• 30 Settembre 2022

The Social Network Il Film: recensione

Diretto da David Fincher, The Social Network è il film che narra la nascita di Facebook ad opera del diciannovenne Mark Zuckerberg, genio dell’informatica e determinato uomo d’affari, ma anche i problemi legali a cui andò incontro.

Trama, trailer, recensione e curiosità sul film.

The social network il film su Facebook


Film The Social Network
Titolo originale: The Social Network
Nazionalità: USA
Anno: 2010
Durata: 121 minuti
Genere: drammatico
Regia: David Fincher
Adattato dal libro “Miliardari per caso – L’invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento”
Sceneggiatura: Aaron Sorkin
Fotografia: Jeff Cronenweth
Musiche: Trent Reznor, Atticus Ross
Scenografia: Donald Graham Burt
Cast: Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Justin Timberlake, Brenda Song, Rashida Jones, Joseph Mazzello, Max Minghella, Rooney Mara

Il film è basato sul libro: Miliardari per caso – L’invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento.

Al cinema dal: 12 Novembre 2010


TRAMA

Autunno 2003: Il diciannovenne Mark Zuckerberg (Jesse Eisenberg) frequenta l’Università di Harvard ma, ossessionato dall’ambizione verso i circoli studenteschi d’elite, non ha fortuna con le ragazze. La sera in cui Erica (Rooney Mara) lo lascia dopo averlo definito “stronzo”, Mark sfoga la sua frustrazione sul suo blog deridendola pesantemente. Non contento, penetra illegalmente nei sistemi dell’università per prelevare le foto delle ragazze da pubblicare sul sito Facemash, che lui ha creato apposta per mettere a confronto le ragazze del campus e farne votare la ficaggine.
In quattro ore FaceMash attira 22.000 visite che fanno crollare il sistema e portano Mark davanti al consiglio universitario con una serie di imputazioni, tra cui violazione della privacy.
La bravata però rende Mark subito popolare e attira l’attenzione di tre studenti, i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss (Armie Hammer/Josh Pence), che assieme a Divya Narendra (Max Minghella) gli propongono di lavorare per loro come programmatore ad un nuovo sito, HarvardConnection esclusivo e riservato agli studenti di Harvard.
2004: Mark pubblica il sito TheFacebook, un nuovo social network basato sul Libro delle Facce, l’album dove le Università americane raccolgono le foto degli iscritti per favorirne la conoscenza. Su TheFacebook i ragazzi possono creare un account e portare sul web tutta la loro esperienza sociale, foto, amici, relazioni sentimentali, pensieri.
Mark viene contattato da Sean Parker (Justin Timberlake) che gli consiglia di rinominare il social in Facebook. Sean è il creatore di Napster, un software che consentiva di condividere musica e che le major avevano fatto chiudere per violazione di copyright. A Mark quel tipo così spregiudicato e sicuro di sé piace e apre una società. Nel frattempo il social Facebook è diventato famoso, diffusosi nelle Università americane fino a sconfinare in Europa e nel resto del mondo.
Ma non tutto va per il verso giusto: Mark deve fronteggiare ben due cause legali milionarie; nella prima, i Winklevoss e Narendra lo accusano di avergli rubato l’idea. Facebook infatti sembra una copia di quello che avrebbe dovuto essere HarvardConnection e per il quale Mark aveva promesso la sua collaborazione. Nella seconda causa invece è proprio Eduardo Saverin (Andrew Garfield), quello che una volta era il suo migliore amico, ad accusare Mark di averlo estromesso dalla società da lui inizialmente finanziata. Mark deve affrontare lunghi interrogatori, in cui spiega la sua versione dei fatti…

TRAILER

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RECENSIONE

Amicizia, sesso, soldi, tradimento, successo, avidità, vendetta. Sono questi i temi proposti da The Social Network, il film su Facebook che racconta gli inizi e l’ascesa del fenomeno sociale che oggi vanta 500 milioni di utenti in tutto il mondo e che ha trasformato un anonimo nerd di Harvard, Mark Zuckerberg, nel più giovane miliardario del mondo.

IL FILM DELL’ANNO

The Social Network è un film storico, l’evento dell’anno, principalmente perché è la prima volta che il mondo cinematografico parla, sul serio, di Internet e dei genii della Silicon Valley, i quali sono i protagonisti assoluti della pellicola diretta da David Fincher.

Pubblicizzato con l’efficace slogan “Non arrivi a 500 milioni di amici senza farti qualche nemico“, il film è basato sul libro Miliardari per caso – L’invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento“, ed il non facile compito di trarne una sceneggiatura adatta ai tempi cinematografici è toccato ad Aaron Sorkin, già autore di sceneggiature di successo quali “West Wing”, Codice d’Onore, Il Presidente – Una Storia d’Amore.

Sorkin lo ammette candidamente, non conosceva Facebook, e queste premesse distruggerebbero le attese di molte persone. Ma ha capito che la storia di Facebook aveva tutte le caratteristiche narrative ed emotive alla base di un film di successo.

MARK ZUCKERBERG: IL PROMETEO DEL WEB

The Social Network è un film verboso girato con attori quasi sempre seduti, al computer, che discutono e litigano, eppure le emozioni che si susseguono sono avvincenti e coinvolgenti, degne dei migliori miti greci. Grazie a Facebook,infatti, Mark Zuckerberg diventa inconsapevolmente quello che ho definito il Prometeo del Web e ciò scatena le ire funeste dei promessi Dèi onnipotenti del digitale , che impietosamente cadono sotto i colpi inferti dal rettore di Harvard in una delle scene più incisive del film, ma che per Nemesi vedrà distrutte proprio quelle relazioni sociali sul cui mantenimento si fonda la sua creatura Facebook.

Oltre a ciò, il film ha il potere di affascinare perché racconta senza mezzi termini due cose: le ombre-luci della generazione dei nativi digitali e il potere dei media sulle masse.

La storia di questi giovani uomini, che spronati dalla direttive dei campus universitari americani di farsi prendere dall’immaginazione e di “non trovare un lavoro ma di inventarselo“, decidono di portare la vita e l’esperienza sociale delle persone sul web creando quello che oggi, con i suoi cinquecento milioni di utenti, è considerato un vero e proprio Stato virtuale, non può non far pensare anche a quella dei primi coloni americani che fondavano nuove nazioni (“Abbiamo vissuto nelle fattorie, abbiamo vissuto nelle città, ora lo faremo su internet“).

DINAMICHE SOCIALI DELLA CIVITA’ DIGITALE

Il film descrive molto bene la serendipità alla base dell’invenzione di Facebook: creato per rimorchiare ragazze e per vendetta personale contro i blasonati figli di papà, ha dato inizio ad una vera e propria rivoluzione digitale, quella in cui le persone non sono più nascoste dietro un anonimo nick, ma hanno una faccia, un nome e cognome, un album di fotografie, una rete di conoscenze e una vita da condividere, dove oggi basta un click per diventare amici. Non erano queste le intenzioni di Zuckerberg ma ha preso il cavallo al lazo, lo ha cavalcato e si è sentito anche potente per aver dato agli esseri umani ciò che cercavano: restare in contatto gli uni con gli altri, reperire informazioni sulle persone.

Già il titolo del film, “The Social Network“, sottolinea la grandiosità dell’idea, lo dice lo stesso personaggio del cofondatore Saverin: “In un mondo in cui la stuttura sociale è tutto, era l’idea del secolo“.
Difatti anche se Facebook non fu il primo social network al mondo oggi è sinonimo di rete sociale e non a caso più volte i personaggi esclamano l’espressione “Ci Facebookiamo?

In media ci si connette su Facebook per incontrare gli amici, conoscerne di nuovi, ritrovare quelli vecchi, sapere cosa fanno, cosa pensano, cosa desiderano e nutrirsi delle loro vite, coltivare relazioni sociali. Quello che una volta si poteva fare solo alzando il telefono e negli incontri dal vivo.

Ma la vera rivoluzione allora dov’è? Nell’articolo sul trailer del film dicevo una frase che qualcuno non ha capito (a dimostrazione, come dico su altro blog, che alcuni quando accendono il computer spengono il cervello, ndr), mi cito

[Facebook] uno strumento che connettendo le persone ha rivoluzionato le comunicazioni e le dinamiche sociali.
Ma per meglio dire le ha trasportate sul web con pregi e difetti.

Facebook perciò è il degno discendente delle uscite con gli amici, del messaggio in bottiglia, del piccione viaggiatore, della lettera, del telefono, del fax, dell’email, dell’sms, ultimo passaggio (per ora), di una tendenza deliziosamente umana di riavvicinare ciò che la tecnologia smaterializza: così mentre quest’ultima progredisce, le persone trovano nuovi modi per restare in contatto, anche se virtualmente, perché il mondo è ormai percorso in lungo e largo, mentre quell’universo sociale che prima era relegato ai pettegolezzi privati oggi è pubblico e la civiltà digitale è l’ultima frontiera dell’esplorazione.

IL NERD ASOCIALE

Nel film Facebook viene presentato come un fenomeno nato da sentimenti di vendetta e ripicca, ma anche dalla estrema solitudine del vivere in un mondo ormai immenso: dapprima promotrice del lampo di genio di Zuckerberg che voleva diventare famoso, poi del successo mondiale, quindi base per la scena, realistica e purtroppo patetica, di uno Zuckerberg, ormai miliardario, che aggiunge la sua ex ai suoi contatti su Facebook e passa la serata ad aggiornare la pagina in attesa della conferma di amicizia..

Facebook fu paradossalmente inventato da una persona negata nelle relazioni sociali, e Sorkin e Fincher hanno ben saputo trasportare sullo schermo quell’involontaria ironia in scene che strappano più di una risata.

IL FILM SU FACEBOOK

Secondo le direttive di Fincher e Sorkin i dialoghi sono recitati velocemente, nervosamente, proprio per rappresentare l’ansia di arrivare delle generazioni attuali, pressate da un lato dall’era digitale, dove le informazioni e le emozioni percorrono la rete alla velocità della luce cambiandola (“Sarà in rete tra un istante“), dall’altro, dalle aspettative della società americana, che vede in ogni nativo un piccolo Einstein e li incoraggia a creare, invece di imbrigliare i loro desideri nella quotidianità fatta di routine e nei modi di pensare precostruiti di impolverati corsi di Laurea. Notate in quante scene Zuckerberg è vestito in modo eccentrico, con bermuda in pieno inverno o scarpe inadatte, fino alla vestaglia, altra caratteristica attribuita ai genii.

Musicato da un’ottima scelta della colonna sonora moderna e irriverente, come il commento alla gara di canottaggio, dal punto di vista registico e narrativo il film ha un mood bianco o nero: il ritmo “amico-non amico“, lo sguardo perennemente fisso di Zuckerberg e le battute pronunciate dal bravissimo Jesse Eisenberg in tono perentorio e secco, la volontà di non soccombere a compromessi, ricordano le sole cose che capisce un computer, uno o zero, un atteggiamento spesso comune nelle deformazioni professionali attribuite ai nerd, tanto legati al computer da ragionare in digitale.

Però qui interviene il lato umano di regia e sceneggiatura, che alla logica digitale contrappone la logica sfumata. Fincher&Sorkin non decidono per la colpevolezza (1) o l’innocenza (0) di Zuckerberg ma si limitano a narrare, fornendo elementi sia contro che a favore presi dai verbali delle cause e lasciando che sia lo spettatore ad attribuire alle diatribe legali un grado di verità compreso tra 0 e 1. Ecco quindi Zuckerberg indignarsi alle insinuazioni di furto dei codici, mettere sotto processo i suoi stessi avversari con “Se voi foste gli inventori di Facebook avreste inventato Facebook“, ma anche sussurrare all’avvocatessa “Io non sono una cattiva persona“.

Siano di fronte ad un film molto giovane e maschile, oltre che per il tipo e l’impetuosità dei sentimenti espressi (“Non tornerò per prendermi una parte, tornerò per prendermi tutto!“), ma anche per il punto di vista da ragazzino insicuro ed egocentrico che concepisce le coetanee al più come semplici muse troppo occupate in festini e sbornie da lasciare le uniche, poche, battute femminili intelligenti ad Erica e all’avvocatessa. Tranquilli, con la storia della gallina e le varie figuracce degli amici/nemici di Zuckerberg ce n’è anche per i ragazzi, ognuno a suo modo vincente e perdente.

NOMINATION IN ARRIVO?

The Social Network è davvero il film dell’anno per il suo potenziale bacino di cinquecento milioni di spettatori ed è probabile che l’Academy Awards decida di riservargli le nomination agli Oscar 2011 per Miglior Film, Miglior Regia, Migliore sceneggiatura e infine Miglior attore protagonista a Jesse Eisenberg – ma non sottovaluterei montaggio e attori non protagonisti – non solo per la qualità del risultato ma anche per riscattare quel poco interesse che Hollywood ha finora sempre riservato ai protagonisti del mondo digitale relegandoli al ruolo di semplici hacker, e che da oggi appaiono ai produttori fonte per nuove storie.

Il cinema lo ha capito ed il film di David Fincher ha fornito un metro di misura su cui verranno inevitabilmente valutate tutte le future pellicole del genere.

COMMENTO FINALE

Al vero Mark Zuckerberg il film su Facebook non piace, però lo Zuckerberg cinematografico è uno pseudocattivo per certi aspetti simile al giovane Gordon Gekko del celebre Wall Street: stravolge le regole, è ambizioso e spietato eppure non riesce ad essere antipatico.

L’unica sentenza che porta a dare è racchiusa nella battuta simbolo del film “Non sei uno stronzo, Mark, cerchi solo ostinatamente di esserlo“. Beata genialità.

E voi, dopo aver visto la storia di Zuckerberg e di Facebook pensate che sarebbe potuto succedere qui da noi?

Per la serie: Mai lasciare un nerd.

Voto personale: 9+


Curiosità

  • Victoria’s Secret è uno dei marchi di lingerie più famosi del mondo
  • Durante la lavorazione del film Jesse Eisenberg e Andrew Garfield sono diventati grandi amici.
  • Il cugino di Jesse Eisenberg lavora per Facebook
  • Armie Hammer e Josh Pence interpretano i gemelli Winklevoss, ma gli attori non sono ovviamente identici. Fincher ha deciso che Hammer era quello più simile agli originali, per cui in diverse scene ha sovrapposto digitalmente la faccia di Hammer al corpo di Pence, in altre Hammer ha dovuto recitare entrambe le parti
  • Aaron Sorkin recita in un cameo: è il potenziale investitore che Zuckerberg e Saverin incontrano a New York
  • La stella del cinema che non viene nominata durante uno dei dialoghi ma che aveva studiato ad Harvard era Natalie Portman. La Portman aveva frequentato l’Università dal 1999 al 2003 e ha fornito a Sorkin dettagli sulla vita degli studenti in quel periodo
  • Come si vede nel film, sul biglietto da visita di Mark Zuckerberg compare la scritta “I’m CEO, Bitch!”, che testualmente significa “Sono il CEO, puttana!” e che nel doppiaggio italiano è stato tradotto “Sono il CEO, stronzo!”“, però la traduzione migliore l’ha proposta la rivista Millionaire con “Sono il CEO, eccheccazzo!“. “CEO” è acronimo di “chief executive officer “, è l’ amministratore delegato di una società.
  • Il film ha vinto 4 Golden Globe 2011: miglior film drammatico, sceneggiatura, regia e colonna sonora
  • Oscar 2011: 8 nomination, tra cui miglior film, regia, attore protagonista e sceneggiatura

Recenso

Mi piacciono il cinema, la televisione, il turismo e i libri. Piacere :)

22 thoughts on “The Social Network Il Film: recensione”
  1. La tua recensione fa venir voglia di vedere il film, di cui si parla molto bene. Devo dire, però, che non mi sono ancora decisa ad andare a vederlo, sarà che odio Facebook e la trovo una pessima invenzione, un modo per illudersi di avere amici e farsi i fatti di tutti…
    buona settimana!

    1. Neanche a me piace molto, pensa che io sono entrata in Facebook perché un giorno mi sono arrivati decine di inviti degli amici tutti assieme, proprio come succede ad una tizia nel film, e non potevo ignorarli 🙂

  2. Ho appena visto il cigno nero e sono venuto a cercare le nomination di questo ottimo film. Sono rimasto in stato di shock quando ho visto che the social network ha ricevuto tante nomination! Lo considero un film assolutamente indegno di qualsiasi considerazione: da passare su qualche tv locale il pomeriggio. Avranno comprato anche le nomination?
    Che peccato…

  3. […] montaggio. Come previsto, nulla per la sceneggiatura troppo stereotipizzante. Con avversari come The Social Network, Il Discorso del Re e The Fighter, è possibile che, dopo il golden globe 2011 e i bafta, solo la […]

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