.

Breach+L+InfiltratoFilm: Breach - L'infiltrato
Titolo originale: Breach
Nazionalità: USA
Anno: 2007
Durata: 110 minuti
Genere: Thriller; Spionistico
Regia: Billy Ray
Sceneggiatura: Adam Mazer
Fotografia: Tak Fujimoto
Musiche: Mychael Danna
Scenografia: Wynn Thomas
Cast: Chris Cooper, Ryan Phillippe, Laura Linney, Dennis Haysbert, Caroline Dhavernas, Gary Cole

Compra il DVD: In Offerta

Trama


20 febbraio 2001: Il direttore dell'FBI annuncia alla nazione americana l'arresto della più grande spia mai scoperta della storia dei servizi segreti americani.
Proprio due giorni prima era scattata la trappola per inchiodare Robert Hanssen (Chris Cooper), un sedicente patriota alle soglie della pensione, apparentemente tutto lavoro, famiglia e chiesa, che per oltre 20 anni aveva tradito il paese comunicando ai russi informazioni segretissime e nomi di agenti americani infiltrati. Nessun piano particolare, solo l'agente in prova Eric O'Neill (Ryan Phillippe) che era riuscito ad aprire una breccia nel gelido superiore.....



Recensione


Il regista Billy Ray, prima del recente "State of Play" che tratta di un complotto in ambito giornalistico, e dopo aver orchestrato il Jodie Foster show in "Flightplan - Mistero in volo", nel 2007 dirige "Breach - L'infiltrato" una spy-story basata su una storia vera e accaduta poco prima dell'11 settembre, sulla scoperta e relativa chiusura della più grave breccia aperta nella sicurezza americana, giocando sulla contrapposizione tra due caratteri molto diversi.

Da un lato, il freddo e enigmatico Robert Hanssen, spia veterana e insospettabile dell'FBI, dalla doppia faccia come Giano: quella pubblica che concilia patriottismo, dedizione per la famiglia e devozione verso la Chiesa, e quella privata di gelida spia che, senza mai chiarire perché, consegnò ai russi piani segreti e i nomi di circa 50 infiltrati americani, causando danni per miliardi e un'atmosfera di instabilità all'interno del Bureau.

Breach+Chris+CooperIl vecchio Hanssen, forse usurato da tanto doppiogiochismo o stanco di mancati riconoscimenti sia come patriota che come spia, è ben interpretato nelle sue varie sfaccettature da Chris Cooper, che presta il suo volto disfatto e granitico a questa personalità indecifrabile, che ancora oggi resta un mistero.

Antagonista efficiente e convincente il giovane Ryan Philippe, a cui tocca il ruolo del giovane aspirante agente appena sposato e con tanti valori ma abbastanza psicologo da riuscire a entrare nell'universo di Hanssen battendo il tasto dell'unica cosa che scopre di avere in comune, il sentimento religioso.

Un'indagine nella vita reale richiede tempo, pazienza, perciò il ritmo è lento, nessuna scena d'azione per chi desidera una spy-story hollywoodiana, nessuna partita al gatto e al topo come in "The Departed" di Scorsese, nessuna promessa infranta come in "Flightplan".

In "Breach" il regista organizza in sequenze una sceneggiatura di tipo intimistico basata sulla costruzione di un inaspettato rapporto di stima e rispetto che nasce tra i due personaggi e che inevitabilmente prelude alla delusione finale di entrambi, l'uno schifato in generale dalla vita e dalla cecità di un sistema che si pone come un baraccone di procedure e formalità piene di squarci pronti solo da mostrare, l'altro che, dopo il viaggio nella doppiezza del suo lavoro, si renderà conto di quale sia la sua vera strada.

Ryan+PhilippeIn realtà i confronti sono due, alternati sui tre personaggi di cui il giovane è il collegamento: abbiamo Eric l'aspirante agente, che rappresenta una versione idealizzata dei servizi segreti, come dovrebbero essere; poi c'è Hanssen la spia, una deviazione che indica come potrebbe trasformare in peggio questa professione; infine Kate (una brava Laura Linney) l'agente che comanda le indagini, che testimonia com'è realmente questa professione.

Con questo escamotage narrativo, oltre alla ragnatela in cui si cala sempre più la spia, la sceneggiatura mostra anche i due veri "perché" della scelta del giovane.

Colorato da una fotografia crepuscolare anche negli esterni, che sfrutta sapientemente i corridoi dell'FBI e i claustrofobici uffici, teatro dell'indagine, la storia si svolge tra continui confronti a ridosso dell'attentato alle Twin Towers, dove questa breccia può essere l'infausto presagio di un periodo oscuro all'orizzonte.

Difatti il regista propone una vicenda che non vede vincitori, in qualche modo tutti perdono qualcosa, che sia la libertà, la sicurezza, l'integrità, portando in primo piano la necessità di rivedere i propri ideali assieme all'intero sistema di sicurezza americano.

Laura+LinneyGli attori fanno il loro dovere e, sebbene girata con un ritmo lento e meditativo che si rianima solo in pochi sussulti, la storia prende e il film si fa piacevolmente seguire, riuscendo ad esporre in modo abbastanza esauriente i dilemmi che affonta il giovane agente, tralasciando però un maggiore approfondimento dell'enigmatica personalità della spia, che, troppo vecchia per non voler sperare nella rettitudine del giovane, si lascia andare a ingenui passi falsi fino al finale un po' affrettato che si riduce alla frase "Prega per me".

La vera spia Hanssen non ha mai chiarito il motivo del suo prolungato tradimento e il film preferisce non ricamarci sopra limitandosi a descrivere l'ambiguità della sua vita e il comportamento oscillante tra il bigotto e il deviato per lasciare allo spettatore eventuali spiegazioni.

Sicuramente se il film "Breach - L'infiltrato" fosse finito in altre mani si sarebbe calcato di più sull'aspetto spionistico della vicenda, probabilmente enfatizzando la gravità della scoperta della falla e trasformandolo in una pellicola documentaristica o spettacolare, mentre il regista Billy Ray, aiutato da una sceneggiatura comunque corposa che stabilisce un contatto con lo spettatore interessato al genere, preferisce accantonare sparatorie e disfide intellettuali per puntare sulla sottolineatura dell'umanità del buono contro la freddezza della spia. Il risultato è comunque dignitoso anche se non ottimale.

Per la serie: Spy-story molto delicata.

Voto personale: 6.5


Curiosità:
  • L'attore Chris Cooper ha prestato servizio anche in "Syriana" (2005) e nei film "The Bourne Identity" e "The Bourne Supremacy"
  • Tra gli ultimi film di Ryan Phillippe c'è "Franklyn" uscito nel 2009, di cui è protagonista
  • Il vero Eric O'Neill oggi fa l'avvocato a Washington, ed è è stato il consulente del film.

Nessun commento:

Articoli correlati

Related Posts with Thumbnails